Norme e sentenze

Balneari, in Consiglio di Stato si decide su validità concessioni al 2033

Decisiva l'udienza su un contenzioso tra alcuni imprenditori e il Comune di Monopoli

Si è svolta il 26 novembre in Consiglio di Stato un’udienza cruciale per il futuro delle concessioni balneari italiane, con un serrato confronto tra le parti in causa. Erano due i temi fondamentali al centro del dibattito: la validità della pubblicazione all’albo che fisserebbe la scadenza delle concessioni al 2033 e la legittimità della proroga al 2027. Gli avvocati Nicolò Maellaro e Vito Fabio Colonna hanno fronteggiato la difesa del Comune di Monopoli, contestando l’eccezione sollevata dall’ente di inammissibilità dei ricorsi presentati dai concessionari in primo grado contro la delibera di giunta n. 284 del 28 dicembre 2023.

Il Comune sostiene che i ricorsi di alcuni concessionari (4 su 21) siano inammissibili, in quanto le loro concessioni sarebbero già state ridotte nel 2021 a seguito della sentenza dell’adunanza plenaria n. 18/2021 che ha annullato la proroga al 2033, nonché per effetto della mancata impugnazione della riduzione della durata delle concessioni suppletive già occorsa nel 2021 precedentemente all’affidamento dell’incarico ai due legali. Secondo il Comune, la mancata impugnazione di tale riduzione avrebbe determinato un’assenza di interesse a contestare la successiva delibera del 2023, considerata un atto a loro favorevole in quanto posticipava la scadenza al 2024.

Tuttavia la difesa dei balneari pugliesi ha ribadito che la delibera impugnata ha ridefinito ex novo il quadro giuridico delle concessioni suppletive, rendendo tempestiva l’impugnativa. La questione assume particolare rilievo poiché, nell’estate scorsa, il Comune di Monopoli ha già visto passare in giudicato 16 sentenze del Tar Bari che confermano la scadenza delle concessioni al 2033. «Risultati simili sono attesi per analoghi ricorsi riguardanti il Gargano», affermano Maellaro e Colonna.

Il nodo della pubblicazione all’albo e la proroga al 2027

Sul fronte giuridico, il dibattito si è concentrato sulla conformità della pubblicazione all’albo comunale ai principi comunitari di trasparenza e concorrenza, tema reso ancora più complesso dalle diverse interpretazioni giurisprudenziali. Un ulteriore punto di scontro riguarda la possibilità di proroga al 30 settembre 2027, concordata con l’Unione europea e approvata dal decreto Infrazioni. «La legittimità di tale proroga ha visto la benedizione della massima carica dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha promulgato l’ultima la legge come risultante dall’accordo con la Ue concluso dal ministro Fitto», sottolineano i due legali.

La vicenda non si limita a Monopoli. Durante un’udienza cautelare tenutasi ieri in Consiglio di Stato, è stata discussa una controversia analoga riguardante le concessioni del Comune di Santa Marinella in Lazio. In questo caso il Comune sostiene la tesi dei concessionari, citando come precedente le recenti sentenze del Tar Puglia e del Tar Friuli Venezia Giulia, che hanno confermato la validità della pubblicazione all’albo e la scadenza al 2033, in linea con il Codice della navigazione.

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