Itb Italia

“Balneari, basta promesse e contentini dalla politica”

È impossibile, ancora non ci credo: ho letto di promesse di proroghe e contentini, aspettando le prossime elezioni amministrative, nazionali, regionali e comunali e condominiali… tutto pur di rimandare ancora per anni la soluzione vera dei problemi che da anni attanagliano la categoria dei balneari.

Perché noi balneari dobbiamo essere rappresentati in questa maniera? Siamo trattati come malati terminali a cui allungare la vita in qualche modo, ma noi di Itb Italia non ci stiamo, non siamo d’accordo. Ci siamo battuti per anni, abbiamo sostenuto costi anche gravosi e spese per le nostre battaglie, e tutto ciò non per continuare l’agonia bensì per ottenere il riconoscimento effettivo delle nostre imprese ai legittimi proprietari.

E pensare che qualche anno fa eravamo arrivati a pochi passi dalla meta di ottenere la sdemanializzazione, grazie al sottosegretario Pier Paolo Baretta e al deputato Ignazio Abrignani, e sembrava avverarsi un sogno: si dovevano solo definire i costi delle aree dove insistono le nostre imprese balneari e riscattarle per sempre! Ma tutto ciò non andava bene a qualcuno… e allora meglio una proroga ancora, meglio soffrire ancora per una lenta agonia.

Diciamo basta alle promesse di contentini. Se dobbiamo mercanteggiare i nostri diritti, perché non andare allora sul mercato, dove possiamo comprare a costo equo quello che ci spetta? Che peccato non poter raccontare ai nipoti che qui, dove non c’era nulla, oggi c’è invece un’impresa turistico-balneare fatta nascere da pionieri con i loro soldi e soprattutto credendo nel turismo balneare, e questo grazie agli sforzi e al contributo di intere famiglie. Impresa che è anche un volano di grande importanza dell’economia italiana. Ma i sogni non muoiono mai e io ancora ci credo, e se c’è da lottare, carissimi colleghi, sono ancora qui.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
  1. è il momento della protesta!…vi prego protestate, scioperate e create disservizi!…il momento è ora, fatevi sentire con i clienti e con gli amministratori proprio ora che godete di visibilità!..forza!

  2. Grandissimo , verrano riconosciuti gli sforzi di queste famiglie dedite al lavoro e ai sacrifici da una vita. Le chiacchiere le lasciamo ai politicanti, si deve risolvere il problema, senza alibi .

  3. Avv.Lucano,leggendo un qualsiasi manualetto di educazione civica e diritto della scuola elementare SI comprende quanto sia assurdo anche solo pensare di privatizzare Le spiagge.Il riconoscimento,se dovuto,sara’ un eventuale indennizzo che sarebbe il punto sul quale concentrarsi se si fosse ben consigliati da chi per professione conosce bene il Diritto Italiano e quello Europeo.I proclami propagandistici non servono sia che li facciano I politicanti che chiunque altro.

  4. Bene Presidente Ricci, un riconoscimento all’iniziativa, al coraggio, al lavoro, all’investimento, all’impresa, in qualche modo … “DO-VU-TO”!

  5. Gianfranco+Cardosi says:

    Gianfranco Cardosi
    Credo che il Presidente dell’ITB abbia proprio ragione! Spero ed auguro, comunque, che dall’autorevole decisione della Adunanza plenaria del C.d.S prevista per le ore 10,30 del 13.10.2021 possano scaturire, finalmente, dopo oltre un decennio di vani attese, ipotesi od indicazioni giuridiche atte a risolvere definitivamente, sotto ogni profilo – amministrativo, civile e penale – il problema delle concessioni rilasciate e rinnovate per la gestione degli stabilimenti balneari, mettendo così fine a relazioni, pareri ed opinioni che hanno inondato, per lungo tempo, menti e pensieri in occasione di incontri, dibattiti e convegni senza mai giungere purtroppo, ad oggi, a risultati concreti ed accettabili, sia nel pubblico interesse che di quello delle categorie economiche interessate.

  6. Nikolaus Suck says:

    In realtà la politica tace, ormai non si può più permettere nemmeno promesse e contentini e lo sanno bene.
    Quindi tutti ad attendere il Consiglio di Stato sperando di potersi nascondere dietro qualsiasi decisione esso adotterà, ma di fatto attribuendogli una responsabilità e un ruolo, politico e normativo, che non appartiene a tale organo.
    “Ottenere il riconoscimento effettivo delle nostre imprese ai legittimi proprietari” non significa nulla e come battaglia è inutile, visto che la proprietà delle imprese non è (mai stata messa) in discussione (da nessuno).
    La “sdemanializzazione” è durata quanto un gatto in tangenziale e non si è fatta NON perché “non andava bene a qualcuno”, ma perché implicava lo stravolgimento di norme e assetti generali e fondamentali dell’interno ordinamento, e questo non andava bene a NESSUNO anzi non era (e non è) proprio possibile. Andarsi a rivedere i lavori parlamentari dell’epoca è illuminante.
    La “lenta agonia” in realtà è quella che sta consentendo alla categoria di continuare a guadagnare da oltre dieci anni su concessioni che sarebbero ampiamente scadute.
    Le imprese “fatte nascere con i loro soldi” sono cosa ovvia e minima e la regola per qualsiasi impresa. Che però di regola non gode di vantaggi come canoni irrisori rispetto al mercato privato, ripascimenti pagati dallo Stato, e contributi a fondo perduto come da ultimo quelli della Regione Calabria, ma sorvoliamo.
    Infine il “qui una volta non c’era nulla”: questione di punti di vista certo, ma chi ha detto che quando “non c’era nulla” era peggio? In ogni caso richiama alla mente la analoga battuta del protagonista, imprenditore (anche) balneare, in un altro film di Antonio Albanese, di recente riproposto in TV, che pure dice tante cose.
    Ad maiora!

  7. Alla direzione di Mondo Balneare. Rifacendomi alla ultima esternazione di DRAGHI “ noi economisti parliamo molto ma i numeri rimangono tali mentre voi giuristi parlate molto ma non si arriva a niente” (in sintesi) .Orbene la vs. Direzione si riserva il diritto di pubblicare or meno, i commenti. Leggendo gli sproloqui che sono ammessi nel vs. sito appare evidente che i vs. recensori non sono in grado di distinguere i giuristi, già di per se prolissi , da chi è animato da concezioni ideologiche a prescindere. Concludendo” le argomentazioni da voi ammesse sul sito credo siano di bassa lega come universalmente riconosciuto essere la stampa”

  8. Scusa fabio ma non ho compreso il messaggio..dici che i commenti dei giuristi che scrivono qui sono di bassa lega perché non legittimano il privilegio di cui tu e i tuoi colleghi balneari godete da anni?…siamo ad una svolta e mi sa che presto ti toccherà contattare qualche giurista, invano!

  9. Il “solito” Suck, pur di contrastare i balneari, è pronto a iniziare una battaglia per “ripristinare” l’Italia esattamente com’era due secoli addietro. Dai Suck, togliamo tutte le concessioni, abbattiamo tutto quanto è stato fatto per il turismo balneare italiano, chiudiamo tutti gli alberghi, ristoranti, bar, stabilimenti balneari e tutto l’indotto, che come tutti sanno, rappresenta il 13% del nostro PIL!

  10. Carlo Egori says:

    Più che altro queste sono imprese nate dall’abuso edilizio favorito dalla politica su terreno demaniale e dall’esproprio del territorio ai cittadini. Sarebbe necessario un intervento legislativo che riequilibrasse la situazione e riportasse lo stato delle coste ad una normale fruibilità da parte di tutti i cittadini le vere vittime di questo abuso decennale.

    • Vallo a dire a quelli che hanno realizzato grattacieli sul mare dove il turismo ed il commercio hanno portato quegli stati ad essere senza debito e dove uno stipendio medio è di 10 volte superiore all’affitto di casa. Voi volete tornare indietro di 1000 anni voi vogliamo il progresso. Occorre solo sperare che la politica più apprezzata prevalga.

  11. Il piano coste del Comune di Lecce e’ esmpio di progresso e lungimiranza.Spero che nella riforma spiagge abbia voce anche il Ministero della Transizione Ecologica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *