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Balneari, Salvini: “Decreto indennizzi al prossimo consiglio dei ministri”

Il leader leghista: "Vediamo di chiudere una volta per tutte, ma l'Ue continua a dire di no su tutto"

Il decreto sull’indennizzo per i balneari che non riotterranno la concessione potrebbe arrivare già al prossimo consiglio dei ministri. Lo ha annunciato il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, intervenendo ieri a un convegno sul turismo organizzato dalla Lega in Senato. “Vediamo di chiudere una volta per tutte, nell’interesse dei lavoratori del settore, una vicenda che va avanti da vent’anni. L’Unione europea continua a dire di no su tutto. Sto lavorando nel decreto, che stiamo definendo, per la modifica dell’articolo 49 del Codice della navigazione”, ha detto Salvini. Rispetto a quanto nel frattempo accade nel mondo, ha aggiunto il ministro, “l’Unione europea si preoccupa di mettere all’asta le spiagge italiane e di dirci chi può fare o no il bagnino. Sto cercando di riportare un po’ di buonsenso e di dare serenità al settore”.

Salvini ha ricordato che il comparto balneare vale “almeno 10 miliardi di euro di business” e rappresenta una delle “eredità più pesanti” affidate al Mit. “Non ho chiesto io la delega – ha sottolineato – ma sono abituato a prendermi carico delle battaglie più complicate”. Il ministro ha spiegato che il governo sta lavorando alla riscrittura dell’articolo 49 del Codice della navigazione, che oggi prevede l’incameramento gratuito allo Stato degli investimenti realizzati alla scadenza delle concessioni. Una norma che, secondo Salvini, “non è rispettosa nei confronti di chi ha investito e faticato su quel litorale”. L’obiettivo è quindi introdurre “quantomeno un indennizzo” per i concessionari che non vinceranno le gare, riconoscendo il valore degli investimenti effettuati. “Io ritengo sia giusto che invece gli investimenti fatti vadano riconosciuti ai concessionari uscenti”, ha concluso. L’intervento si inserisce nel più ampio riordino del settore balneare, da anni al centro di un confronto con l’Ue.

Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE-Confcommercio, e Maurizio Rustignoli, presidente FIBA-Confesercenti, hanno espresso apprezzamento per le parole di Salvini: “La questione balneare è una ferita ancora aperta a causa anche delle rigidità della Commissione europea sull’applicazione della direttiva Bolkestein risalente a venti anni fa. È urgente e indispensabile una riforma organica del settore ancora disciplinato dal Codice della navigazione risalente al 1942”.

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“Il prodotto balneare costituisce il 42,9% del turismo italiano, si tratta di servizi di eccellenza che rendono la nostra offerta competitiva sul mercato internazionale delle vacanze”, aggiungono Capacchione e Rustignoli. “Lo confermano i dati sull’incremento del turismo internazionale registrato anche nel 2025 (53,4% delle presenze totali con +4,1% di arrivi e +5,6% di presenze). Un settore che merita di essere salvaguardato e non distrutto da una pasticciata applicazione di una direttiva europea frutto di un periodo storico ormai superato e di una normativa nazionale anacronistica”.

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