Attualità

Turismo, la Croazia gioca d’anticipo: spiagge pronte a riaprire

Il governo croato lancia messaggi tranquillizzanti e tenta di intercettare flussi all'Italia

Da una sponda all’altra dell’Adriatico, sono molto diversi gli approcci con cui si sta lavorando alla ripartenza del turismo balneare in seguito all’emergenza del coronavirus. Mentre l’Italia è vittima di un governo che non ha ancora deciso nulla e di dibattiti su soluzioni fantasiose e improbabili, la Croazia gioca d’anticipo e lancia messaggi tranquillizzanti per richiamare le presenze.

«Sulle spiagge corate non ci sarà nessun divieto, ma solo precauzioni», ha assicurato il direttore dell’Istituto di sanità pubblica Krunoslav Capak in un’intervista alla radio pubblica Hrt. «Io andrò sicuramente al mare, non vedo l’ora. Le spiagge saranno aperte e vigili, bagnini, autorità locali e albergatori dovranno solo assicurarsi che lettini e teli non siano troppo vicini fra loro, perché il coronavirus sarà ancora presente».

La Croazia, che riaprirà le sue frontiere il 18 maggio, da tempo spinge per l’adozione di un unico protocollo europeo che faciliti la ripresa degli spostamenti tra paesi. Nell’attesa, il governo si è dato da fare tentando di costruire un corridoio con Slovenia, Austria e Germania per dirottare i flussi turistici del centro Europa: una mossa che si rivelerebbe fatale per l’Italia, dal momento che ruberebbe presenze alle spiagge venete, friulane e romagnole. Ma finché nel nostro paese mancherà la necessaria regia per la riapertura delle strutture turistiche balneari, c’è purtroppo da aspettarsi questi e altri danni.

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