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Tomei: ‘Regioni pronte se il governo non si muove’

Al consiglio regionale d'Abruzzo sarà presentata una risoluzione consiliare che può permettere alle Regioni di aprire direttamente il confronto con la Commissione Europea.

«È fondamentale che al prossimo consiglio regionale a L’Aquila (in programma martedì 5 giugno, NdR) sia discussa, e ci auspichiamo approvata, una risoluzione che prenda le mosse da quella di Ancona e che dia seguito operativo alle dichiarazioni dell’assessore regionale e coordinatore nazionale delle regioni per il turismo Mauro Di Dalmazio rese il 22 maggio scorso, quando ha detto che "nel caso in cui il Governo non dovesse avviare il confronto con l’Ue, le Regioni sono pronte a portare avanti una interlocuzione diretta con gli organismi della Commissione europea" (leggi le dichiarazioni complete)».

Questo è un passo dell’intervento che Cristiano Tomei (nella foto), coordinatore nazionale di Cna Balneatori, ha tenuto ieri a Pineto nel corso dell’incontro territoriale con le imprese balneari e con i sindaci costieri organizzato dal sindaco di Pineto e delegato nazionale Anci per il demanio marittimo, Luciano Monticelli.

Tomei ha anticipato la notizia della presentazione di una risoluzione in consiglio regionale a L’Aquila, che risulterebbe importante poiché dalla Regione Abruzzo si potrebbe tentare di aprire e di portare avanti unitariamente alle altre regioni costiere un’interlocuzione diretta con Bruxelles per risolvere il pericolo della messa all’asta di 30.000 piccole e medie imprese balneari italiane.

«Rappresentare le proprie ragioni a sostegno delle attuali imprese balneari – ha continuato Tomei nel suo intervento – non è solo un dovere,  ma anche un diritto da parte delle Regioni che da diversi anni hanno ricevuto dal Governo centrale piena delega in materia di turismo anche sotto il profilo degli aspetti gestionali e amministrativi del demanio marittimo,   i quali, a loro volta,  il 31 gennaio 2004 per conferimento di funzioni sono già stati trasferiti ai Comuni. Anche da qui deriva il fatto che Regioni, Province e Comuni a pieno titolo si sono schierate a fianco degli operatori balneari per chiedere all’esecutivo centrale di aprire formalmente in Europa un confronto con la Commissione Ue per mettere nero su bianco tutte le motivazioni riportate nei documenti dei sindacati e negli ordini del giorno approvati dalle istituzioni centrali e territoriali che, di certo, produrrebbero i cosiddetti effetti derogatori alla direttiva servizi rispetto al rischio di messa all’asta e di liquidazione dell’intero sistema turistico balneare italiano. Il documento che ci si auspica sia discusso martedì in consiglio regionale a L’Aquila prende le mosse anche dalla risoluzione di Ancona, ossia dalla proposta uscita dal tavolo tecnico-sindacale (ai cui lavori, terminati il 31 maggio, hanno partecipato rappresentanti sindacali e tecnici della Regione Marche, NdR) in cui si propone la "condivisione di un percorso da parte delle Regioni, con l’individuazione di un soggetto (Presidente di Regione o delegato) capofila nel confronto con il Governo e la Commissione UE con conseguente richiesta al Governo di riapertura del tavolo di negoziato con la Commissione europea". Ci auguriamo che martedì a L’Aquila il consiglio regionale possa comprendere che ora è necessario passare all’approvazione di atti che aprano la possibilità di un bivio a sostegno delle attuali imprese balneari italiane e che contengano un messaggio chiaro, ossia: se in Europa non va il Governo ad aprire ufficialmente il confronto, ci andranno le Regioni accompagnate dai Comuni, dalle Province, dai Sindacati e dalle imprese balneari».

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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