A distanza di appena una settimana dalla precedente, una nuova mareggiata si è abbattuta sulle coste del ponente ligure, danneggiando in modo serio molti stabilimenti balneari. La situazione più grave è tra Alassio, Ceriale e Borghetto Santo Spirito, dove svariate strutture sono state abbattute dalla forza delle onde, che hanno divorato la spiaggia nella notte tra venerdì e sabato.
Dopo la storica mareggiata dell’ottobre 2018, eventi di questo genere sono purtroppo sempre più frequenti e violenti, a causa dell’innalzamento del livello del mare dovuto al riscaldamento globale di causa antropica. E i titolari di stabilimenti balneari, insieme ai sindaci delle città costiere liguri, sono i primi a chiedere interventi straordinari di difesa.
Sul quotidiano La Stampa, il presidente dell’Associazione Bagni Marini Emanuele Schivo non usa mezzi termini: «Ormai non siamo più di fronte a eventi di carattere sporadico o eccezionale. Il cambiamento climatico e l’aumento del livello del mare non sono solo dicerie. Dal 2017 a oggi le stagioni autunnali sono diventate un incubo ricorrente. Quello che stiamo vivendo ormai è una normalità alla quale possiamo adeguarci e cercare di gestire, oppure possiamo attendere con calma gli sviluppi che porteranno alla fine della nostra spiaggia, della nostra economia e della nostra sicurezza».
Il Comune di Alassio ha già appaltato dei lavori straordinari di ripascimento, ma secondo Schivo non bastano: «Si tratta di un primo passo nel verso giusto, ma Alassio per sopravvivere ha estremo bisogno di mettere in sicurezza la sua spiaggia e quindi l’intero abitato con un’opera di protezione a mare di difesa. Una barriera soffolta che in tempi rapidi – magari prima di veder sfumato il ripascimento da 2,5 milioni – venga posizionata davanti a tutti i 3,3 km di arenile. Chi continua a sostenere il contrario, a perdere tempo, a minacciare azioni di contrasto, purtroppo, a mio parere, o non ha ancora ben chiara la situazione o è in malafede».
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