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Balneari, Centinaio: “2023 anno di transizione, al lavoro su mappatura”

Il senatore leghista: "Obiettivo è dimostrare non scarsità di risorsa"

«Il 2023 sarà sicuramente un anno di transizione per le concessioni balneari. Il governo ci sta mettendo la faccia e sta facendo il possibile per evitare che il 2024, quando le concessioni dovrebbero andare a gara, non diventi un anno infernale. Sarebbe un danno per tutto il sistema paese, visto che i Comuni, anche i più piccoli, si troverebbero a dover gestire le gare europee e i tribunali rischierebbero di essere inondati di ricorsi». Lo ha detto il senatore della Lega Gian Marco Centinaio a margine di un incontro con gli operatori balneari tenutosi venerdì a Marinella di Sarzana, in Liguria.

«In Italia ci sono circa ventimila stabilimenti balneari: vuol dire minimo ventimila famiglie che vivono con questa attività, ma in realtà il numero aumenta se consideriamo dipendenti, collaboratori e fornitori», ha sottolineato Centinaio. «La Lega e io in prima persona ci siamo presi a cuore questa situazione. Nel 2018 avevamo proposto la legge 145 (quella che ha esteso la validità delle concessioni fino al 2033, poi bocciata dal Consiglio di Stato, NdR) perché pensavamo che fosse una legge giusta e potesse andare incontro alle esigenze del sistema paese e dell’Europa».

In merito alla recente sentenza della Corte di giustizia europea che ha ribadito la necessità di riassegnare le concessioni tramite gare, ha proseguito il senatore, «la pronuncia ci ha lasciato un piccolo pertugio, ovvero la mappatura, perché anche all’Europa interessa conoscere la situazione. Quello che stiamo facendo insieme alla presidenza del consiglio e al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini è creare un gruppo di lavoro per fare una mappatura seria di tutto il territorio nazionale, del mare, dei laghi e dei fiumi, per dimostrare che la nostra risorsa non è scarsa. La posizione della Lega è chiara: evidenziare che la risorsa non è scarsa per andare in Europa e chiedere l’uscita dei balneari dalla Bolkestein. Questa è la nostra strategia, ma dobbiamo essere tutti dalla stessa parte. Spesso i principali nemici sono in Italia, non in Europa. Siamo di fronte a una partita durissima e lunghissima, nella quale stiamo cercando di tutelare una categoria di imprenditori che lavorano».

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