Veneto

Turismo, estate record in spiagge venete: superati i livelli pre-Covid

Le presenze della stagione appena conclusa sono state maggiori rispetto al 2019

La stagione balneare 2021 in Veneto è andata meglio rispetto alle estati pre-Covid. Lo segnala il Corriere del Veneto, sottolineando l’aumento di ospiti negli alberghi della regione che, unito al ritocco al rialzo dei prezzi, ha generato ricavi maggiori per gli imprenditori del settore. Nonostante Venezia, prima destinazione turistica della regione, soffra ancora la mancanza di arrivi dall’estero, la costa da Bibione a Jesolo ha compensato abbondantemente le perdite: gli hotel e gli stabilimenti balneari del Veneto hanno registrato un vero e proprio boom, con un +44% di turisti italiani e un +20,5% di austriaci rispetto al 2019. In calo invece i tedeschi, che comunque quest’estate hanno rappresentato il 27% delle presenze.

L’instabilità sanitaria su scala mondiale ha incentivato le vacanze a breve distanza e con mezzi propri, e questo ha portato italiani e teutonici ad andare a prendere la tintarella nelle spiagge vicine a casa e ritenute sicure dal punto di vista delle misure di sicurezza anti-Covid: di questa tendenza ha dunque beneficiato il Veneto, con una ripresa del settore alberghiero iniziata già a giugno che ha raggiunto addirittura dei livelli superiori al 2019 tra luglio, agosto e settembre: l’occupazione dei posti letto è stata infatti dell’82% a luglio 2021 (contro l’80% del 2019), del 91% ad agosto 2021 (nel 2019 era l’85%) e dell’82% a settembre 2021 (rispetto al 76% del 2019). Anche i ricavi medi sono aumentati in funzione dell’aumento dei prezzi delle camere: una camera in un albergo a tre stelle, segnala il Corriere del Veneto, è stata venduta mediamente a 163 euro contro i 157 nel 2019.

«Si è trattato di una stagione al di sopra delle aspettative con numeri che, in alcune occasioni, sono stati da pre-Covid», commenta Alberto Maschio, coordinatore di Federalberghi spiagge venete. «In ogni caso è da sottolineare il grande ritorno delle presenze straniere, che sono fondamentali. É chiaro, però, che una stagione come questa non risolve del tutto i problemi che la pandemia ha creato, come delle criticità per le nostre aziende e il reperimento dei collaboratori che sono parte fondamentale delle nostre aziende».

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