Ambiente

Cataclisma sulle spiagge: balneari in ginocchio per le gravi mareggiate – FOTO

È una calamità naturale quella che si è abbattuta lungo le coste italiane: non si sono mai registrate onde così alte, con raffiche di vento fino a 180 km/h sul versante tirrenico. Decine di stabilimenti balneari distrutti. Le associazioni di categoria scrivono al premier Conte.

È molto grave per gli imprenditori balneari il bilancio delle violente mareggiate che tra sabato e lunedì si sono abbattute lungo le spiagge italiane. Soprattutto dalla Liguria al Lazio, ma con minore intensità anche dalla Romagna alla Puglia, le onde oceaniche non hanno risparmiato nessuna regione costiera, distruggendo innanzitutto le strutture balneari che si trovano in prima linea sul mare. Un rischio che i titolari degli stabilimenti hanno sempre avuto (alla faccia di chi pensa che il lavoro del bagnino sia fare soldi facili d’estate e goderseli d’inverno), ma che negli ultimi anni si è particolarmente aggravato a causa dei cambiamenti climatici che hanno provocato l’innalzamento dei mari unito alla particolare violenza dei fenomeni meteorologici. Difatti quello dei giorni scorsi è stato un evento catastrofico senza precedenti, e lo dimostrano alcuni dati numerici: dal livello record della marea a +156 cm registrato a Venezia alle raffiche superiori ai 180 km/h che hanno colpito Loano, provocando onde alte più di sei metri che hanno causato danni incalcolabili alle aziende appena uscite da una stagione molto positiva. I cui frutti sono stati abbattuti in una sola notte.

Il dramma, per gli imprenditori balneari, è ancora più accentuato dal fatto che allo stato attuale non si potranno chiedere finanziamenti alle banche per ricostruire le proprie aziende: con le concessioni in scadenza il 31 dicembre 2020, non ci sono infatti gli orizzonti temporali sufficienti per ottenere i necessari prestiti. Per questo è fondamentale che il governo intervenga subito con un piano nazionale per la protezione delle coste, che stanzi misure straordinarie per evitare il ripetersi di questi danni, oltre che ovviamente con una riforma delle concessioni che restituisca un adeguato orizzonte temporale per investire. Altrimenti, se non sarà la famigerata direttiva Bolkestein a far morire gli attuali stabilimenti balneari, purtroppo ci penseranno le onde a spazzarli via una volta per tutte.

La situazione regione per regione

I danni più gravi delle mareggiate si sono registrati ieri sul versante tirrenico, e in particolare in Liguria dove i cavalloni di oltre sei metri, alimentati da raffiche di vento dalla velocità record di 180 km/h, hanno divelto i manufatti balneari e affondato le barche ormeggiate nei porti, arrivando persino a invadere i centri urbani. Diversi stabilimenti sono stati completamente distrutti e tutti gli altri hanno registrato danni di media o grande entità, sia alle strutture amovibili che a quelle fisse. Nessuna località ligure è stata risparmiata dalla violenza dell’acqua, tanto che la Regione Liguria ha già messo ieri a disposizione delle imprese un modello per l’attestazione dei danni, scaricabile dai siti web delle Camere di commercio territoriali.

Qui sotto, a dimostrare la violenza della mareggiate, c’è l’impressionante video che ritrae il momento dell’inondazione di uno stabilimento balneare di Arenzano (Genova) e il disperato quanto inutile tentativo dei titolari di contrastare la forza del mare.

Non meglio è andata in Toscana, Lazio e Sardegna. Anche qui, in tutte le località costiere gli stabilimenti balneari hanno registrato danni per centinaia di migliaia di euro, a causa delle onde che sono arrivate con violenza fino alle strutture per abbatterle.

Sul versante adriatico la situazione è stata meno drammatica ma altrettanto preoccupante: le onde si sono “fermate” all’altezza di tre metri, ma anche in tutte le regioni costiere dell’est Italia sono avvenuti danni di lieve o media entità agli stabilimenti balneari, dovuti soprattutto alle ingressioni marine. In Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, a essere particolarmente penalizzate sono state le imprese situate nei litorali dalla spiaggia già più erosa, dove le onde hanno avuto strada facile per danneggiare le strutture fisse e amovibili, nonostante le barriere erette nei giorni scorsi con sacchi e dune artificiali in vista dell’allerta meteo.

In fondo a questo articolo c’è la fotogallery con le immagini inviateci dagli imprenditori balneari di tutta Italia.

La denuncia delle associazioni

Le associazioni balneari Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato hanno inviato ieri mattina una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro del turismo Gian Marco Centinaio, denunciando «la forza devastante della natura su aziende già martoriate da una condizione di assoluta precarietà e incertezza normativa, a causa della scelta ingiusta e scellerata di applicare la direttiva Bolkestein a un settore che andrebbe escluso per ragioni giuridiche economiche e sociali».

Proseguono le sigle: «È proprio questa attuale assurda condizione di aziende a termine (in quanto le concessioni demaniali sono tutte a scadenza il prossimo 31 dicembre 2020), che impedisce, per le numerosissime aziende colpite, ogni possibilità di investimento per il ripristino della loro funzionalità; per molte spiagge è persino a rischio l’attività nella prossima stagione estiva. Non chiediamo soldi pubblici ma solo tempo per poter continuare a essere il ‘fiore all’occhiello’ del turismo del nostro Paese e per poter continuare a svolgere il nostro lavoro».

«Ciò a cui le imprese balneari italiane non sono più disponibili ad accettare – tuonano le associazioni – sono posizioni dilatorie condite da formali quanto generiche assicurazioni e dichiarazioni di vicinanza e condivisione. Riteniamo che sia ormai arrivato il tempo di interventi normativi per mettere in sicurezza il settore e fornire una continuità di lavoro a 30 mila aziende balneari, quasi tutte a conduzione familiare. Dopo le sue ripetute assicurazioni di un interessamento della maggioranza parlamentare di risolvere questo problema, le imprese balneari confidano nel governo per passare, finalmente, dalle parole ai fatti».

L’associazione Federbalneari Lazio ha scritto invece al governatore regionale Nicola Zingaretti, facendo il punto sui gravi danni che hanno colpito la costa dal viterbese fino a Latina: «Le realtà balneari di Montalto di Castro, Ladispoli, Ostia, Santa Marinella, Civitavecchia, Fiumicino, Terracina, Sabaudia e Sperlonga sono state devastate dal maltempo e dai fortissimi marosi che hanno distrutto porzioni di impianti balneari, e Terracina è stata travolta da una devastante tromba d’aria partita proprio dal mare», lamenta l’associazione. «Abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni dai nostri associati di tutte le località del Lazio: dalla mareggiata che ha coinvolto la zona sud di Fregene distruggendola, con molte imbarcazioni che sono state sollevate dal vento e scaraventate ad alcuni metri di distanza, fino alle difficoltà che si sono registrate nella parte del viterbese, dove il mare in tempesta ha raggiunto gli stabilimenti», dichiara il coordinatore di Federbalneari Lazio, Marco Maurelli.

«La situazione è talmente grave che stiamo pensando di chiedere alla Regione Lazio di avviare il previsto iter per lo stato di calamità naturale. Siamo molto preoccupati per le ripercussioni di quanto accaduto, soprattutto perché siamo all’inizio della stagione invernale ed è lecito aspettarsi altre giornate di maltempo. È urgente individuare una soluzione definitiva in grado di garantire la tutela delle strutture balneari. Chiediamo dunque alla Regione di condividere insieme la fase di programmazione generale degli interventi di difesa della costa da definire entro fine anno, con la duplice funzione di programmazione e di ascolto delle istanze della categoria, che è pronta a fare la propria parte a partire dalla manutenzione delle opere di difesa della costa come prevede la legge regionale. È necessario procedere speditamente, poiché va ricercata in tempi strettissimi una soluzione al contrasto all’erosione, in quanto rischiamo di veder scomparire intere porzioni di costa del Lazio e dunque di non riuscire a riorganizzare il turismo regionale nei diversi ambiti costieri come sappiamo fare».

Le foto e i video

Per tutta la giornata di ieri, diversi lettori hanno inviato alla pagina Facebook di Mondo Balneare le loro immagini dei danni che le onde stavano compiendo contro gli stabilimenti. Ne pubblichiamo una selezione, tra quelle ricevute e quelle reperite sul web, per rendere conto della gravità della situazione. Potete inviarcene altre su Facebook o al nostro indirizzo mail info@mondobalneare.com e saranno aggiunte qui sotto. A tutti i balneari colpiti dalla violenza del mare, la redazione di Mondo Balneare esprime la propria solidarietà e vicinanza.

Bagni Ondina Albisola

Albisola (Liguria), Bagni Ondina

 

Bagni Caranca Bordighera

Bordighera (Liguria), Bagni Caranca

 

Bagni Amarea Bordighera

Bordighera (Liguria), Bagni Amarea

Spiaggia Vesima Genova

Genova (Liguria), Spiaggia Vesima

 

Carillon Portofino

Portofino (Liguria), Carillon

 

Bagni Stella Varazze

Varazze (Liguria), Bagni Stella

 

Bagni La Capannina Piombino

Piombino (Toscana), Bagni La Capannina

 

Bagno Blue Bay Anzio

Anzio (Lazio), Bagno Blue Bay

 

Mareggiata Ladispoli

Ladispoli (Lazio)

 

Policoro (Basilicata), Lido La Conchiglia

 

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
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