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Gare Rimini: due lotti deserti e offerte al ribasso

Primi esiti per il litorale nord, il Comune si prepara a rendere noti gli aggiudicatari

Le prime gare per le aree di solo ombreggio del litorale nord di Rimini restituiscono un quadro articolato: 38 domande per 27 lotti, ma nessuna offerta per le porzioni di spiaggia davanti ai bagni 54 e 57 di Viserbella, entrambi attualmente chiusi. Per le altre aree, secondo quanto riportato dalla stampa locale, gli operatori hanno presentato offerte economiche generalmente contenute.

Il Comune si prepara a rendere noti gli aggiudicatari delle procedure che riguardano 27 aree comprese tra Torre Pedrera e Rivabella, per una superficie complessiva di 107mila metri quadrati. Si tratta di porzioni di demanio marittimo destinate esclusivamente a ombrelloni e lettini, poste davanti a stabilimenti balneari che sorgono su aree private. Le concessioni messe a gara avranno una durata di cinque anni.

Alla procedura sono arrivate 38 domande, tra cui quelle presentate da società con sede a Roma e Milano. Un interesse che, tuttavia, non si è distribuito uniformemente su tutti i lotti: due aree sono rimaste senza candidati.

Viserbella, due aste senza offerte

Le procedure andate deserte riguardano le porzioni di spiaggia davanti agli stabilimenti 54 e 57 di Viserbella.

Il bagno 57, situato accanto a Villa Salus, è chiuso da diverse estati. Il precedente gestore è andato in pensione alcuni anni fa e la proprietà ha scelto di non proseguire l’attività. Il bagno 54 Franco, invece, è rimasto chiuso per la prima volta nell’estate 2026, dopo oltre cinquant’anni di gestione da parte della famiglia Cima, che ha deciso di interrompere l’attività.

Il Comune ha messo a gara le aree di spiaggia antistanti i due stabilimenti, ma nessun operatore ha presentato domanda.

L’esito segnala che la disponibilità di superfici da destinare a ombrelloni e lettini non si traduce necessariamente in un interesse imprenditoriale. La chiusura delle strutture prospicienti potrebbe essere uno degli elementi da considerare, anche se l’assenza di offerte, da sola, non consente di individuare con certezza le ragioni della mancata partecipazione.

Le altre 25 aree: concorrenza e limiti alle assegnazioni

Per le restanti 25 zone la partecipazione è stata più consistente. In circa dieci casi, le domande non sono arrivate soltanto dai gestori degli stabilimenti situati di fronte alle aree, ma anche da altri soggetti interessati.

Una società ha presentato offerte per dieci lotti. Il bando comunale prevede però che a ciascun offerente possa essere assegnata al massimo una concessione, limitando così la possibilità che un singolo operatore ottenga più aree attraverso questa procedura.

L’aggiudicazione avviene sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tiene conto della componente tecnica e di quella economica. La valutazione non si riduce quindi al solo importo proposto: contano anche gli elementi qualitativi previsti dal bando.

Oltre al canone demaniale, stabilito secondo le disposizioni vigenti, i partecipanti potevano presentare un’offerta economica aggiuntiva destinata a contribuire alle spese di pulizia della spiaggia e di manutenzione del lungomare. Il Comune ha fissato limiti massimi differenziati in base alla superficie: fino a 1.500 euro per le aree inferiori a 3.000 metri quadrati e fino a 7.000 euro per quelle superiori a 8.000 metri quadrati.

Secondo la ricostruzione pubblicata da Il Resto del Carlino, le offerte economiche presentate dagli operatori sono state generalmente basse. Per valutare il peso effettivo di questa componente nella competizione sarà comunque necessario attendere i risultati ufficiali delle procedure e conoscere gli importi delle singole offerte.

Il nodo del bando-tipo nazionale

Le gare di Rimini nord si svolgono sulla base delle disposizioni richiamate dal Comune, in particolare della legge 118 del 2022, e dei criteri stabiliti nei singoli bandi.

Nel frattempo, resta aperto il confronto sul modello nazionale per le procedure di affidamento delle concessioni balneari. La Conferenza unificata del 22 ottobre 2026 ha rimandato l’esame dello schema di bando-tipo predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il testo, quindi, non può ancora essere considerato definitivamente adottato.

La vicenda è rilevante per il settore perché il modello nazionale è destinato a fornire un riferimento comune alle amministrazioni nella predisposizione delle future procedure. Il rinvio non cancella, tuttavia, le gare già avviate, che devono essere valutate sulla base dei rispettivi atti e della normativa applicabile.

Un primo banco di prova per il litorale riminese

Le procedure per le 27 aree di solo ombreggio rappresentano un passaggio significativo per Rimini, anche in vista delle successive gare che interesseranno il comparto balneare.

Il dato delle 38 domande mostra che l’interesse degli operatori non manca, ma le due aree rimaste senza offerte evidenziano anche la necessità di considerare le caratteristiche dei singoli lotti e le condizioni economiche e operative della gestione.

Per gli operatori, l’esito delle gare offrirà un primo riferimento concreto su come stanno funzionando le nuove procedure di affidamento delle aree di completamento e di solo ombreggio.

Gli esiti definitivi consentiranno di comprendere meglio come si è distribuita la concorrenza, quali criteri abbiano inciso maggiormente sulle aggiudicazioni e quale peso abbiano avuto le offerte economiche. Elementi utili per leggere non soltanto questa prima procedura, ma anche le scelte che attendono il sistema balneare riminese nei prossimi mesi.

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