Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Roma e al suo bando per l’affidamento delle concessioni balneari di Ostia. Il bando era stato sospeso in via cautelativa dal Tar dopo il ricorso di alcuni concessionari, ma Palazzo Spada ha ribaltato la decisione, affermando che si può andare avanti con l’iter che porterà già dal 1° maggio all’apertura delle attività estive. Esulta il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, mentre le associazioni dei balneari protestano e denunciano il clima di caos. Nel frattempo il clima sulla spiaggia di Roma si fa sempre più ardente. Solo due giorni fa a Ostia sono andati a fuoco due stabilimenti, i cui titolari attraverso i sindacati sono impegnati da anni nella lotta contro la direttiva Bolkestein, e ieri sera ne sono stati incendiati altri quattro, poche ore dopo la decisione del Consiglio di Stato.
In tutto, ha riferito oggi l’agenzia Nova citando fonti del dipartimento capitolino competente, sono 5 su 7 gli stabilimenti balneari di Ostia, tra quelli andati a fuoco in questi giorni, che sono inclusi nel bando per le concessioni demaniali pubblicato dal Comune di Roma il 14 febbraio scorso. Si tratta di Belsito, Delfino, Elmi, Plinius e Bagni Vittoria. Non sono invece oggetto di gara, perché hanno una concessione valida fino al 2028, gli stabilimenti Le Dune e Salus. Tutti gli incendi sono di origine dolosa e la polizia ha fermato un sospettato, un uomo di 25 anni, che al momento non risulta indagato.
Il bando del Comune di Roma era stato pubblicato lo scorso febbraio e prevedeva la messa a gara di tutte le concessioni balneari scadute, obbligando i nuovi titolari a versare royalty al Comune di Roma. La prima tranche riguardava 25 stabilimenti, 4 ristoranti e 2 spiagge libere con servizi già esistenti, per un totale di 31 strutture. La procedura era stata impugnata da alcuni concessionari e il Tar lo scorso 13 marzo aveva deciso di congelare il procedimento, ma ieri un’ordinanza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Campidoglio e ha fatto ripartire l’iter. Il testo integrale dell’ordinanza del Consiglio di Stato è pubblicato sul sito Giustizia amministrativa.
«È la conferma della bontà del percorso di legalità e di trasparenza da noi adottato, una bella giornata per Ostia che non solo avrà la stagione balneare assicurata, ma anche le basi per un cambiamento strutturale e decisivo», ha commentato il sindaco Gualtieri. Aggiunge l’assessore al patrimonio Tobia Zevi: «I bandi per garantire competitività e trasparenza sono legittimi e conformi al diritto europeo. Avevamo ragione noi e avevano torto i difensori dello status quo, che volevano tenersi stretto un privilegio scaduto da tempo. Oggi si riunisce il seggio di gara per l’apertura delle buste pervenute sul bando relativo alle nove spiagge libere con servizi e sono arrivate più di 50 offerte. Riapriamo i termini per l’avviso delle 31 concessioni demaniali marittime, che era stato sospeso a causa dell’ordinanza del Tar, e pubblichiamo l’avviso delle ulteriori 10 strutture per le quali era stata già emanata determina di approvazione della procedura. Chi ha fatto ostruzionismo in questi mesi dovrebbe chiedere scusa».
Di diverso avviso è il Sindacato italiano balneari di Confcommercio, con il presidente nazionale Antonio Capacchione: «Questa ordinanza non convince per la stringatezza e la fragilità delle motivazioni. La possibilità degli attuali gestori di partecipare alla gara non può prevalere come, invece, argomenta il Consiglio di Stato su ogni altra valutazione, circa l’evidente illegittimità del bando rispetto alla normativa vigente, così come chiarito dal Tar del Lazio. Questa ordinanza, che è cautelare e quindi provvisoria, non elimina, anzi alimenta ulteriormente, il caos sulla balneazione attrezzata a Roma, prodotto da un provvedimento frettoloso e giuridicamente sbagliato che, siamo convinti, sarà accertato e dichiarato nel merito. Sussiste il rischio concreto e reale che gli stabilimenti balneari del Lido di Roma non possano essere operativi e completamente funzionanti per la prossima stagione estiva. Spetta adesso al Comune di Roma evitare il verificarsi di questa gravissima eventualità».
Sulla stessa linea Marco Maurelli, presidente nazionale di Federbalneari: «L’ordinanza del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso del Comune di Roma, rappresenta un grave colpo per la stabilità delle imprese balneari del litorale romano e rischia di compromettere l’intera stagione estiva, in un anno cruciale come quello del Giubileo. Ci troviamo di fronte a una forzatura interpretativa che stravolge il senso della legge 118/2022: mentre la norma individua un periodo minimo di cinque anni per le concessioni, il Consiglio di Stato ipotizza che possa bastare un solo anno. Una decisione che alimenta confusione e instabilità nel comparto, proprio quando servirebbero certezze e programmazione. Il Tar del Lazio aveva giustamente rinviato a ottobre per entrare nel merito, invece oggi ci troviamo con un’ordinanza cautelare che rischia di mandare in tilt l’organizzazione del Giubileo del mare e di compromettere l’offerta turistica internazionale della capitale. È evidente che non esiste alcuna automaticità nell’uscita del vecchio gestore e nell’ingresso del nuovo, e con l’estate ormai alle porte, il pericolo reale è che gli stabilimenti non siano operativi e che i servizi ai cittadini e ai turisti vengano fortemente compromessi. In questo contesto, più che di una vittoria, si dovrebbe parlare di una “vittoria di Pirro”, che nessuna amministrazione comunale dovrebbe rivendicare, poiché mette a rischio circa 1.500 posti di lavoro e compromette la tenuta complessiva di un comparto economico strategico per il territorio. In una fase così delicata, è necessario esercitare massima responsabilità istituzionale, attendendo le necessarie regole d’ingaggio statali attraverso i decreti attuativi. Scelte affrettate e non coordinate generano solo caos».
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