Norme e sentenze

Subingresso in concessioni balneari, si esprime il Consiglio di Stato

I giudici hanno dato torto a un Comune che voleva negare tale possibilità

Il Consiglio di Stato si pronuncia nuovamente in materia di subingresso nelle concessioni demaniali marittime, accogliendo il ricorso dell’associazione The New Beach Club, che si era vista negare il subingresso dal Comune di Carrara. Nello specifico l’appellante, difesa dagli avvocati Stefania Frandi e Cristina Pozzi (coadiuvata dall’avvocato Paolo Anconelli), chiedeva l’annullamento della sentenza 242/2022 del Tar Toscana di rigetto del ricorso contro il diniego del 24 febbraio 2021 del Comune di Carrara al subingresso da parte dell’associazione stessa in una concessione demaniale marittima originariamente rilasciata a un’altra società.

La materia del subingresso, delle sue modalità e dell’operare del silenzio assenso è stata oggetto di numerose decisioni di segno diverso nel tempo. La sentenza emanata ieri dal Consiglio di Stato, la numero 8933/2022, si inserisce nel solco della giurisprudenza precedente, sottolineando diversi aspetti di interesse per i concessionari. In particolare, la pronuncia afferma che «il diniego di subingresso così come adottato dal Comune risulta caratterizzato da una carente e illogica motivazione, poiché fa discendere dall’eventuale sostituzione anticipata del concessionario originario da parte del subentrante, quale misura para-sanzionatoria, l’impossibilità sine die per l’appellante di ottenere un legittimo subingresso nel titolo stesso, pur richiesto secondo le forme di legge».

Così i legali dell’associazione The New Beach Club, gli avvocati Frandi e Pozzi, commentano la decisione del Consiglio di Stato: «La pronuncia richiama le amministrazioni a un’applicazione puntuale della disciplina del subingresso, che sanzioni soltanto le effettive e provate ipotesi di abusiva sostituzione del concessionario sul suolo demaniale a opera di terzi, e non giunga a interpretazioni fuorvianti che estendono tale nozione sino a comprendervi chiunque intrattenga rapporti commerciali o contrattuali con il concessionario uscente, nel rispetto anche delle diverse norme del Codice della navigazione riferite alla decadenza. Altro elemento che il Consiglio di Stato censura è la lunghezza di procedimenti, che spesso, anche in ragione della mancanza di uniformità di pratiche amministrative, vedono tempistiche e modalità del tutto diverse a seconda della pubblica amministrazione concedente, con danno a carico del privato imprenditore. Ciò appare ancora più pregiudizievole se si considera che nei procedimenti di subingresso al concessionario che chiede di subentrare viene chiesto di sostenere l’investimento immobiliare prima dell’effettivo assenso».

La pronuncia di Palazzo Spada contiene un ulteriore elemento di interesse, poiché mette in luce ancora una volta la necessità della revisione di tutta la disciplina delle concessioni demaniali marittime contenuta nel Codice della navigazione, atteso che, alla prova pratica, i procedimenti si rivelano lontani dalle esigenze del mercato e degli imprenditori demaniali, sia per i tempi che per le modalità con cui vengono svolti.

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    • Nikolaus Suck says:

      A parte che non decide solo lei, la Santanché sarebbe una pessima scelta proprio perché il palese conflitto di interessi personale le imporrebbe massima attenzione in ogni suo movimento e scelta. Vi andrebbe molto meglio con Lollobrigida. Che però ha il problema dell’affinità con il PdC. Vedremo.

    • Dice bene Suck. vedremo.La peggior porcata del secolo può solo essere mitigata.e da chiunque non abbia invidia o sete di vendetta .

  1. Beniamino Ottaviano says:

    Ma possibile che con tu gli imprenditori balneare sono sempre gli stessi ha fare dei commenti senza che non capiscono niente di demanio per favore statemi zitti

  2. Dice bene Ottaviano , basta, non dovete per forza commentare, aspettiamo, vediamo che succede e poi nel caso esprimiamo le nostre opinioni. Ho l’impressione che questa rubrica sia diventata un campo di battaglia per chi pur di esserci non si rende conto che qualche volta sarebbe meglio stare zitto.

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