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Allam incontra Mussoni: ‘Unità tra balneari per sdemanializzare’

Il fondatore del movimento Io amo l'Italia intende favorire il dialogo tra sindacati e associazioni per perseguire l'obiettivo della sdemanializzazione

L’eurodeputato Magdi Allam (nella foto) si è incontrato con Giorgio Mussoni per parlare di sdemanializzazione. Il presidente di Oasi-Confartigiantato, sindacato balneare piuttosto rappresentativo nella sola provincia di Rimini, ha invitato il fondatore del movimento "Io amo l’Italia" ieri mattina a un incontro pubblico tenutosi all’hotel Duomo di Rimini. Ma prima, Mussoni e il suo collega Edmo Nanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini, hanno avuto un colloquio riservato con Allam.

Così l’eurodeputato riferisce del dialogo: «Ho avviato con Oasi un discorso sul tema delle concessioni demaniali, perciò credo che ci rivedremo presto. Il mio obiettivo è favorire il dialogo tra le varie associazioni balneari italiane, che hanno tutte l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio delle imprese balneari, ma finora hanno agito con tattiche diverse che hanno portato alla nascita di divergenze. Il mio auspicio è di fare da intermediario per portare tutti sulla stessa strada». L’eurodeputato, infatti, non è nuovo a incontri di questo tipo, e si è distinto in particolare per una serie di dialoghi con l’associazione Itb di Giuseppe Ricci.

Ma come fare a riunire i sindacati balneari sotto lo stesso obiettivo? Secondo Allam, la strategia giusta consiste nel puntare a ottenere la sdemanializzazione: «Gli ottomila chilometri di costa italiana sono un patrimonio unico per l’economia di questo paese. Perciò, occorre accordare a queste imprese il diritto costituzionale di proprietà privata. La loro presenza e i loro investimenti non possono essere annullati da un giorno all’altro. In questo senso, la sdemanializzazione dei terreni è giusta perché essi sono diventati ormai parte del territorio urbano, e i titolari delle concessioni vi pagano tasse non indifferenti. Attenzione: non si tratta di svendita del patrimonio statale, poiché non parliamo di edifici, bensì di terreni su cui insistono strutture che generano ricchezza e servizi. Al frutto del lavoro di trentamila famiglie italiane va riconosciuto il giusto valore tramite la sdemanializzazione. Le aste paventate dal governo, invece, favorirebbero i cinesi o i fondi sovrani del Qatar. E l’Italia non deve diventare una terra di occupazione straniera, sulla quale chiunque può piantare la propria bandiera».

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