Il decreto sugli indennizzi ai balneari è stato presentato, ma non se ne conoscono ancora i contenuti. La scadenza del 31 marzo, prevista dalla legge Salva-infrazioni, sembrava inizialmente essere saltata: come aveva scritto Mondo Balneare, nel tardo pomeriggio non c’era ancora traccia del testo. Ma a sorpresa, alle 21.40 è stata diramata una laconica agenzia di stampa: «Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso alla presidenza del consiglio e al ministero dell’economia e delle finanze lo schema di decreto per la determinazione degli indennizzi relativi alle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative e sportive, nonché per la rideterminazione degli importi unitari dei canoni, nel rispetto dei tempi promessi dal ministro Matteo Salvini».
I tempi sono dunque stati rispettati, ma sui contenuti non si sa ancora nulla. La breve nota del Mit si è limitata a informare dell’avvenuta presentazione, ma non ha detto nulla su ciò che c’è scritto nel decreto. Ad oggi, a più di 48 ore dalla presentazione, non sono stati diffusi i dettagli del provvedimento. Salvini si era impegnato a organizzare un incontro con le associazioni di categoria per presentare il testo prima di renderlo pubblico, ma il nuovo appuntamento non è ancora stato convocato.
Il decreto attuativo del Mit serve a decidere i criteri per il calcolo degli indennizzi ai gestori uscenti, che saranno a carico dei subentranti, in vista delle gare delle concessioni balneari. La legge Salva-infrazioni prevede di limitarsi agli investimenti non ammortizzati degli ultimi cinque anni, ma le associazioni di categoria ritengono le cifre inadeguate e chiedono il riconoscimento del valore aziendale. Il ministro Salvini ha espresso il suo appoggio alle richieste delle associazioni di categoria, ma ha fatto presente che la Commissione europea si oppone. I balneari stanno aspettando di sapere se, oltre ad avere mantenuto le promesse sui tempi, Salvini ha rispettato anche quelle sui contenuti.
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