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Balneari: in arrivo norma su rinnovo concessioni, si attende ancora su data riapertura

L'annuncio del governo: entro una settimana la legge applicativa sull'estensione al 2033, mentre la ripartenza della stagione non sarà decisa prima del 18 maggio

Il consiglio dei ministri approverà entro questa settimana la norma applicativa dell’estensione delle concessioni balneari fino al 2033. Lo ha annunciato il ministro del turismo Dario Franceschini, rispondendo a un sollecito del senatore Maurizio Gasparri durante l’audizione di ieri in X commissione del Senato. Per quanto riguarda la data di riapertura degli stabilimenti balneari, invece, la sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi ha detto che questa non sarà annunciata prima del 18 maggio, «poiché dipenderà dalla curva dei contagi che si svilupperà in questo inizio di fase due».

L’estensione al 2033 delle concessioni balneari è stata disposta dal precedente governo Lega-5Stelle con la legge 145/2018, che al contempo impegnava l’esecutivo a varare entro 120 giorni un dpcm con le linee guida per la riforma complessiva del demanio marittimo. Tuttavia, a distanza di un anno e mezzo molte amministrazioni comunali non hanno ancora protocollato i titoli con la nuova scadenza. L’attuale governo Pd-5Stelle ha più volte promesso di varare sia una circolare applicativa per obbligare gli enti locali ad applicare la legge, sia il dpcm di riforma previsto dalla 145/2018, che nel frattempo ha accumulato un anno di ritardo. Ora invece, in base a quanto affermato ieri da Franceschini, sembra che l’intenzione dell’esecutivo sia di risolvere in tempi brevi entrambe le faccende, anche se resta il massimo riserbo sui contenuti dei provvedimenti.

«La norma sull’estensione al 2033 è già in vigore e abbiamo promesso che l’avremmo applicata – ha esordito il ministro – pur sapendo che si tratta di una legge che rischia di andare in contrasto con il diritto dell’Unione europea e di farci ricevere una procedura di infrazione. Ma questa la affronteremo se e quando ci sarà. Nel frattempo stiamo procedendo con il dpcm, che è già stato scritto e che attualmente si trova in fase di confronto preventivo con l’Unione europea. Ritengo che la drammaticità della situazione attuale possa essere un ulteriore argomento per discutere e per trattare con Bruxelles, spiegando la peculiarità degli stabilimenti balneari italiani».

«In seguito a una sentenza del Consiglio di Stato, alcuni enti italiani hanno disapplicato l’estensione delle concessioni in quanto è in contrasto con la normativa europea – ha aggiunto Franceschini – e questo ha generato una complicata situazione a macchia di leopardo, a cui confermo che intendiamo rimediare con una norma che confermerà l’estensione al 2033 ed eviterà il rischio che i Comuni la disapplichino».

Per quanto riguarda i contenuti e le tempistiche, ha concluso Franceschini, «il provvedimento verrà approvato in settimana, ma non mi sembra corretto anticipare delle misure che potrebbero non essere del tutto confermate, poiché in questo momento sono ancora in fase di discussione fra i ministri competenti e la presidenza del consiglio».

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