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Turismo, Sib: “Agosto insufficiente per salvare stagione 2020”

Le buone presenze dell'ultimo mese non bastano a compensare il calo del -40%

«Nel comparto balneare si è registrata una buona affluenza soltanto nelle settimane centrali di agosto, nei weekend di giugno e luglio e nelle località più rinomate come il Salento e la Versilia». Così Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, commenta i dati sulle presenze turistiche negli stabilimenti balneari italiani registrate nella difficile stagione 2020, che è partita in ritardo e saltando completamente i mesi di aprile e maggio, mentre nei giorni feriali di giugno e luglio la maggior parte delle spiagge sono rimaste sostanzialmente vuote. «Riponevamo molte aspettative per settembre – aggiunge Capacchione – ma tra elezioni, riapertura delle scuole e ritorno del Covic, questo mese si sta rivelando, purtroppo, deludente. L’assenza del turismo straniero, poi, e la concentrazione delle presenze nei week end ha aumentato la dipendenza dalle condizioni atmosferiche, quest’anno non particolarmente favorevoli. Dobbiamo registrare anche un forte calo dei consumi a causa della ridotta capacità di spesa degli italiani e, soprattutto, delle incertezze sul futuro».

Prosegue il presidente del Sib: «Il risultato complessivo del 2020, rispetto allo scorso anno, ha visto una riduzione degli arrivi e delle presenze, complessivamente, di circa il 40% (-60% a giugno, -40% a luglio e -20% ad agosto). La balneazione attrezzata italiana ha comunque fornito il proprio importante contributo per il ritorno della socialità nel paese, coniugando la sicurezza con la naturale tendenza umana alla vita associata».

Le aziende balneari italiane, sottolinea Capacchione, si confermano dunque un importante fattore per la competitività dell’Italia nel mercato internazionale delle vacanze, anche per la propria capacità di coniugare sicurezza e socialità: «L’importanza strategica del settore fa risaltare ancora di più l’assenza, nei molteplici provvedimenti legislativi sin qui emanati dal governo di alcun aiuto economico specifico al settore per la riduzione dei costi di gestione: dai canoni demaniali immutati (paradossalmente esclusi persino dal bonus affitti) alla tassa per i rifiuti inalterata nonostante la loro consistente diminuzione».

Lo scorso anno, secondo le statistiche del Sib-Confcommercio, il mare costituiva il luogo preferito per le vacanze (47,5%) e il trimestre estivo era quello con la più alta concentrazione: partivano, infatti, circa 23 milioni di persone, più di un terzo della popolazione italiana (37,8%). Su un totale di presenze turistiche, che lo scorso anno ammontavano a 430 milioni, il segmento mare ne rappresentava circa 140 milioni (gli arrivi complessivi erano stati 130 milioni, di cui 40 con destinazione mare). Quest’anno si è avuta una riduzione del 60% a giugno, del 40% a luglio e del 20% ad agosto.

Nel suo complesso, proseguono i dati del Sib, la stagione balneare ha visto una riduzione di arrivi e di presenze di circa il 40%. Di conseguenza, nel 2020 si sono avute solo 84 milioni di presenze e 24 milioni di arrivi.

Nel 2019 il valore complessivo della produzione del turismo era stato di 230 miliardi di euro (fonte Istat), di cui 70 miliardi del segmento mare e 7 per i servizi alla balneazione. Quest’anno la perdita è stata di 28 miliardi del segmento mare e circa 3 per i servizi alla balneazione.

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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