Basilicata

“Balneari, la chiamano concorrenza ma è la nostra distruzione”

L'appello di un concessionario lucano: "La Regione vuole mandare all'asta delle imprese sane, che sono l'unica fonte di sostentamento per molte famiglie"

«In una sorta di concertazione, vari organi e poteri dello Stato italiano ed europeo vogliono mandare all’asta delle imprese sane, per la maggior parte piccole e medie aziende a carattere familiare che per molti sono l’unica fonte di lavoro e di sostentamento per la famiglia. È una storia assurda: la chiamano concorrenza, ma è la nostra distruzione». Sono le parole di Pasquale Faraco, operatore balneare di Policoro (Matera), dopo che la Regione Basilicata ha approvato le sue linee guida per disciplinare le evidenze pubbliche delle concessioni balneari in scadenza domani, 31 dicembre 2023.

«Far cessare un’impresa per sostituirla con un’altra attraverso una gara pubblica è un atto arbitrario e abietto», commenta Faraco. «Mai mi sarei aspettato di trovarmi in un’Unione europea e in uno Stato italiano coercitivi e tirannici, che comprimono l’esistenza e il lavoro delle piccole e micro imprese a carattere familiare. Non sarà che, temendo una ribellione dei popoli, si tratti di una troika mascherata da falsi e astratti concetti di concorrenza?».

Conclude l’imprenditore balneare lucano: «La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, che non è solo quello dipendente ma anche quello autonomo, il quale ha una sua dignità che in uno Stato democratico dovrebbe essere tutelata. Invece, la Regione Basilicata ha fatto un’inspiegabile e dannosa fuga in avanti, imponendo subdolamente e arbitrariamente delle linee guida per i bandi di gara».

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