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Balneari, rinviato il decreto indennizzi: il governo prende tempo

Il provvedimento avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 marzo, ma slitterà di qualche giorno. Ancora in corso il negoziato con l'Ue.

Era atteso per oggi il decreto sugli indennizzi ai balneari, ma il provvedimento slitterà di qualche giorno. Lo rendono noto alcune fonti interne al Ministero delle infrastrutture, che si sta occupando del testo insieme al Ministero dell’economia e finanze. Il governo ha deciso di prendersi qualche giorno in più per approfondire il confronto con Regioni, Comuni e associazioni di categoria, avviato lo scorso 11 marzo e proseguito il 20 marzo. Il ministro delle infrastrutture Salvini si era impegnato a organizzare un terzo e ultimo incontro per presentare il testo del provvedimento alle parti interessate, prima di renderlo pubblico, ma il nuovo appuntamento non è ancora stato convocato.

La legge Salva-infrazioni, approvata lo scorso novembre, obbliga gli enti locali a concludere entro il 30 giugno 2027 le procedure selettive per riassegnare le concessioni balneari. Il decreto attuativo avrebbe dovuto essere approvato entro oggi, 31 marzo 2025, per decidere i criteri per il calcolo degli indennizzi ai gestori uscenti, che saranno a carico dei subentranti. Il Salva-infrazioni prevede di limitarsi agli investimenti non ammortizzati degli ultimi cinque anni, ma le associazioni di categoria ritengono le cifre inadeguate e chiedono il riconoscimento del valore aziendale.

Il ministro Salvini ha espresso il suo appoggio alle richieste delle associazioni di categoria, ma ha fatto presente che la Commissione europea si oppone. Secondo Bruxelles, il riconoscimento del valore aziendale sarebbe un vantaggio improprio per il concessionario uscente, in contrasto con la direttiva Bolkestein. Perciò l’Ue ha minacciato di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia, se il decreto attuativo non si limiterà agli investimenti non ammortizzati. Il negoziato con la Commissione sarebbe ancora in corso e per questo il governo avrebbe deciso di prendersi qualche giorno in più. Salvini ha più volte ribadito in pubblico che il testo sarebbe stato approvato entro il 31 marzo.

Ad oggi non sono chiare le tempistiche entro cui l’esecutivo intende concludere la partita, che è urgente perché senza le regole sugli indennizzi, gli enti locali non hanno tutti gli strumenti per poter avviare le gare. Anche sui contenuti vige il massimo riserbo, ma secondo alcune indiscrezioni, il testo sarebbe più vicino alle richieste dell’Ue che a quelle dei balneari.

Il decreto attuativo dovrà occuparsi anche della revisione dei canoni demaniali sulle concessioni balneari. Inoltre, nel corso dell’ultimo incontro Salvini ha proposto di scrivere le linee guida di un “bando tipo” per le concessioni balneari insieme a Regioni, Comuni e associazioni di categoria, al fine di evitare disparità tra territori.

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