Itb Italia

“Balneari, sarà l’estate peggiore di sempre: il governo risolva il problema concessioni”

“E la chiamano estate, questa estate?” Così cantava il mitico Bruno Martino negli anni ’60: era profetico! Infatti, di tutte le estati dal dopoguerra questa sarà probabilmente la peggiore, almeno sulle nostre spiagge, per vari motivi. Già a Pasqua la forzata chiusura ha comportato gravi perdite di fatturato; così come il no alle aperture per i prossimi weekend (soprattutto per il lungo ponte dal 25 aprile al 1° maggio). Ancora peggio sarà se si estenderà la chiusura fino al ponte del 2 giugno: un’estate per noi balneari non può durare due mesi.

Nel frattempo, l’Europa attende che le spiagge vadano alle aste e non saranno certo dei governatori locali a vincere questo braccio di ferro. È il nostro governo nazionale che deve muoversi e dire con forza al parlamento europeo che lo nostre spiagge sono un asset primario e che non possiamo correre il rischio di vedercele portare via dalle multinazionali del turismo: sarebbe la morte di un nostro importante settore e la scomparsa di migliaia di aziende dalle coste italiane.

Cosa impedisce al nostro governo di obbligare a disporre l’estensione delle concessioni al 2033, visto che in circa tre anni non si è riusciti a risolvere questo problema così importante per le nostre imprese balneari e per tutto l’indotto? Il problema è diventato così complicato, articolato e difficile da risolvere, che l’unica soluzione possibile è quella dell’applicazione della legge 494/93, ovvero del diritto di riscatto da parte degli operatori balneari per le sole aree occupate dalle nostre strutture, resistendo così alle lamentele dell’Unione europea.

Noi come associazione Itb Italia siamo i primi a voler partecipare a un tavolo col governo e con le altre associazioni interessate a porre fine a questa situazione che vede perdenti tutti: le imprese balneari, i governi regionali, il governo nazionale, gli oltre 200.000 lavoratori stagionali e infine i turisti che finora hanno mostrato di gradire la nostra offerta di turismo balneare, che è un valore da difendere.

Riportiamo qui le nostre proposte che vorremmo portare a questo tavolo unitario per definire, una volta per tutte, la soluzione dei problemi della categoria e per continuare a dare ai nostri villeggianti quei servizi che tanto hanno dimostrato di apprezzare.

  1. Far applicare, per gli anni in cui nostre imprese turistico-balneari saranno soggette alla pandemia del Covid-19, il solo canone ricognitorio della stagione 2020, pari al 10% del canone concessorio, come previsto dal decreto legge 400/93 convertito in legge nel n. 494 del 4 dicembre 1999. Nei casi di avvenuto pagamento, provvedere al conguaglio con i canoni futuri.
  2. Provvedere, in base al “decreto sostegni” approvato il 19 marzo 2021, a erogare il contributo a fondo perduto, dato che già restando chiusi abbiamo (e avremo) un mancato introito dovuto alla pandemia e quindi una grande riduzione degli introiti, come risulterà dalla dichiarazione dei redditi della stagione 2021 rispetto alle precedenti stagioni 2019 e 2020.
  3. Sospendere ogni pagamento di tasse e tributi nazionali e locali per l’anno corrente 2021, fino al termine della prossima estate: sarà così possibile mantenere il reddito pari a quello degli anni precedenti.

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Giuseppe Ricci

Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
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    Con quale faccia si fanno certe richieste…. Aiuti? Ma se avete lavorato di più con la pandemia… E non parlo tanto x dire….. A buon intenditore poche parole.

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    Stima e rispetto per la grande dignità degli operatori turistici della montagna!Se fosse successo ai balneari di perdere totalmente una stagione opiù,chiederebbero aiuti pari a una finanziaria!Da notare anche la richiesta di riscatto!

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    Vero altra fattura!…importante però che la categoria continui a non godere del consenso pubblico e questi discorsi aiutano…via le imposte ai balneari per il 2020 e il 2021!

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    Tutela imprese says:

    La vera vergogna è non capire le difficoltà e l’incertezza di una categoria di lavoratori che si vogliono definire privilegiati. La cattiveria verso le imprese balneari per fortuna è poca e fatta da un manipolo di accaparratori di aziende altrui e pochi cittadini mal informati che sognano spiagge che non avranno mai e spiagge libere che non aumenteranno mai . L’ipocrisia di chi non si trova nelle stesse condizioni è tanto vergognosa da far accapponare e la pelle. Ragionate nella posizione inversa cosa avreste detto? Ipocriti . Voglio vedere quando si stancheranno gli ambulanti e i coinvolti dalla insensata direttiva ed entreranno con i camion nelle stanze calde e a tempo indeterminato dell’’agcm cosa faranno ( perché se continuano a tirare la corda ho seri dubbi sulle reazioni , spero nel buonsenso sempre ) Troppa gente coinvolta , far passare per casta questa categoria è un bel piano ma nn ci riuscirete , tolti pochi lidi ( i soliti da voi nominati e situati in pochi punti) si tratta di gente con entrate normali a supporto e sostentamento della propria famiglia. Quando parlate dovete avere una visione seria e completa della vicenda e di tutte le persone coinvolte.

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    AVV Suck buongiorno. Avrei un quesito. Se vuole rispondere mi fa una cortesia e forse anche ad altri come me che non hanno uno conoscenza piena della materia. Supponiamo che lei rappresenti legalmente diario. E che domani mattina il nostro legislatore trasli in modo perfettamente identico l’iter seguito dalla Spagna e che quindi l’Italia proroghi al 2080 la scadenza degli attuali concessionari(o se Ilaria preferisce visto che secondo la sua valutazione la situazione spagnola è differente in favore degli spagnoli….) Lei come legale del ricorrente diario come procederebbe sapendo che in Spagna c’è stata opposizione alla proroga senza un risultato significativo?io la ringrazio anche solo per il tempo che ci regala in quanto noi tutti dovremmo apprezzare che un esperto come lei sia gratuitamente certe informazioni. Saluti

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      Ma Carlo,per favore!In Spagna le coste erano private e i privati ci avevano costruito sopra ed edificato anche le proprie abitazioni.Poi un bel giorno lo Stato ha detto:quello che è vostro diventa mio! In cambio godrete di una lunga proroga,ma comunque ben definita.Mi dice come si fa a traslare una situazione che è l,opposto della nostra e cioè qui in Italia le spiagge sono pubbliche e parlate di sdemanializzare e riscattare?La Spagna non ha avuto un trattemento di favore,anzi non oso pensare come avreste reagito se quel vero e proprio esproprio fosse stato fatto nei vostri confronti.E gli altri Stati che hanno ottenuto lunghe proroghe hanno accettato di partecipare ai bandi.Ma siccome è una realtà scomoda continuate a sostenere il contrario.

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        graziosi antonio says:

        ma che cazzo dici Ilaria….hai letto o no la articolo di Ernesto? qui tutti ora sanno…finiscila di dire cazzate o libera cittadina..sappiamo tutto…..

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      Nikolaus Suck says:

      Caro Carlo buongiorno. Io la ringrazio molto, ma resto in sorridente attesa di coloro secondo cui rappresenterei non si sa quali occulti interessi e committenti, disposti addirittura a pagarmi per scrivere qui (magari, sarebbe una svolta, ma mi chiedo davvero chi potrebbe ragionevolmente avere un interesse del genere!).
      Però perché vuole mettere in mezzo il povero Diario, che magari non vuole ricorrere per niente e giustamente avrà o vorrà scegliersi lui i suoi consulenti? 🙂
      Tra l’altro se vuole la mia opinione a ricorrere non sarebbe lui, sarebbero i balneari cui non andrebbe bene nemmeno la legge “spagnola” perché di scadenze e gare non vogliono proprio sentir parlare né ora né mai (secondo Lei, anche a tener ferma la 145/18, alla scadenza del 2033 che succederebbe? Secondo me si ricomincerebbe daccapo!).
      Ma OK immaginiamo e diamo anzi tutto per possibile, e poi per scontata, la situazione che dice Lei e veniamo al Suo quesito (all’esame di abilitazione si direbbe “Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere…”).
      Anzi tutto anche in questo caso la proroga al 2080 discenderebbe da una legge, e nel nostro sistema un cittadino non può impugnare o contestare una legge in modo diretto. Si dovrebbe quindi determinare un caso in cui al nostro ricorrente anonimo sia stato dato torto, ad esempio un rigetto di domanda di concessione adottato applicando quella legge. Cosa già di per sé niente affatto facile, per motivi sia tecnici che sostanziali complessi da spiegare.
      Ma se in qualche modo ci si arriva, l’unica sarebbe sostenere la illegittimità costituzionale sia diretta che indiretta e la violazione del diritto eurounitario da parte della legge in questione, in quanto in linea di principio una proroga a priori, unica, indistinta e indifferenziata di 60 anni di concessioni già in essere chiude ancora di più il mercato, impedisce ogni ingresso e confronto per un tempo eccessivamente lungo e non proporzionato alle esigenze da soddisfare, e violerebbe qualsiasi norma e principio, sia costituzionali nazionali che europei, in materia di libertà economica, libera circolazione dei servizi, proprietà pubblica e privata, interesse pubblico generale prevalente, proporzionalità adeguatezza e ragionevolezza, uguaglianza parità e non discriminazione, concorrenza e mercato, giustizia sostanziale, etc., etc., etc. (chiaramente argomentando in modo più specifico e puntuale e sulla base di precisi richiami normativi e giurisprudenziali, cosa che qui ovviamente mi è impossibile fare).
      Su tali basi, formulerei poi sia una richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE, affinché dica se la norma nazionale in questione sia compatibile con il diritto europeo (in particolare Trattati, “acquis communautarie”, direttiva Bolkestein e principi vari di proporzionalità, trasparenza, non discriminazione, libertà di circolazione, libertà di mercato, evidenza pubblica, etc., che tra l’altro tutti preesistono e vanno oltre la direttiva), che anche una questione di legittimità costituzionale della norma nazionale (ipotizzando e argomentando la violazione degli artt. 3, 10, 11, 41, 43, 97 e 117 Cost. salvo altri).
      A quel punto se in giudice investito della questione vedesse del buono nelle mie tesi e lo ritenesse necessario per decidere, potrebbe rimettere la questione alla Corte di Giustizia (per dire se la norma nazionale è compatibile con il diritto UE) e/o alla Corte Costituzionale (per decidere se la norma nazionale violi o no la Costituzione, giudizio che include anche la conformità al diritto UE, c.d. incostituzionalità indiretta o riflessa per violazione dei vincoli e obblighi di adesione ai Trattati e principi UE ex artt. 10, 11, 117 etc. Cost.. Infatti in tale sede il rinvio pregiudiziale potrebbe essere disposto anche dalla stessa Corte Costituzionale).
      In tutto questo, almeno in prima battuta e per me che sto difendendo interessi di parte il precedente spagnolo non è un termine diretto di riferimento e non ne parlerei proprio, non certo per fare finta di niente ma semplicemente perché una causa in Italia si fa sulla base delle sole norme positive vigenti e applicabili in Italia, che sono quelle nazionali e quelle contenute in atti UE pertinenti (Trattati e norme di diritto derivato). Norme di ordinamenti di altri Stati, anche se eventualmente attuative in un modo o nell’altro di precetti europei, non vengono e non possono venire in considerazione, per ovvie questioni di sovranità e autonomia tra Stati indipendenti. Ovviamente le controparti nel difendersi potranno a vario titolo richiamare la disciplina spagnola come “precedente”, non perché sia applicata ma per affermare che se è considerata compatibile con il diritto UE la norma spagnola, deve esserlo anche quella italiana analoga di cui stiamo parlando, cosa peraltro giustissima. Ma dovrebbero appunto dimostrare la assoluta identità di presupposti, condizioni e circostanze di fatto e di diritto nelle due situazioni. Perché il cardine del principio di uguaglianza è il trattamento uguale di situazioni uguali, e diseguale di situazioni diseguali.
      Spero possa bastare, almeno come idea generale. Saluti.

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        La ringrazio moltissimo. È stato precisissimo. Da quello che ha scritto (peraltro Spagna o Portogallo o Croazia poco importa perché io volevo che si prendesse in considerazione un eventuale aggiornamento del legislatore sulla base delle proroghe avvenute in altri stati europei) si comprende chiaramente che lei non ha secondi fini se non quello di offrire un suo preparatissimo punto di vista in materia. Ancora grazie e buon lavoro

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          Nikolaus Suck says:

          Prego bonifico c’è di che. Ma continua a non essermi chiaro cosa intendiate con questa cosa dell’aggiornamento del legislatore ad altre proroghe, il legislatore nazionale è indipendente e non deve “aggiornare” nulla, e tanto meno adeguarsi a previsioni di altri singoli Stati, che non hanno alcun valore diverso o superiore rispetto alle proprie. Il parametro di riferimento può essere solo una previsione eurounitaria, se è quando ci sia.

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    Una volta c era il deserto a spiaggia e nessuno la voleva….ricordo mio padre con 4…5 tende da spostare in continuazione per trovare un po d ombra per 2 lire…poi anni 80 col boom economico tutti volevano una spiaggia….troppo comodo.abbiamo trasformato un deserto in aziende e ora ….dopo tanti sacrifici qualcuno si e messo in testa di toglierci il pane di bocca….vergognatevi tutti voi che ci invidiate …non sapete i problemi che ci sono e parlate tanto per parlare da incompetenti.volete una spiaggia???fate come me che me la sono comprata dopo 25 anni di mutui.

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    Nikolaus Suck says:

    Per me che non sono né un “accaparratore di aziende altrui” (le aziende non sono oggetto né delle concessioni né delle gare), né un “cittadino male informato” anzi, né “sogno spiagge libere” (che pure con le concessioni non c’entrano niente), la “visione seria e completa della vicenda” è questa:
    Le “persone coinvolte” sono non dei poveri lavoratori sfruttati e da tutelare ma, grandi o piccoli che siano, degli imprenditori seri e veri, che godono della libertà di impresa ed iniziativa economica nei modi e limiti di legge, e con pari dignità, responsabilità e rischio di qualunque altro imprenditore in qualsiasi altro comparto e settore. Anche l’impresa familiare stucchevolmente evocata di continuo è pur sempre un’impresa soggetta alle regole dell’impresa e del mercato.
    Invece, aver potuto e potere usufruire in esclusiva di risorse pubbliche e collettive, petaltro a condizioni agevolate rispetto al mercato di affitti e locazioni (cui soggiace qualsiasi altro imprenditore), per sfruttarli economicamente e guadagnare in regime di mercato, costituisce di per sé, ontologicamente, oggettivamente ed incontestabilmente un “privilegio”, non c’è niente da fare.
    E questo oggettivo privilegio, della possibilità di sfruttare risorse collettive per il proprio vantaggio privato, da un lato non può durare per sempre (infatti le concessioni hanno sempre avuto scadenze e sono sempre state revocabili nel pubblico interesse), per motivi di uguaglianza, parità di trattamento, pari opportunità, giustizia formale e sostanziale, interesse pubblico prevalente variamente inteso e articolato, nonché infine e da ultimo ANCHE non discriminazione, trasparenza, concorrenza e libertà di servizi, deve essere reso accessibile a chiunque voglia usufruirne, a parità di condizioni. Tanto più che parte del contenuto della concessione è anche la sua valorizzazione, non solo economica, nel miglior interesse pubblico e generale.
    Lo strumento legale per farlo in modo trasparente sono le gare periodiche, cui può partecipare anche lo stesso concessionario che anzi come “incumbent” parte avvantaggiato.
    L’essenza del discorso, tra l’altro illustrata mille volte da ogni dove, è questa, il resto è sovrastruttura e strumentalizzazione. Ma proprio per questo non si fermerà.

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        Nikolaus Suck says:

        Fatto Carlo. Lei però mi dia tempo, visto che oltre ad essere gratis non è pronto e scontato, e nonostante qualcuno sostenga il contrario avrei anche altro da fare…

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    Difendere in futuro Diario che per ora si è organizzato in altra maniera ma la tiene in considerazione!…buon lavoro

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    Avv. Lucano says:

    Considerare un privilegio la situazione dei balneari è paradossale perché quell’azienda che insiste su quel bene ha valorizzato il territorio con il lavoro fatto da questi signori per una vita e a spese proprie . Questi signori al di là di tutti i principi giuridici europei , del bene pubblico che deve restale tale e ci mancherebbe sono una categoria che ha il sacrosanto diritto di avere la possibilità di insistere su quel bene fino a che la propria attività non rechi un danno allo stato e alla collettività. Questo non significa appropriarsi delle spiagge ma riconosce e tutelare quanto fatto da queste imprese. Chi parla di impossibilità di dare le spiagge a vita sbaglia il modo di approcciare la questione ed è questo il problema. Lo stato può prorogare a favore dello stesso concessionario facendo una valutazione dell’utilizzo del bene, può imporre più tasse , può vincolare investimenti e chiedere tutto quello che vuole . Con questo voglio dire che il sistema dell’ insistenza e dell’affidamento a chi sta la da una vita e vuole continuare a farlo è non solo giusto ma pienamente compatibile con il diritto positivo. Non è una rendita di posizione , ne un regalo , ne un usucapione di bene pubblico ma una continuazione legittima della propria impresa , un riconoscimento della esperienza e della valorizzazione del bene sempre e solo per l’attività sana . Chi la deve fare questa valutazione?? Lo stato in tutti i modi che vuole , il bene è pubblico ed è giusto che la collettività valuti e chieda, ma la l’affidamento è sacrosanto. Chi vi dice che nn ci sono vie di uscita sbaglia, questa materia va riordinata valorizzando legittimamente il lavoro svolto e tutelando la possibilità di continuare a farlo senza concorrere con altri soggetti economici , a meno che non ci siano delle gestioni insane e improprie, ma quello è lavoro per la procura.

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      Nikolaus Suck says:

      Sempre sacrosanto, Amen.
      La manutenzione e valorizzazione della risorsa è elemento e obbligo intrinseco della concessione, sia nell’interesse generale che in cambio della privativa e del canone comparativamente basso rispetto a beni privati sul mercato.
      Prima di elargire il sacrosanto verbo, ce le vogliamo finalmente studiare queste concessioni pubbliche, o no? Mi sa di no.

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    Avv Lucano, mettere in discussione quanto da lei descritto, è assolutamente disumano. Mi permetto aggiungere, con quale coraggio, si va a chiedere a quegli imprenditori, che hanno avviato, creato, curato , investito di tasca propria, IN QUEST’ULTIMO SECOLO, senza nulla chiedere e nulla togliere a nessuno, di farsi da parte. CON QUALE CORAGGIO?!

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      Nikolaus Suck says:

      Quello che avete, o avreste, fatto “di tasca propria” non solo fa parte della concessione che obbliga anche alla manutenzione e valorizzazione della risorsa nell’interesse generale (per questo costa meno dell’affitto), ma vi è rientrato nella stessa tasca in termini di guadagno che altrimenti non avreste avuto. Si chiama investimento funzionale all’impresa e ci mancherebbe che ve li facesse lo Stato per farvi guadagnare e basta.
      Oltre a pagarvi ripascimenti, interventi di sicurezza e quant’altro per milioni, come si legge anche su questo portale.

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    Mettiamo da parte l’ironia,il sarcasmo e la rabbia che ha contraddisto questo legittimo scambio di opinioni.Nessuno sa come evolveranno le cose.Ci sono due linee di pensiero e tutte e due meritano attenzione.Abbiamo,credo,capito che la legge Centinaio,pur essendo gradita a una delle parti,non ha fondamenti giuridici validi per essere inattaccabile e ha portato la categoria dei balneari in un casino disperato e acceso i riflettori dell’opinione pubblica che si sta organizzando(purtroppo per voi è così).Ora dalla vostra parte la difesa ha scelto la strada dei proclami,degli annunci fine a stessi e della misera propaganda.L’altraparte invece ascolta bene cosa dice il Diritto,si basa sulle parole di chi il Diritto nazionale ed europeo lo conosce bene e fa tesoro di questi consigli.Le frasi lacrimevoli,romantiche,compassionevoli,i punti di vista e le opinioni personali non vi aiuteranno.Ci sono dei limiti nelle richieste che potreste ottenere nell’ambito delle leggi.E chi dice di tutelarvi dovrebbe,secondo me,dovrebbe farvi considerare anche che esiste la strada del compromesso.

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      Anni 70. Alcuni dei partecipanti ai bandi ottengono lotti in zona paludosa. A proprie spese bonificano l’area e la urbanizzano. Il furbetto spagnolo occupa abusivamente un pezzo di spiaggia cementando abusivamente. Nel 1983 viene condonato tutto per evitare una strage. Quindi secondo Ilaria è più giusto tutelare il furbetto spagnolo e non il nostro avo che ha bonificato la palude. Complimenti

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    Renzo avete fatto quello che era previsto dal contratto di utilizzo del bene e non lo avete fatto gratis…smettetela di dirvi che siete stati dei buoni samaritani perché ne avete tratto, come è giusto che sia, un profitto per il vostro tenere bene la spiaggia e migliorarla..cosa avreste dovuto fare di diverso?!

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    Avv.Lucano,valutazione utilizzo del bene significa andare a vedere caso per caso come questo bene è stato utilizzato?Non so se i concessionari saranno d’accordo perché vede quando si scoprirà che in tantissimi luoghi le cabine sono le stesse del dopoguerra,gli ombrelloni e i lettini si cambiano ogni decennio se va bene e gli unici investimenti sono stati i bidoni di vernice mi dica lei se qui i denari sono stati tutti presi e niente spesi.Che valutazione vogliamo dare?Imporre più tasse: in questo articolo chiedono di essere esentasse sulla fiducia in caso che……Vincolare gli investimenti:sa cosa succede e cosa è successo?Quando il mio Comune ha riqualifucato il lungomare ha invitato i bagnini a demolire le vecchie cabine e farle nuove: la fine del mondo,si sono incatenati alle cabine per protesta dicendo che non potevano loro pagare per un bene che insisteva sul demanio e quindi non era il loro.In questo caso il e per loro tornaconto il bene era collettivo!!!!Questa è la realtà signor Avvocato e il coraggio di chiedere che le cose cambino viene anche da queste prepotenze ormai incettabili.

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      Ilaria, io ho dovuto demolire e ricostruire con le nuove norme in60 gg. Per un relitto….poi abbandonato. Mai ho pensato di incatenarmi. Siamo diversi ecco perché non si può fare un solo fascio

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        Ha ragione Carlo,è quello che ho sempre detto.Sino sicura che si andasse a vedere caso per caso per alcuni sarebbe un aiuto,come sicuramente per lei,ma per altri sarebbe una sciagura.

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      Tutela imprese says:

      le prepotenza e i mancati investimenti non esisterebbero se lo Stato fa il suo lavoro e le sue valutazioni con serietà. Certo fare come ha ditto fino ad oggi , mettendo una pezza ogni fine proroga è inaccettabile. Ci si doveva prendere la briga di aprire un tavolo permanente di confronto con L’europa , far capire le situazioni e non correre ai ripari sempre in ritardo. Ora è il momento di fare le cose sul serio, tutelando chi fa questo da una vita e lo ha fatto con passione e ha speso denari per passare dal chioschetto che vendeva le focacce al ristorante di pesce in riva al mare e cosi via. Se ci sono imprenditori non meritevoli devono andare via, ma questo non lo si può fare mettendo tutto e tutti a gara. Poi, non dimentichiamoci che sono aziende già soggette alla concorrenza naturale del mercato, se si sbaglia si fallisce , e di balneari indebitati io ne ho visti tanti. Certo se guardiamo le spiagge dei Vip è inutile iniziare il discorso. Ma qua ci sono di mezzo tutti, anche gente che se perde quello non so cosa altro potrebbe fare, sicuramente non stiamo parlando di gente che si è arricchita con questo lavoro.

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    Cercare una “sacrosanta”assoluzione in nome del bene che i balneari hanno fatto in favore dei concittadini è la strada più inopportuna che dovrebbe seguire chi li tutela.Si cerchi invece di rimanere sulla strada del Diritto sperando che questa volta siano tutelati davvero gli interessi di tutti,certamente anche quelli dei balneari che però dovrebbero smettere di pensare che il giusto sia solo a loro favore e che la questa storia finisca con il banco pigliatutto.

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    Tutela imprese,vi siete posti la domanda sul perché è sempre stata messa una pezza ogni fine proroga?E perché i balneari nel 2018 sono stati così soddisfatti di vivere nell’incertezza per altri 15 anni?Se fosse così facile uscire dalla direttiva europea,di andare in contrasto conla legge nazionale e a parecchi articoli della Costituzione,in contrasto conl’Agcom e se non ci fosse la Corte dei Conti,che non dimentichiamo sta indagando per danno erariale,e poi la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea se eliminiamo tutto questo forse sarebbe facile partorire una legge fatta apposta per i balneari.Ma siccome facile non è per non perdere voti si sceglie di mettere una pezza…..finche’ dura.Comunque il fatto di avere detto che gli operatori non meritevoli se ne devono andare è un gran passo avanti.

  16. Giuseppe

    Finalmente noto che… la mamma degli stolti non è più incinta e quelli che insistono ancora finiranno presto autodistrugendosi….SICURO

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      Giuseppe, purtroppo dobbiamo ammettere che gli avvocati che remano contro sono molto preparati. E il caro Garavaglia dimostra come la situazione sia ormai compromessa

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    Ilaria, indipendentemente dal come si concluderà questa storia, voglio dirti che ti voglio bene ! (sul serio) pur rimanendo su “posizioni” diverse , ti sei rivelata persona ragionevole, a differenza di altri, che, mi sembra ragionino, più per “partito preso”, in perfetta linea con i capi politici che hanno hanno messo in scena questo “spettacolo”, ahimè, controproducente per tutti! 😘

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    Buongiorno Renzo,sono contenta che il dialogo su questo portale abbia portato a spunti di riflessione e senza la pretesa mia o di qualcuno di voi di avere la ragione assoluta.Le mie riflessioni sono partite da spaccati di vita quotidiani e verificabili se si vuole.Mi dispiace veramente che la politica e anche chi vi dovrebbe tutelare non pensi lontanamente che è arrivata l’ora di parlare di cose fattibili e portarvi sulla strada della concretezza.Buona giornata!

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