Assobalneari-Confindustria

“Balneari, aumento canoni irrilevante rispetto a scadenza concessioni”

Non vogliamo alimentare la discussione mediatica che si sta sviluppando in queste ore circa l’aumento dei canoni per le concessioni turistico-ricreative, poiché nel contesto in cui ci troviamo, ci appare sterile e inutile. Mi spiego meglio: è come se un inquilino di un appartamento si trovasse a discutere sugli importi di un affitto con il contratto scaduto e con la prospettiva di dover uscire di casa il mese successivo. Con questo paragone vogliamo spiegare che per il comparto balneare il problema oggi è rappresentato da quanto prevede una discutibile sentenza del Consiglio di Stato e dalla sospetta caparbietà nel volere applicare a tutti i costi una direttiva europea che non riguarda invece le concessioni di beni.

Non siamo assolutamente contrari a considerare o ad accettare un aumento dei canoni di concessione, purché questo sia affrontato contestualizzando tutti i costi a cui oggi noi siamo sottoposti. Mi riferisco all’Iva al 22% contro quella al 10% delle altre imprese turistiche, all’Imu anche se non siamo proprietari, alla Tarsu applicata a tutta l’area in concessione e non solo al bar o al ristorante che producono realmente rifiuti, al servizio di salvataggio che in Italia è in capo ai concessionari mentre all’estero è di competenza delle amministrazioni pubbliche, e ai danni ormai all’ordine del giorno delle mareggiate alle quali dobbiamo fare fronte per ripristinare e mantenere in ordine le coste.

Ma la priorità sulla quale dobbiamo puntare l’attenzione oggi è la certezza della durata della concessione, che solo così può garantire un alto livello dell’offerta turistica, dell’occupazione e degli investimenti. Abbiamo fiducia in questo governo e nelle forze politiche che lo compongono, finalmente espressione del volere popolare, e che sulla questione delle concessioni balneari hanno preso impegni elettorali ben precisi, a iniziare dal presidente Meloni, finalizzati a tutelare e salvaguardare le imprese balneari italiane dagli appetiti, facilmente immaginabili, di chi a Bruxelles si aggira per i corridoi rappresentando poteri economici forti con l’intenzione ormai chiara di mettere le mani sui gioielli più preziosi del nostro paese. La questione dei canoni è irrilevante rispetto a ciò che sta accadendo: alcuni Comuni desiderosi di un po’ di notorietà, per apparire sui giornali come virtuosi, stanno approntando i criteri per fare le gare, e lo scenario che si prospetta azzera la discussione su questi aumenti. È proprio il caso di dirlo: “Dume Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.

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Fabrizio Licordari

Presidente di Assobalneari Italia - Federturismo Confindustria
  1. Il commento del Presidente Licordari è INECCEPIBILE, ogni parola, deve essere condivisa. Mi permetterei solo aggiungere, che, i sostenitori della BOLCKSTEIN, le alte cariche dello Stato che l’hanno “STRUMENTALIZZATA”, dovrebbero essere processati per ALTO TRADIMENTO.

  2. Io renzo ho trovato interessante il paragone con l’essere affittuario a cui aumentano l’affitto in scadenza perché è finalmente l’espressione di un consapevolezza che siete a tempo e il proprietario vuole valutare un nuovo inquilino!

  3. c’è soltanto una sostanziale differenza, l’affittuario a scadenza del contratto lascia le mura dove ha vissuto o lavorato e deve lasciare l’immobile come lo ha trovato a meno che non venga trovato un’accordo con il proprietario, il concessionario cosa lascia la sabbia?

    • Si. Lascia la sabbia. Oppure si accorda con il proprietario, che beninteso non è obbligato ad accettare nulla, al massimo la restituzione del bene come era al momento dell’affitto.
      Come è prassi in ogni affitto.

  4. Ascoltate!!!Mi sono rotto il c…o di ascoltare le parole di Capacchione,Licordari,Scajola,Maurelli,Gasparri (farneticante) ecc ecc…Qui non devono esprimere il loro parere e le loro opinioni i sindacati….Siamo a Gennaio 2023.Il 31 dicembre 2023 le concessionio sono scadute.Non farnetichiamo ancora con proroghe o ricorsi che giuridicamente non stanno ne’ in cielo ne’ in terra….Qui e’ ora che parli LA POLITICA in maniera corretta.Basta promesse elettorali senza un fondamentom giuridico…Chi vuole rimanere ha necessita’ dei decreti attiuativi al piu’ presto,cosi’ chi vuole uscire ha la medesima necessita’ di questi decreti attuativi.
    Basta la storiella del nonno,del padre,del lavoro per i figli!…Ci vuole chiarezza e trasparenza!

  5. Avete detto bene ..siete inquilini a cui è scaduto un contratto d’affitto..per cui ..prendetene atto e toglietevi dalle scuole che forse qlc altro sarà ben lieto di subentrare e non certo per il tozzo di pane che avete sin qui pagato ..

  6. Purtroppo diario il paragone non ci azzecca con la situazione.Personalmente, sono certo che ci sarà un inquilino (obbligato a pagare Imu tasse regionale, canone, manutenzioni ordinarie e straordinarie dell’ incamerato, ecc ecc) migliore di me, che però parte con il vantaggio e i clienti che un cretino come me ha saputo creare.Tu e la banda bassotti, per rubare avete il coraggio di sostenere che i clienti sono della sabbia e non i miei.
    Se pure nell’ atto concessorio, nel mio caso dal 1910, c è scritto che nulla è dovuto al vecchio concessionario, non c è scritto che il nuovo deve rubare l’ azienda e i clienti del vecchio perché è più bello ricco e bravo.

    • Nikolaus Suck says:

      Non c’è scritto perché l’atto concessorio non riguarda né l’azienda, né i clienti. E che questi se continuano ad andare lo stesso su quella spiaggia siano effettivamente della sabbia (si chiama “rendita di posizione” e non è un merito), lo hai billantemente confermato “a contrario” quando hai fatto l’esempio del cliente del cuoco e non del ristorante.

  7. Carissimo Diario, se fossi certo che tra i “nuovi inquilini” ci sarai tu, o qualche tuo omologo, anch’io diventerei un pro-aste, nonostante la direttiva di merda!

  8. Piccola precisazione caro diario.noi non siamo affittuari di un appartamento,ma di un attività!dove per mandare via,l inquilino,non funziona così…

    • Nikolaus Suck says:

      Non è affatto così. L’attività non ve la affitta lo Stato, è vostra e solo vostra. Altrimenti sarebbe un affitto di azienda, invece è una concessione demaniale e basta. Non sapere nemmeno in base a cosa si lavora, è grave.

  9. davide il paragone non l’ho fatto io ma il vostro rappresentante quindi dite a licordari di aver sbagliato e non a me.

    • Nikolaus Suck says:

      Infatti, e non solo. Lo ha fatto dimenticando un dettaglio non irrilevante, ovvero che mentre “l’affittuario” scaduto se ne deve andare e basta senza se e senza ma, il concessionario ha il vantaggio di poter provare a restare partecipando alla gara.

      • cerchiamo di specificare il concetto di gara, conosciamo i criteri? su cosa si baserebbe la gara su chi paga più di canone o su cosa su progetti da realizzare= pure ipotesi?
        per quanto riguarda l’incameramento sarebbe plausibile se oggetto della concessione oltre all’arenile(nel caso di stabilimento balneare) fosse anche la costruzione già di proprietà dello stato, nel caso in cui invece è stato il concessionario a sobbarcarsi tutto l’investimento cosa si intenderebbe incamerabile, la struttura? le cabine? e per esempio attrezzature impianti etc chi le lascerebbe a disposizione del subentrante?
        Se non riconosceranno il valore aziendale sarà il caos più totale.

      • QUESTO POTEVA ANDAR BENE, SE FOSSE STATO FATTO SIN DAL PRINCIPIO, MA, SOPRATUTTO SE NON FOSSERO STATE EMANATE QUELLE NORME, SUCCESSIVAMENTE CAMBIATE IN CORSO D’OPERA. Chi non comprende (non vuol comprendere) è in malafede, per non dire ladro.

  10. Buongiorno a tutti premesso che ormai si leggono i soliti commenti di odio sociale verso categorie di imprenditori che ci ha messo il sangue nelle proprie attività e bisognerebbe che ci fosse una volta per tutte una rivoluzione culturale profonda che riporti al centro la Nazione e l orgoglio di essere italiani non solo quando vinciamo i mondiali . Detto ciò chiedo a tutti gli esperti da tastiera io che ho uno stabilimento balneare di mia proprieta con piscina campi da tennis ristorante bar discoteca parcheggi e davanti la mia struttura ho in concessione demaniale la spiaggia dove allestisco le varie postazioni per i clienti il Demanio a chi dovrebbe concedere la concessione se ho anche la discesa a mare dai miei locali?

  11. Un no profit says:

    Antonio, hai perfettamente ragione, questi amanti della tastiera non si rendono conto
    cosa ci sia in queste aree demaniali. Io sono
    titolare di un manufatto costruito negli anni 60 su area demaniale, nel 1980 essendo scaduta la concessione si doveva demolire ma non si è fatto. Nel 1985 dietro domanda di sanatoria si è pagata l’obiezione dovuta per sanarlo, ma non si è potuto sanare perché non esiste un piano spiaggia (le ville si). Nel 1993 è stata data una nuova concessione fino al 2001. Passate le competenze ai Comuni, visto che il locale risulta di mia proprietà nel 2008 ho dovuto pagare IMU, TARI, canoni pregressi e sansoni nonostante l’area era sottoposta ad interdizione per pericolosità. In base alla finanziaria del 2007 le opere di difficile rimozione dovevano essere incamerate e sarei dovuto diventare un pertinenziale, ma ciò non è avvenuto perché per il Comune non era conveniente, il locale è considerato abusivo. Per farla breve oggi ho una estensione della concessione, dove mi hanno fatto pagare la tassa di registro fino al 2033 è questa non è più valida. Questi aspiranti concessionari non vedono l’ora di poter avere una connessione non rendendosi conto dei paradossi che esistono in queste aree.

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