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Articolo 49 e indennizzi ai balneari, inizia l’esame della proposta di legge

Il testo, presentato da Zucconi e Caramanna (FdI), ha iniziato il suo iter alla commissione finanze della Camera

È stata assegnata alla commissione finanze della Camera dei deputati la proposta di legge per abrogare l’articolo 49 del Codice della navigazione. Lo annuncia il deputato Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), autore insieme a Gianluca Caramanna della proposta depositata lo scorso luglio. La procedura ha segnato l’avvio ufficiale dell’esame del testo: il termine per presentare gli emendamenti scade domani; dopodiché la norma potrà essere votata in parlamento.

L’articolo 49 del Codice della navigazione prevede che, al cessare della concessione balneare, le opere non amovibili costruite sul demanio marittimo vengono acquisite allo Stato senza alcun compenso o rimborso. Oltre ad abrogare questa norma ritenuta ingiusta, la proposta di legge di Zucconi e Caramanna propone di regolamentare il principio dell’indennizzo in base al valore dell’azienda che insiste sulla concessione.

«È pendente da tempo in Corte di giustizia europea la discussione sollecitata dal Consiglio di Stato sulla compatibilità dell’articolo 49 del Codice della navigazione italiano con le normative europee», sottolinea Zucconi. «Si è dunque di nuovo ad attendere che su un’importante questione che riguarda un settore essenziale per l’economia italiana, la Corte Ue si pronunci e dirima la questione. È sulla base di queste considerazioni che abbiamo depositato alla Camera la proposta di legge di modifica dell’articolo 49. L’ottica sarebbe quella di non andare a confliggere con alcuna normativa europea e neppure con alcun indirizzo giurisprudenziale, bensì di produrre una normativa che trarrebbe la propria legittimazione dalla legge sulla concorrenza del 2022, mai eccepita dai tribunali, laddove prevedono la salvaguardia dei soggetti che hanno realizzato investimenti nelle aree demaniali in concessione mediante la corresponsione di un indennizzo (articolo 4, comma 2, lettere c) e i) della legge 118/2022)».

Conclude il deputato di Fratelli d’Italia: «Un conto è il riconoscimento di un indennizzo del concessionario uscente; un altro conto è il tema dei tempi e delle modalità della riassegnazione delle concessioni tramite eventuali procedure selettive. Su questo rimango convinto che la direttiva Bolkestein penalizzi, senza rispetto dei principi di reciprocità comunitari, un comparto essenziale del turismo italiano, prevedendo che alle gare possano partecipare società con sede legale in paesi esteri; sia che la direttiva vada applicata per come è stata scritta, tenendo conto cioè della sussistenza o meno del pre-requisito della scarsità delle risorse presenti in ogni Stato membro. Ciò non toglie che a mio avviso e in ogni caso, la questione degli indennizzi sia un tema che vada risolto e normato quanto prima».

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