Attualità

Balneari, FdI chiede ricorso Consulta su sentenze Consiglio di Stato

Il partito di Giorgia Meloni ha scritto al presidente della Camera per sollevare il conflitto di attribuzione

Fratelli d’Italia ha chiesto che la Corte Costituzionale si esprima sul conflitto di attribuzione nei confronti del Consiglio di Stato in materia di concessioni balneari, in seguito alle ultime sentenze che hanno disapplicato la proroga di un anno e imposto le gare immediate. È stato il capogruppo del partito Tommaso Foti a inviare una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana per chiedere l’intervento del governo.

«Guardiamo con preoccupazione all’ultima pronuncia del Consiglio di Stato, laddove in più punti essa sembra travalicare i poteri della giustizia amministrativa finendo con l’invadere la sfera legislativa propria del parlamento», spiega Foti in una nota. «In questa ultima pronuncia il Consiglio di Stato torna a ribadire la propria competenza non solo in ordine all’obbligo di disapplicare le disposizioni nazionali contrarie, ma chiarisce altresì che, secondo l’interpretazione sostenuta, tale disapplicazione debba avvenire “senza che ciò possa essere condizionato o impedito da interventi del legislatore“. Un assunto che riteniamo infondato e che contraddice lo spirito stesso della legislazione di derivazione comunitaria, che prevede che una direttiva (in questo caso la Bolkestein) venga recepita con specifiche norme di legge».

Conclude Foti: «Riteniamo pertanto ineludibile che sia la Corte Costituzionale a pronunciarsi circa il corretto esercizio della potestà giurisdizionale. Lo facciamo a difesa di un organo eletto direttamente dal popolo che deve mantenere il diritto di poter esercitare le proprie prerogative, con lo svolgimento delle funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione».

L’iniziativa ha ricevuto il plauso di vari esponenti di Fratelli d’Italia. Così il deputato Riccardo Zucconi: «La lettera del capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti che chiede al presidente della Camera Lorenzo Fontana di sollevare il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale va assolutamente nella giusta direzione. Rimango fermamente convinto che la sentenza sui balneari della VII sezione del Consiglio di Stato invada la sfera della legislazione, che spetta al parlamento. Senza entrare nel merito della questione specifica, che riguarda l’intero comparto dei balneari, ritengo che tutte le leggi di applicazione della direttiva Bolkestein, in ogni loro declinazione, spettino a Camera e Senato, come previsto dalle norme in essere. Ritengo inoltre che una decisione della Corte Costituzionale possa rappresentare anche un importante precedente per i conflitti di questo tipo che si potranno generare in futuro. Ringrazio dunque sentitamente il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti, per avere ascoltato e supportato questa iniziativa quanto mai legittima, sulla quale personalmente avevo lavorato a lungo. Come membro dell’ufficio di presidenza alla Camera dei Deputati, ho il compito di decidere sul suddetto ricorso e lo farò convintamente ritenendolo quanto mai giusto, tanto che già tre anni fa avevo presentato in merito ricorso alla Corte Costituzionale. Proprio per questi motivi, sono fra coloro che hanno fortemente voluto che oggi si riproponesse, come maggioranza, direttamente dalla presidenza della Camera» (il ricorso presentato tre anni fa da Fratelli d’Italia era poi stato dichiarato inammissibile, NdR).

Analoghe le parole del deputato Gianluca Caramanna: «La direttiva n.2006/123/CE del parlamento europeo, nota come direttiva Bolkestein, disciplina il settore dei servizi tra gli Stati membri, tra cui il settore dei balneari. Guardiamo dunque con estrema preoccupazione all’ultima sentenza della VII sezione del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari con la quale si travalica il ruolo del legislatore italiano, non solo per quanto attiene alla regolamentazione dell’attività legislativa nazionale ma anche per quanto riguarda l’applicazione del diritto europeo per il quale, come nel caso delle direttive, è necessario un recepimento con specifiche norme di legge. Pertanto, bene ha fatto il presidente Foti a rivolgere al presidente della Camera Fontana la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione nei confronti del Consiglio di Stato. Il parlamento è e deve rimanere sovrano e il suo ruolo strategico deve rimanere centrale soprattutto su temi delicati e sensibili come quello della disciplina del settore dei balneari».

Positivo anche il commento dell’europarlamentare Carlo Fidanza: «Ringrazio il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti per aver richiesto al presidente Fontana di muovere i passi necessari per sollevare un conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale nei confronti del Consiglio di Stato. Nel rispetto del lavoro delle magistrature dello Stato, è importante difendere la potestà legislativa del parlamento di fronte alle recenti sentenze che sembrano palesemente scavalcarla. Il settore balneare necessita di certezze che devono essere definite da un lato nell’interlocuzione in corso tra il governo e la Commissione Ue e dall’altro nella leale collaborazione tra i poteri dello Stato, al fine di una applicazione corretta e non ideologica delle norme europee. Forzature di ogni tipo non fanno bene a nessuno».

Da parte delle associazioni di categoria è arrivata la soddisfazione di Assobalneari-Confindustria e La Base Balneare. Questa la dichiarazione congiunta dei presidenti Fabrizio Licordari e Bettina Bolla: «Accogliamo con favore l’intenzione di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le recenti sentenze del Consiglio di Stato, perché da una parte viene riaffermato il ruolo preponderante del potere legislativo rispetto a quello giudiziario e dall’altra si mira a far chiarezza e a tutelare i diritti non solo dei balneari, ma di tutte le categorie di lavoratori gettati nell’incertezza da questo modo di operare e da queste sentenze. Vi è una chiara autonomia del parlamento e del governo nel legiferare, e nel discutere con l’Europa in merito alla mappatura quantitativa proposta, essenziale per definire la corretta applicazione della direttiva Bolkestein. Assurdo che il Consiglio di Stato mini questa autonomia che oggi riguarda i balenari, ma che può riguardare qualsiasi tema che il paese deve affrontare. È una questione di democrazia e di rispetto delle prerogative costituzionali che vanno difese in maniera coesa a prescindere dal colore politico e dall’opinione che si ha sui balneari».

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: