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“Balneari, sarà l’estate peggiore di sempre: il governo risolva il problema concessioni”

“E la chiamano estate, questa estate?” Così cantava il mitico Bruno Martino negli anni ’60: era profetico! Infatti, di tutte le estati dal dopoguerra questa sarà probabilmente la peggiore, almeno sulle nostre spiagge, per vari motivi. Già a Pasqua la forzata chiusura ha comportato gravi perdite di fatturato; così come il no alle aperture per i prossimi weekend (soprattutto per il lungo ponte dal 25 aprile al 1° maggio). Ancora peggio sarà se si estenderà la chiusura fino al ponte del 2 giugno: un’estate per noi balneari non può durare due mesi.

Nel frattempo, l’Europa attende che le spiagge vadano alle aste e non saranno certo dei governatori locali a vincere questo braccio di ferro. È il nostro governo nazionale che deve muoversi e dire con forza al parlamento europeo che lo nostre spiagge sono un asset primario e che non possiamo correre il rischio di vedercele portare via dalle multinazionali del turismo: sarebbe la morte di un nostro importante settore e la scomparsa di migliaia di aziende dalle coste italiane.

Cosa impedisce al nostro governo di obbligare a disporre l’estensione delle concessioni al 2033, visto che in circa tre anni non si è riusciti a risolvere questo problema così importante per le nostre imprese balneari e per tutto l’indotto? Il problema è diventato così complicato, articolato e difficile da risolvere, che l’unica soluzione possibile è quella dell’applicazione della legge 494/93, ovvero del diritto di riscatto da parte degli operatori balneari per le sole aree occupate dalle nostre strutture, resistendo così alle lamentele dell’Unione europea.

Noi come associazione Itb Italia siamo i primi a voler partecipare a un tavolo col governo e con le altre associazioni interessate a porre fine a questa situazione che vede perdenti tutti: le imprese balneari, i governi regionali, il governo nazionale, gli oltre 200.000 lavoratori stagionali e infine i turisti che finora hanno mostrato di gradire la nostra offerta di turismo balneare, che è un valore da difendere.

Riportiamo qui le nostre proposte che vorremmo portare a questo tavolo unitario per definire, una volta per tutte, la soluzione dei problemi della categoria e per continuare a dare ai nostri villeggianti quei servizi che tanto hanno dimostrato di apprezzare.

  1. Far applicare, per gli anni in cui nostre imprese turistico-balneari saranno soggette alla pandemia del Covid-19, il solo canone ricognitorio della stagione 2020, pari al 10% del canone concessorio, come previsto dal decreto legge 400/93 convertito in legge nel n. 494 del 4 dicembre 1999. Nei casi di avvenuto pagamento, provvedere al conguaglio con i canoni futuri.
  2. Provvedere, in base al “decreto sostegni” approvato il 19 marzo 2021, a erogare il contributo a fondo perduto, dato che già restando chiusi abbiamo (e avremo) un mancato introito dovuto alla pandemia e quindi una grande riduzione degli introiti, come risulterà dalla dichiarazione dei redditi della stagione 2021 rispetto alle precedenti stagioni 2019 e 2020.
  3. Sospendere ogni pagamento di tasse e tributi nazionali e locali per l’anno corrente 2021, fino al termine della prossima estate: sarà così possibile mantenere il reddito pari a quello degli anni precedenti.

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Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.