Attualità Guardia Costiera

Stabilimenti balneari abusivi, sequestrati 92mila mq di spiagge

I numeri dell'operazione ''Spiagge e acque libere'' della Guardia costiera, che ha salvato gli imprenditori onesti dalla concorrenza sleale.

Migliaia i controlli effettuati in tutta Italia, per 421mila euro di sanzioni amministrative elevate e 1.081 illeciti riscontrati. Oltre 3mila le attrezzature balneari sequestrate, per un totale di circa 92mila metri quadrati di spiagge e specchi acquei restituiti alla pubblica e gratuita fruizione dei cittadini. Sono numeri, quelli dell’operazione “Spiagge e acque libere” della Guardia costiera, che fanno riferimento al solo periodo compreso tra il 1° giugno e il 2 agosto, e che sono il frutto di un’operazione che si prefigge lo scopo di prevenire e contrastare l’occupazione abusiva dei tratti di spiaggia destinati all’uso pubblico da parte di soggetti che, senza averne titolo, ne hanno fatto un uso personale, trasformandole di fatto in spiagge “private” o per fini di lucro utilizzandoli come stabilimenti balneari abusivi.

Nell’ambito dell’operazione “Mare sicuro”, gli uomini e le donne della Guardia costiera stanno portando avanti su tutte le coste del territorio nazionale l’operazione “Spiagge e acque libere”, fortemente voluta dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli, a tutela della sicurezza e della legalità, al fine di garantire una corretta, consapevole e serena fruizione del mare da parte dell’utenza assicurando, in ogni momento, un pronto intervento in caso di emergenze in mare.

«L’occupazione abusiva, effettuata con attrezzature quali ombrelloni, lettini, gavitelli e altre strutture, non solo limita la libera fruizione degli spazi pubblici, ma genera anche un indebito guadagno per gli occupanti, nonché un mancato introito per l’erario, senza considerare la concorrenza sleale verso tutti quei gestori che operano nel rispetto delle norme e che versano periodicamente i previsti canoni demaniali», recita una nota della Guardia costiera. «Il personale della Guardia costiera, dinanzi all’evidenza degli illeciti, ha proceduto all’immediato sequestro delle attrezzature balneari, restituendo le spiagge e le coste all’uso libero e pubblico dei cittadini».

L’operazione “Mare sicuro” vede impegnati oltre 3mila uomini e donne del Corpo, con circa 300 mezzi navali e 15 mezzi aerei dislocati lungo gli 8mila km di coste del paese, per vigilare sul regolare svolgimento delle attività ricreative e commerciali e per tutelare l’ecosistema marino. In poco più di un mese, questi i risultati conseguiti da “Mare sicuro”:

  • 189.311 controlli effettuati, tra i quali 23.400 al diporto, 25.745 a stabilimenti balneari e 62.066 a tutela dell’ambiente;
  • 350 unità da diporto soccorse;
  • 1.059 persone soccorse, tra le quali 763 diportisti, 261 bagnanti e 11 subacquei;
  • 5.641 verbali elevati per illeciti amministrativi, tra i quali 497 per navigazione nelle acque riservate alla balneazione.

Spiega il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, l’ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino: «La Guardia costiera con l’operazione “Mare sicuro 2019” si prefigge lo scopo di tutelare coloro che frequentano le nostre spiagge e le nostre acque: basti pensare che ogni anno d’estate sono circa 40 milioni i bagnanti e un milione le unità da diporto presenti nei nostri mari. Inoltre, su indicazione del ministro Toninelli già dallo scorso anno abbiamo integrato quest’operazione con un’attività di controllo ancora più mirata e accurata sull’uso corretto degli arenili e degli specchi acquei, contrastando le occupazioni illecite del demanio marittimo».

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Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera è uno dei corpi specialistici della Marina Militare italiana e svolge compiti relativi agli usi civili del mare, con funzioni di sicurezza.
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