Itb Italia

Balneari, il rammarico di Ricci: “Troppe divisioni ci hanno portato a fallire”

Lo storico presidente di Itb Italia, a un passo dal lasciare la guida dell'associazione, fa il bilancio del suo mandato

A 74 anni, di cui 50 passati a rappresentare gli imprenditori balneari in svariate associazioni di categoria, Giuseppe Ricci è arrivato a un passo dal concludere la sua ultima esperienza, quella al vertice dell’Itb Italia da lui stesso fondata. E nel farlo, questo storico balneare di San Benedetto del Tronto ci ha concesso una lunga intervista in cui guarda indietro ai successi raggiunti, ma anche ai tanti fallimenti e rimpianti: due su tutti, l’eccessiva frammentazione all’interno della categoria dei balneari e il mancato ottenimento della sdemanializzazione degli stabilimenti, da sempre suo cavallo di battaglia.

Presidente Ricci, quali sono oggi, all’inizio della nuova stagione estiva, i motivi della scontentezza della categoria dei balneari?

«I motivi sono vari. Quello che mi preoccupa di più è che non tutti gli operatori del settore hanno capito l’importanza di elaborare insieme delle proposte migliorative per il nostro settore: disuniti diventiamo facili prede di chi vorrebbe sostituirci con operatori stranieri disposti a investimenti più forti e quindi a orientare la fruizione delle nostre spiagge a pochi e fortunati gestori. Questa mancata collaborazione è un mio grande rammarico, perché non sono riuscito a farlo capire».

Avete cercato di farvi sentire a livello nazionale, o almeno regionale, per illustrare i rischi di una mancata collaborazione fra la politica e la categoria dei balneari?

«Ci abbiamo provato, ma scontiamo la difficoltà di collaborazione fra i sindacati di settore (che obiettivamente sono troppi) e fra gli stessi operatori balneari. Con l’Itb Italia ho tentato di dimostrare che uniti si vince contro l’indifferenza e le difficoltà amministrative e organizzative tipiche del nostro complesso settore: ci abbiamo provato per anni, ma se operiamo separati e solo con accordi locali, saremo sempre sconfitti a favore delle multinazionali. Ho così maturato la convinzione che non sia possibile continuare a lottare efficacemente da soli».

Insomma, dopo anni di battaglie si sente oggi uno sconfitto per non essere riuscito a costituire con altri operatori del settore uno spirito di gruppo in difesa degli attuali stabilimenti balneari?

«Ebbene sì: in questi ultimi anni ho assistito alla disintegrazione di una categoria che per decenni ha contribuito allo sviluppo economico del paese e oggi, guardando in faccia la realtà, possiamo affermare di essere stati sconfitti da governi di ogni colore, tutti sordi alle esigenze dei territori costieri, delle organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori del settore. Purtroppo non siamo riusciti negli ultimi anni a capire chi davvero fosse il nostro interlocutore, sia per la confusione che per i cambi veloci dei vari referenti».

E ora cosa farà?

«Non so se vorrò restare ancora dentro e a guida dell’Itb, ma continuerò come sempre a interessarmi e a operare in difesa della mia impresa balneare e di una cultura del turismo che ho amato, difeso e curato più di quanto non abbia fatto per me stesso. Dei miei 74 anni di vita, ben 50 li ho vissuti passati a seguire i problemi del turismo balneare e a lottare per la difesa di un lavoro come il nostro, così essenziale per il benessere del paese e delle nostre famiglie e pure così misconosciuto: tutto ciò mi ha permesso di essere presente per anni ai tavoli sindacali, imprenditoriali e politici e di operare per il miglioramento delle condizioni degli operatori balneari. Fra i tanti problemi affrontati, per fare un esempio, vorrei citare quello che ho definito la “doppia imposizione”, ovvero quando ci venivano fissate le tariffe da applicare e nel contempo ci venivano assegnati i canoni demaniali da pagare».

Cosa farà quindi l’Itb Italia nel futuro?

«Confermo che la nostra associazione sarà sempre e comunque al fianco degli operatori del settore e disponibile a collaborare con chiunque abbia a cuore il futuro del nostro turismo balneare. Noi ci saremo sempre, forti di un nocciolo duro di esperti qualificati, perché il nostro unico interesse è la difesa dei nostri operatori e tutto ciò deve restare fuori da ogni logica di partito e da ogni legame politico o sociale. La nostra politica non ha un colore, è davvero disinteressata e sa riconoscere e supportare chi veramente ha a cuore la nostra categoria ancora troppo bistrattata.
Un’ultima riflessione sulla mitica sdemanializzazione, sogno di una categoria che tanto ha lavorato per sviluppare un settore una volta negletto: si tratta di un sogno, è vero, ma chissà che un domani non possa divenire comunque una realtà, perché le nostre imprese sono moralmente e affettivamente nostre… e guai a chi le tocca».

Invece quale sarà il suo futuro, se le cose non cambieranno?

«Il tempo passa, ahimè, ma che io sia dentro o fuori l’associazione non ha importanza: continuerò a battermi per la nostra causa. Cari amici balneari, oggi e domani sempre sarò al vostro fianco, e anche se ci dovessimo rincontrare fra cento anni sarei sempre uno di voi, pronto a combattere insieme dalla vostra e dalla nostra parte!»

intervista a cura di Giacomo Palestini

© Riproduzione Riservata

Itb Italia

Itb Italia è un'associazione nazionale di imprenditori del turismo balneare.
Seguilo sui social: