Opinioni

Turismo balneare, 10 obiettivi per il 2023

Alcune proposte per migliorare l'economia del settore

Tra meno di un mese entreremo nel 2023 e come imprenditori balneari dobbiamo chiederci se anche il nuovo anno ci porterà gli stessi problemi dell’ultimo decennio (incertezze amministrative, regole vessatorie, calo del turismo, folle burocrazia) o se invece potremo fare quel passo in avanti che da tempo aspettiamo. Nel complesso l’estate 2022 non ha mostrato miglioramenti significativi rispetto alle stagioni precedenti: le regioni che hanno registrato un incremento di presenze rispetto all’epoca pre-pandemica sono state solo Sardegna, Sicilia, Campania e Liguria. Questa situazione è dovuta alla scarsa capacità di pubblicizzare il made in Italy, all’aumento dei costi in talune realtà e, soprattutto, al forte impatto del covid; ma un’altra impostante causa del calo turistico è legata allo scontro tra la Russia e l’Ucraina, soprattutto in aree come la Versilia, che solitamente ospitano un grande numero di russi, che quest’anno sono mancati all’appello. Guardando ai nostri obiettivi del 2023, dobbiamo allora darci alcune risposte che vorrei condividere.

Destagionalizzare

Una delle caratteristiche del settore turistico balneare è la sua stagionalità, ovvero la concentrazione dei flussi in determinati periodi. Questa concentrazione può essere gestita attraverso politiche di destagionalizzazione turistica che consentano la redistribuzione dei flussi su periodi diversi o più lunghi, con un grande potenziale di crescita sul quale investire per la sostenibilità dell’intero sistema. A causa del coronavirus, oggi il turismo è in crisi e bisogna quindi destagionalizzare, perché il mare è bello sempre.

Sviluppare il turismo locale

Molte persone tendono ad andare in vacanza all’estero, pur non conoscendo la propria nazione o regione. Occorre dunque sviluppare consapevolezza delle bellezze presenti nel proprio territorio per aumentare il turismo interno e diminuire quello esterno, facendo conoscere i territori e i loro aspetti più interessanti con grandi benefici per le attività ricettive e creando un vero volano economico per tutta l’area.

Diversificare l’offerta

Importante è anche puntare su nuove offerte come il turismo naturalistico, che comprende aree naturali, riserve marine, attività montane, agriturismi e aree rurali, sentieri nella natura, attività ricreative nelle masserie e negli stabilimenti balneari.

Differenziare i mercati

Ovvero, proporre lo stesso prodotto a clienti che viaggiano in diversi periodi, in modo tale da coprire l’intero anno col medesimo prodotto turistico: giovani, pensionati, turisti, operatori di settore…

Incentivare l’enogastronomia

Anche l’enogastronomia è diventata una vera e propria motivazione di viaggio: è un nuovo modo di vivere il territorio e di conoscere il paese e le sue tradizioni attraverso il cibo, e si può praticare durante tutti i mesi dell’anno. Niente è più bello che mangiare sulla spiaggia, anche d’inverno! Il mercato dei prodotti locali riceverebbe poi un impatto positivo, perché il turista, apprezzati i prodotti tipici, tenderebbe ad acquistarli quando torna nel proprio territorio.

Far crescere sport e wellness

ll turismo sportivo attrae numerosi turisti che amano passeggiare, pedalare, nuotare, fare immersioni e sport acquatici e d’avventura. È un segmento molto interessante che in Italia crea un giro d’affari di 6,3 miliardi di euro, 10 milioni di viaggi e 60 milioni di pernottamenti, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sul turismo. Insomma, il “wellness tourism” è una forma di turismo che attrae persone attente alla salute e al benessere psico-fisico sulle spiagge.

L’Europa è il più grande mercato turistico del benessere termale, con circa 25.000 stabilimenti e 500.000 occupati nel settore, per un giro d’affari di 20 miliardi di euro. Una destinazione di successo è tale quando vi è cooperazione tra istituzioni, pubblico e privato, associazioni e aziende per creare un’offerta e servizi di qualità, promuovere insieme la destinazione e garantire sicurezza e pulizia: da tutto ciò scaturirà un giudizio positivo dei turisti sulle vacanza che faranno.

Prevedere lo scaglionamento dei periodi delle vacanze

Lo scaglionamento altro non è che proporre determinate soluzioni di viaggio per offrire la possibilità alle famiglie di viaggiare in più periodi. Oppure soluzioni per le aziende, in concomitanza con le chiusure annuali.

Assicurare infrastrutture materiali e immateriali di alto livello

Anche le infrastrutture come poli golfistici, centri termali e congressuali possono attrarre diversi tipi di segmenti in vari periodi dell’anno. Questo può portare a un incremento del turismo durante la stagione di spalla. Sviluppando siti web e app si offre la possibilità di informarsi in modo accurato e prenotarsi la vacanza, le escursioni e i biglietti in maniera autonoma, mentre si è ospiti delle strutture balneari.

Investire in promozione e marketing

Il marketing e la promozione turistica sono fondamentali per qualsiasi destinazione, ma soprattutto per i luoghi meno conosciuti, i percorsi tematici basati su elementi caratterizzanti, gli eventi in determinati periodi dell’anno e tutte le potenzialità e le offerte del territorio. Una destinazione che non promuove ciò che offre non potrà mai diventare una destinazione turistica. La promozione deve avvenire attraverso la local community, il web e i social, anche e soprattutto per il settore balneare che pecca in questo senso.

Inoltre occorre puntare sugli eventi, che servono per allungare la stagione e attrarre turisti durante la bassa stagione. Quindi è importante collaborare con agenzie e tour operator e far crescere nei turisti il loro il senso di appartenenza.

Lavorare uniti

Lavorando bene e lavorando uniti, l’anno che verrà sarà sicuramente migliore, ma questo potrà accadere solo se la politica lo vorrà. Perché per poter volare con la fantasia c’è bisogno di certezza del futuro, e nel caso dei balneari, occorre rimuovere dalle nostre teste la spada della direttiva Bolkestein che minaccia le nostre strutture, il nostro lavoro e le nostre famiglie. Il futuro del nostro comparto turistico è fermo dal 2006, con gravi danni all’economia nazionale, e tutto per colpa di una politica sbagliata e di sudditanza alla comunità europea che, eppure, non ha mai dichiarato di volere la fine del nostro turismo balneare! La questione Bolkestein, infatti, in realtà è e rimane risolvibile in Italia, senza
scomodare l’Europa! Basterebbe accettare una delle proposte di Itb Italia e farle applicare subito… perché non c’è più tempo!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
  1. Signor ricci gli obiettivi fa lei enunciati sono condivisibili da tutti noi operatori del turismo balneare, le voglio ricordare pero’ che ci sono tanti imprenditori che non possono neanche sperare in una prossima stagione perché gravemente danneggiati dalle ultime mareggiate, che futuro avranno? I nostri rappresentanti europei come vogliono intervenire? Oppure sono troppo impegnati a risolvere i loro intrallazzi (come vediamo in questi giorni)? Bisogna reagire subito non allungare i tempi . Gia si parla di uno slittamento per fare i decreti attuativi e inserirli nel decreto milleproroghe , nel frattempo il 12 febbraio votate alle regionali. Che bel Natale.

  2. Teo Romagnoli says:

    Chi non concorda sui punti menzionati e gli imprenditori balneari sanno raccogliere queste sfide e trasformarle in PIL. Ma ormai senza soldi non sbatte la coda nemmeno il cane. Con un clima di incertezze, mafie, multinazionali, corruzione a tutti i livelli.. c’è da andare in tasca con i gomiti.. fateci prima pagare i debiti fatti fidandoci della 145/18 al 2033..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.