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Balneari, Pasca: “Urge riforma concessioni, ma la politica è assente”

Il presidente del Tar Lecce alla tavola rotonda organizzata da Mondo Balneare al Sun di Rimini: "Gare inevitabili, ma occorre regolamentarle con intelligenza"

«Non dovrebbe essere un funzionario amministrativo a stabilire se applicare o meno la legge 145/2018, tenuto conto della natura non autoesecutiva della direttiva Bolkestein, e il giudice dovrebbe intervenire solo in caso di patologia. Nel caso delle concessioni balneari, invece, c’è una patologia perenne in conseguenza di un’incertezza in cui l’applicazione di una legge nazionale è diventata un optional». Lo ha detto il presidente del Tar di Lecce Antonio Pasca nel corso del suo denso intervento al Sun di Rimini, in occasione della tavola rotonda “Concessioni balneari: prospettive per la riforma del settore” organizzata da Mondo Balneare (nel video qui sopra è possibile vedere la registrazione integrale dell’iniziativa). «Il problema non può essere risolto né dai Tar, né dal Consiglio di Stato o dalla Corte di giustizia europea. Il grande assente è la politica», ha detto Pasca nel corso dei suoi trenta minuti di intervento, seguito da una platea gremita. «Il Tar di Lecce non ha mai inteso dare soluzioni, ma solo porre domande e sollecitare una riflessione critica su una situazione che stava prendendo una piega lontana dal buonsenso. E posso dirmi soddisfatto, perché abbiamo sollevato una discussione collettiva e generato la convocazione di un’adunanza plenaria del Consiglio di Stato».

«Personalmente ho alcune perplessità in merito all’applicabilità della direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari, in quanto si tratta di beni e non di servizi. Ma il problema è stato a mio avviso superato dalla sentenza “Promoimpresa” della Corte di giustizia europea, vincolante per noi, quando afferma che la direttiva Bolkestein è ostativa alla proroga automatica delle concessioni. Quindi, anche se si trattasse di beni e anziché di servizi, le concessioni balneari non potrebbero sottrarsi all’obbligo di selezione del contraente migliore», ha detto ancora Pasca. «In definitiva, il problema è che manca una normativa di attuazione della direttiva Bolkestein. Sul fatto che si debba andare a gara non ci piove e siamo d’accordo tutti, compreso il Tar di Lecce. Ma la legge che a suo tempo ha recepito la direttiva Bolkestein era un recepimento all’italiana finalizzato solo a eludere la procedura di infrazione in corso, che infatti è stata chiusa. Poi però abbiamo fatto ciò che abbiamo fatto (ovvero una serie di proroghe automatiche, NdR) e da allora abbiamo perso credibilità».

«Anche se dobbiamo fare le gare sulle concessioni balneari, bisogna farle con intelligenza e trasparenza: se si procedesse come qualcuno ha pensato di fare, per esempio riferendosi al Codice degli appalti, andremmo incontro a contenziosi infiniti», ha concluso il giudice. «Dobbiamo invece presentarci all’Europa con una seria norma di legge che preveda una precisa riforma per determinare le regole delle gare e la durata congrua delle concessioni. Per esempio non si può pensare alle gare in base al canone più elevato, bensì alla professionalità e alla qualità dell’offerta. Il miglior concessionario non è quello che offre più soldi; occorre istituire dei requisiti soggettivi molto stringenti, proprio per evitare che le spiagge vadano in mano a società spregiudicate».

In seguito all’intervento di Pasca, hanno discusso durante la tavola rotonda gli avvocati Luigi Roma e Leonardo Maruotti, il presidente della Federazione imprese demaniali Mauro Della Valle, il commercialista Piero Bellandi e la coordinatrice del G20 Spiagge Roberta Nesto.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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