Norme e sentenze

Tar: “Comuni devono rispondere a richieste di estensione concessioni balneari”

Il tribunale amministrativo di Napoli ha condannato l'amministrazione di Pozzuoli, che non aveva dato riscontro alle richieste di prolungamento al 2033 presentate da due concessionari

L’amministrazione comunale non può restare silente davanti alle richieste di estensione delle concessioni balneari al 2033, ma è anzi tenuta a dare una risposta, positiva o negativa che sia. Lo ha affermato il Tar di Napoli, che ha imposto al Comune di Pozzuoli di dare un riscontro alla domanda di estensione al 2033 su due concessioni demaniali marittime. Con due sentenze gemelle (le numero 1217 e 1218 del 23 febbraio 2021), la settima sezione del tribunale amministrativo della Campania (presidente Liguori, estensore Di Napoli) ha riconosciuto i diritti di due imprenditori balneari, rappresentati e difesi dall’avvocato Luigi Roma, che avevano presentato ricorso contro il silenzio-inadempimento dell’amministrazione comunale di Pozzuoli davanti alla richiesta di rilascio del prolungamento al 2033.

Le due concessioni, rilasciate prima del 2009, rientrano tra le aventi diritto al prolungamento fino al 31 dicembre 2033 disposto dalla legge 145/2018. I titolari avevano presentato apposita richiesta al Comune di Pozzuoli a ottobre 2019, ma non hanno mai ricevuto risposta e hanno dunque deciso di presentare ricorso.

Il Tar di Napoli, obbligando il Comune di Pozzuoli a prendere in esame la richiesta di estensione al 2033, non ha tuttavia affermato che il riscontro deve avere per forza un esito positivo. Infatti, precisa la sentenza, «l’amministrazione dovrà considerare, nel provvedere sull’istanza di parte ricorrente, la compatibilità delle norme invocate da parte ricorrente (in particolare l’art. 1, comma 682 e comma 683 della legge 145/2018) con il diritto dell’Unione europea», e «pertanto il potere in capo all’amministrazione non è rigorosamente vincolato, non potendo il Comune limitarsi a “prendere atto” della nuova scadenza legislativa», poiché «alla luce dei principi fissati dalla Corte di giustizia europea, l’amministrazione dovrà valutare se la concessione in questione presenti un interesse transfrontaliero certo, tenuto conto in particolare della situazione geografica del bene e del valore economico di tale concessione, nel qual caso la proroga automatica è incompatibile col diritto dell’Unione europea».

pouf Pomodone

Se il Comune continuerà a restare silente per i prossimi due mesi, il Tar di Napoli ha disposto la nomina di un commissario ad acta per procedere con la valutazione delle istanze entro i successivi sessanta giorni.

I testi delle sentenze

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. Mi sembra una sentenza a favore di quei funzionari che non hanno scelto di non prolungare visto che spetta all’amministrazione decidere al contrario di quanto affermato dal Tar di Lecce ..tra poco avremo indicazioni da AGCM e Tar Toscana.

    • Pensa che credevo di fare un servizio alla categoria dei balneari che accompagnavo a maggiore consapevolezza della realtà così che potessero scegliere strategie migliori del “non è vero”, “tutti cattivi eccetto noi altri”. Rimango altruista Antonella per cui il consiglio è di preprarti ai bandi.

      • graziosi antonio says:

        già caro diario così i bandi li vinci sicuramente tu e noi saremo tutti li a guardare che porti via i sudori di una vita a gente che a lavorato per tirare su un attività dal nulla…..se non sei contento di vivere qui in Italia perché la bolkestsain non viene applicata(perché c e una legge e perché si vuole tutelare il comparto)puoi anche fare impresa fuori dall’ Italia dove se ci tieni così tanto applicano la tua amata bolkestain…. ma lo sai quante imprese ci sono nel comparto? ma pensi davvero che milioni di persone che vivono di turismo si lascino portare via tutto da questi burocrati ….i bandi non favoriscono chi vorrebbe fare impresa ma multinazionali ricche e mafie che si appropriebbero di tutto …….alla categoria non fai nessun servizio anzi al contrario…..fattene una ragione……

  2. Nikolaus Suck says:

    Sentenze importanti non solo perché affermano la incompatibilità con il diritto europeo delle estensioni in caso di interesse transfrontaliero, ma anche perché confermano il potere e la competenza delle amministrazioni e dei funzionari a decidere sul punto, anche disapplicando, come è ovvio e logico e contrariamente a quanto sostiene il solo TAR Lecce, contraddittoriamente e in contrasto con gli orientamenti dominanti. Ora resta da attendere l’impugnazione da parte dei Comuni sardi del loro assurdo commissariamento su tali basi, e vedremo. Ma in effetti se ne uscirà solo con una indicazione legislativa chiara e non contrastata dalla UE come quella attuale.

    • Tutela imprese says:

      Il tar Lecce è chiaro , indicatemi la normativa di recepimento perché io non la trovo, e soprattutto, ancora nessuno ha centrato il problema. Qua non si tratta di applicare i principi europei che costringono le corti ad affermare l’ovvio, ma si tratta di cambiare le regole europee per determinati comparti come i balneari.

      • Se il tuo obiettivo è il cambiamento delle regole europee usando il tema dei balneari allora devo ammettere che sei più avanti di me in fatto di utopie…mi sembra più facile che io vinca un bando!

      • Nikolaus Suck says:

        Bravo, davvero geniale, allora vedete che è ovvio…. solo che le regole europee non le cambiamo noi ma può farlo solo l’Europa, che non solo non sembra avere nessuna intenzione di farlo, ma al contrario sembra avere tutta l’intenzione di applicarle e farle applicare così come sono. Con o senza Gasparri & Co che aprono bocca e danno fiato per motivi elettorali.

        • Tutela imprese says:

          Cambiare le regole europee significa anche interpretarle correttamente e capire le specificità normative e storiche di un settore in un determinato paese, considerare un imprenditore che ha usufruito di un bene pubblico (spiaggia) legittimamente per anni e ci ha fatto su un impresa come un soggetto qualunque che ha usufruito di un servizio ( che prima era inesistente) è una follia inapplicabile oltre ad essere ingiusta moralmente è giuridicamente. L’errore è stato fatto a monte negli anni 60, quindi o si continua con gli stessi e si tolgono via le mele marce con abusi ecc, o si sdemanializza il coperto tutelando gli imprenditori. Una cosa è certa non possono andar via dopo aver valorizzato il bene e creato impresa per essere sostituiti. Lo sanno tutti e lo sa anche l’ Europa, tranne le interpretazioni bellissime dei super giuristi totalmente svincolate dalla realtà, tanto loro hanno il culo coperto.

  3. Ai sensi della L. 27del 14 febbraio 2021 art. 103 ci. 2 sono valide le concessioni fino al novantesimo giorno successivo al termine della emergenza pandemica.

  4. quando verrà definitivamente fugata la chimera che chi subentra in una concessione diventa titolare dell’ azienda che sopra insiste o quantomeno del suo volume di affari, tutte queste attente analisi dei pro bandi per carità legittimi, ridaranno all argomento il giusto ridimensionamento.
    Offende infatti l intelligenza comune l idea di prendere senza colpo ferire il frutto del lavoro altrui . buona serata.

    • Nikolaus Suck says:

      Eh ma infatti sig. Sigfrido quella intelligenza comune la offendono i vari Renzo & Co che con ignorante malafede continuano a sostenere la ridicola e strumentale tesi dell’esproprio, che nessuno ha mai voluto né affermato. Nel meccanismo delle concessioni la sorte delle aziende è chiarissima e lineare da sempre, in questo come in altri comparti in cui ne vedo tutti i giorni. Gli elementi aziendali o sono ammortizzati (come per qualsiasi impresa che possa e voglia farsi davvero tale, ma in effetti questi si definiscono lavoratori come gli schiavi in miniera), o sono indennizzabili per la parte e nella misura non ammortizzata (a carico del subentrante e in base a precisi criteri industriali), oppure possono anzi devono essere liberamente asportati per fare spazio al subentrante, senza che nessuno se ne lamenti o abbia mai detto o voluto il contrario. Mentre gli eventuali abusi vengono per legge incamerati e demoliti o se possibile ridestinati per fini pubblici. È così facile che lo capirebbe anche un bambino.

  5. Suck e Diario, è ormai evidente che i vostri soliti commenti, rimangono isolati e senza risposte per ovvi motivi, spero che prima o poi riusciate, in qualche modo, ad impadronirvi GRATUITAMENTE di un lido, bar, ristorante, albergo etc. etc. che altri hanno creato e curato per voi. …. o no. !!!

  6. Avv. Lucano says:

    Ci sono tutte le condizioni giuridiche per arrivare ad una soluzione che preveda un rinnovo adeguato e cospicuo come la Spagna. L’Italia deve solo dimostrare con un piano spiagge serio che non sussiste nessun limite alla concorrenza ne un certo interesse transfrontaliero. Lo può fare con una legge rafforzativa della 148 mettendo in sicurezza il lavoro della gente. Smettetela di terrorizzare tutti, se c’è volontà politica si fa qualsiasi cosa. Come vedete in questi gironi l’Europa della burocrazia crolla anche difronte ai vaccini, sono in seria confusione e l’applicazione di questa direttiva soprattutto in questa situazione emergenziale è inattuabile, sospendono il patto di stabilità fino al 2022, non penso basterà per spazzar via i venti antieuropei che sventoleranno nei prossimi anni di depressione economica. Se ci è riuscita la Spagna ci riuscirà anche l’Italia.

      • Tutela imprese says:

        Cosa c’entra il cittadino , è come se si chiedesse di fare un referendum su pagare o meno le tasse, è logico che per come si racconta la storia il cittadino invidioso vuole le gare , semplicemente perché nella sua testa o immagina di pagare meno , o immagina più spiagge libere o immagina di fare speculazione sul lavoro che hanno creato altri. A questo punto per il livello di del discorso è caduto troppo in basso, semplicemente perché esplica il concetto del “ tu puoi morire o perdere tutto basta che io ho un opportunità in più” . Per fortuna non tutti i cittadini lavoratori e non repressi ragionano così .

        • Cosa c’entra il cittadino?
          Fai una bella cosa tutela imprese , leggiti i principi della costituzione italiana e Europa e studiateli a memoria così scopri il ruolo del cittadino in uno stato e forse ci arrivi!

          • Tutela imprese says:

            Non ho detto cittadini, ho specificato infatti, credo di conoscere molto bene la nostra costituzione, che va applicata anche per la tutela del lavoro, almeno così leggo. Saluti

          • Tutela imprese says:

            Ma la Parte dove c’è scritto “ per come si racconta la storia “ l’ha letta . C’è un equivoco di fondo, i populisti veri sono chi vuole le aste in ragione di un equità in un certo settore che non esiste in nessun paese al mondo , quelli sì che cavalcano la storiella della bellezza della concorrenza a discapito di tutti e soprattutto anche degli eventuali soprusi e rischi proventi da estero con multinazionali e mafie. Ma scommetto che questa parte della storia non le piace . AaaaAh !!!

        • Nikolaus Suck says:

          Il “cittadino invidioso”, già… è quasi commovente come vi date la zappa sui piedi da soli.
          Infatti si può concepire il “cittadino invidioso” solo ben sapendo di trovarsi in una condizione di privilegio, di cui appunto qualcuno possa essere per qualsiasi motivo “invidioso”…
          Altrimenti, se quella attuale è la situazione ottimale per i servizi e i cittadini, e ancor di più se fosse quella che “raccontate” voi, di poveri lavoratori che si sacrificano e sono vessati da mattina a sera solo da spese, tasse, burocrazie, incertezze e compagnia cantante per portare a casa un misero tozzo di pane che manco i minatori del secolo scorso o i mangiatori di patate di Van Gogh, di cosa mai potrebbero o dovrebbero essere “invidiosi” i cittadini?
          Ché poi l’Italia, l’Europa, l’interesse pubblico, le regole, la società, etc. sono fatte di, dai e per i cittadini, quindi dire “cosa c’entra il cittadino” fa pure un pò ridere (per non piangere)…!
          È vero, livello del discorso è non basso ma bassissimo, ma è colpa solo di chi con cieca e ripetitiva ostinazione porta avanti argomenti pretestuosi, tecnicamente incompetenti ed esclusivamente quanto chiaramente di parte senza sentir ragioni. Peccato.

  7. Però i cittadini votano Tutela Imprese e ormai è finita l’era in cui il balneare faceva pesare i suoi voti nell’amministrazione comunale, ora i voti arrivano da quei cittadini che tu disprezzi e che presto ti renderanno un ricordo sbiadito

    • Tutela imprese says:

      Infatti votano e come se votano, tanto è vera la democrazia indiretta che la maggior parte dei rappresentanti non riescono a mettere a bando un bel nulla e si va di tribunale in tribunale, alla faccia dei tanti cittadini pro aste. Dai vostri commenti invece sento che le mie affermazioni sono autentiche . Leggo rancore , leggo voglia di far male ad altri a prescindere dalla tutela dei vostri principi. Colgo molta invidia , ebbene sì , non c’è nulla di male ma la percepisco mi spiace e non perché c’è una posizione di vantaggio, ma perché chi ragiona come voi tende a rompere e non a costruire. Io invece appartengo ad un altro gruppo di cittadini, quelli che cercano di non distruggere il lavoro agli altri ma di crearlo per gli altri, quelli che vedono nella crescita delle imprese e nella serenità delle famiglie un volano per il benessere della comunità. Non provo rabbia ,quella la lascio ad altri. Essi il livello è basso molto basso.

  8. Invece di parlare del rischio di multinaionali più o meno mafiose che prenderanno tutte le spiagge d’Italia o di cittadini invidiosi pensate alla concorrenza nei bandi degli albergatori che stanno giusto dietro le spiagge, ai bar e ristoranti che oggi pagano i balneari multipli dei canoni per poter utilizzare un po di spiaggia per i loro tavolini. Questa è la concorrenza. Ovviamente indennizzando gli investimenti effettuati come vengono indennizzati gli albergatori e ristoratori in affitto.

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