“Bene che Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, nel corso dell’assemblea nazionale ieri a Roma, abbia ricordato che la questione balneare è tutt’altro che chiusa e costituisce “una ferita ancora aperta” per decine di migliaia di famiglie che rischiano di perdere il lavoro e le proprie aziende”. Lo ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, in seguito all’intervento di Sangalli all’assemblea nazionale dell’associazione.
Quello di Sangalli, ha aggiunto Capacchione, è “un grido d’allarme ancora più importante nel silenzio generale della politica verso il dramma che sta vivendo un comparto cruciale per il turismo italiano. È bene ricordare che il settore balneare, con oltre il 39% delle presenze complessive, costituisce la parte più preziosa e cospicua del turismo nazionale”.
“Molto positivo, poi, il fatto che Sangalli sia tornato a chiedere una legge che salvaguardi la balneazione attrezzata italiana”, ha concluso Capacchione. Quella varata lo scorso settembre dall’attuale governo è, infatti, incompleta, ingiusta e sbagliata, perché non applica correttamente la direttiva Bolkestein e distrugge un modello di balneazione attrezzata efficiente, di successo, basata su professionalità ed esperienza, che da anni attira sulle nostre spiagge milioni di turisti da tutto il mondo”.
© Riproduzione Riservata















