Attualità

Valutazione imprese balneari, il libro di Piero Bellandi

Un volume su un tema fondamentale in vista delle gare delle concessioni

È uscito il libro di Piero Bellandi dedicato alla valutazione economica delle imprese balneari, un tema di primaria importanza ora che la riforma delle concessioni demaniali marittime approvata nei giorni scorsi in Senato avvia la riassegnazione dei titoli tramite gare pubbliche, prevedendo degli indennizzi ai titolari uscenti che dovranno essere oggetto di stime oggettive.

Il volume, intitolato “La valutazione del capitale economico dell’impresa balneare“, è pubblicato dalla casa editrice Franco Angeli e si misura con la difficile opera di calare i concetti generali di valutazione aziendale nello specifico mondo dell’impresa balneare, al fine di ricavarne spunti di riflessione utili ai dibattiti sull’argomento in corso. Su questo tema, Bellandi è tra i massimi esperti in Italia: dottore commercialista, revisore legale e consulente tecnico del tribunale di Lucca, è docente all’Università di Pisa e ha fatto parte della commissione Uni per elaborare la norma di valutazione dell’impresa balneare secondo metodologie conformi agli standard nazionali e internazionali.

Così recita la presentazione del libro: «Il settore economico del turismo balneare italiano si è sviluppato negli anni producendo valore per i titolari di concessioni demaniali, arricchendo il tessuto economico del territorio costiero. Sono fiorite imprese balneari sempre più accattivanti che hanno differenziato l’offerta turistica con ingenti investimenti; esse sono diventate sempre più accoglienti, fornendo ogni tipo di servizio e riqualificando tutta la costa italiana. Tali imprese hanno contribuito alla creazione di valore crescente, diventando driver di scelta della destinazione turistica. Oggi lo stabilimento balneare non corrisponde solo a una semplice struttura attrezzata con ombrelloni e cabine, bensì a un compendio di assets con strutture che offrono servizi di più ampia gamma con qualità sempre maggiore quali bar, ristoranti, piscine, centri massaggi e di estetica e altri servizi accessori quali l’animazione per bambini, giochi e divertimento serale. Tali circostanze rendono la stima del capitale economico di un’impresa balneare un procedimento più complesso di quanto si pensi, dato che ogni struttura è caratterizzata da proprie qualità e peculiarità da considerare. Su questa realtà si è inserito il processo di armonizzazione del diritto eurounionale: si è passati dal concetto di concessione di un bene suscettibile di sfruttamento economico – come se fosse il bene in sé a produrre reddito – al concetto di autorizzazione all’esercizio di una attività economica per il tramite del bene assegnato, attività che non può essere svolta se non attraverso un compendio aziendale».

«Il dibattito che si è venuto a creare intorno alle procedure di assegnazione delle concessioni demaniali ha esaltato il concetto di impresa balneare, in quanto, in caso di perdita della titolarità della concessione, si presenterebbe il problema della sorte dell’azienda balneare insistente sul bene concesso, con eventuali profili di cessione forzosa della stessa. Le considerazioni esposte hanno determinato un forte interesse giuridico dottrinale e giurisprudenziale, oltre che politico, che chiama il legislatore a una profonda riforma del sistema di assegnazione e mantenimento delle concessioni/autorizzazioni. Nel solco delle osservazioni illustrate, è del tutto evidente l’interesse a studiare i metodi di valutazione del capitale economico delle imprese che insistono in ambito demaniale. Il presente contributo ha per scopo quello di calare i concetti generali di valutazione aziendale nello specifico mondo dell’impresa balneare, onde ricavarne spunti di riflessione utili ai dibattiti sull’argomento in corso».

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  1. Molto interessante, però come tutte le valutazioni economiche dobbiamo partire dai valori economici espressi …se espressi! Chi fa troppo il furbo prima o poi ci batte la testa!

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