Uno storico stabilimento balneare di Marina del Cantone (Sorrento) è al centro di una controversia amministrativa che rischia di privare la comunità di un importante presidio costiero. Lo stabilimento dispone di regolari autorizzazioni e una concessione demaniale valida fino al 2027, ma lo scorso giugno il Comune ha contestato alla struttura la presunta mancanza della valutazione ambientale (VINCA). La procedura non sarebbe stata richiesta ad altri stabilimenti e ristoranti della stessa area. In conseguenza della segnalazione è stato vietato l’utilizzo dell’unica pedana in legno calpestabile: una misura che ha reso difficoltoso l’accesso alla spiaggia e ha privato le persone con disabilità di un fondamentale servizio di fruizione.
Il caso presenta anche elementi che sollevano interrogativi sulla gestione dei dati catastali delle concessioni. Nel febbraio 2026, mentre la Procura aveva avviato sequestri relativi ad alcune palafitte delle strutture balneari — ad oggi tutte riaperte e operative — il Comune di Massa Lubrense ha aggiornato il portale ministeriale S.I.D. dalla versione 25 alla 29. L’aggiornamento ha generato un segnalatore, rappresentato da un asterisco rosso, indicante una “sovrapposizione di concessioni”. Tuttavia l’operazione avrebbe frazionato in modo non trasparente parte della concessione, consentendo a un ristorante di occupare un’area precedentemente attribuita allo stabilimento.
Sulla stessa area è ancora valida la licenza regionale per uso esclusivo balneare, mentre parte della concessione risulterebbe ora destinata a uso privato. Per chiarire le circostanze, i gestori hanno richiesto ufficialmente al Ministero i log di accesso al sistema S.I.D. che documenterebbero chi e quando ha modificato i dati. Al momento tali log non sono stati forniti.
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