Attualità Cna Balneari Sicilia

15 anni ai balneari, in Sicilia si investono 500 milioni di euro

È quanto emerge da un'indagine promossa da Cna. In arrivo il decreto regionale che recepisce l'estensione.

«Nei prossimi dieci anni le imprese balneari siciliane sono pronte a investire oltre 500 milioni di euro nel territorio». È quanto emerge da un’indagine promossa da Cna, che ha visto coinvolti oltre 150 operatori dell’isola. I dettagli del lavoro sono stati illustrati lunedì scorso a Capo d’Orlando, in occasione di un’assemblea organizzata da Cna Balneari Sicilia, in cui è stata sottolineata anche l’entità degli investimenti realizzati negli ultimi otto anni: la stima si aggira sugli oltre 200 milioni di euro.

Dall’indagine di Cna è venuto fuori inoltre che quasi la totalità delle imprese balneari siciliane effettua il servizio di bar e ristorazione e oltre il 45% delle aziende opera anche il servizio serale. Il 65% ha una concessione stagionale e il 76% intende effettuare ampliamenti in linea con le previsioni di investimento. «Un quadro estremamente importante per un settore che contempla quasi 3mila concessionari solo in Sicilia, occupando ben oltre 10mila occupati», sottolinea Cna.

L’impegno di puntare su questa importante attività è stato incoraggiato anche dalla volontà ribadita nel corso dell’assemblea dall’assessore al territorio Totò Cordaro, il quale, in chiusura dei lavori, ha assicurato: «È pronto il disegno di legge per il recepimento dell’estensione quindicinale delle concessioni demaniali prevista dalla legge di stabilità nazionale per gli stabilimenti balneari, questo in un clima di valorizzazione dell’autonomia normativa della Sicilia». Cordaro ha poi espresso «l’impegno a sostenere le disposizioni normative recentemente adottate a favore del settore secondo un piano di sostegno agli operatori balneari siciliani».

All’incontro erano inoltre presenti l’assessore Bernadette Grasso e il sindaco di Capo d’Orlando Francesco Ingrilli. Per Cna sono intervenuti il portavoce di Cna Balneari Sicilia Guglielmo Pacchione, il segretario regionale di Cna Sicilia Piero Giglione, il rappresentante di Cna Messina Tindaro Germanelli e il coordinatore di Cna Balneari Sicilia Gianpaolo Miceli. Quest’ultimo, nell’illustrare nel dettaglio l’indagine promossa dall’associazione, ha auspicato l’estensione quindicinale e il superamento della direttiva Bolkestein.

Soddisfazione per come sono andate le cose ha espresso il segretario regionale di Cna Sicilia Piero Giglione: «Le parole rassicuranti dell’assessore Cordaro e la presenza al seminario anche dell’assessore Grasso certificano come il governo regionale abbia instaurato un rapporto proficuo di interlocuzione con la Cna. Il settore balneare rappresenta una leva importante per l’economia turistica del territorio: ecco perché vogliamo che sia fatta piena chiarezza dal punto di vista della normativa, spingendo anche ad avviare dei percorsi e degli itinerari, per esempio nel segmento enogastronomico, che possano dare maggiore impulso a chi opera e gestisce gli stabilimenti».

A margine della presentazione è stato nominato il portavoce territoriale di Cna Balneari Messina nella persona di Rosario Milone, operatore da tanti anni impegnato nel territorio di Capo d’Orlando. «Assumo con grande senso di responsabilità l’incarico – ha detto Milone – con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra gli operatori e un dialogo costante con gli enti locali. Questo per sostenere un settore strategico per il territorio che si lega indissolubilmente alla evoluzione turistica siciliana e messinese».

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Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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