Liguria Norme e sentenze

Spotorno, il PUD elimina la categoria dei bagni di beneficenza: la protesta della Fondazione Sant’Antonio

Il caso finisce sulle pagine del New York Times

Torna al centro delle cronache il Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUD) del Comune di Spotorno. Dopo le tensioni legate alle concessioni degli istituti religiosi — vicenda di cui ci eravamo già occupati su Mondo Balneare con l’articolo Spotorno: la Bolkestein non risparmia neanche le suore — il caso ha ormai assunto una risonanza internazionale, finendo persino sulle pagine del New York Times come simbolo dello scontro sulle spiagge italiane.

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Ora il fronte delle critiche si allarga ulteriormente: a prendere posizione è la Fondazione Santi Donato e Carpoforo, che dal 2004 gestisce in località Renate uno stabilimento sociale collegato alla casa vacanze Sant’Antonio, rivolto a disabili, anziani e famiglie in difficoltà.

Con l’adozione del PUD, l’amministrazione guidata dal sindaco Mattia Fiorini ha previsto il superamento della categoria dei “Bagni di beneficenza”, riconvertendoli in spiagge libere attrezzate per adeguarli alla legge regionale ligure. Secondo il Comune, la modifica non comporta la chiusura del servizio sociale: la Fondazione potrà infatti partecipare alla futura gara per l’affidamento della spiaggia libera attrezzata, presentando un progetto con criteri premianti legati all’inclusività, all’accessibilità e all’esperienza maturata.

La Fondazione contesta la decisione definendola una scelta punitiva, sostenendo che la trasformazione rischia di ostacolare la fruizione del mare per chi necessita di assistenza e spazi dedicati. Il sindaco Fiorini respinge le accuse, precisando che si tratta di un adeguamento normativo non più rinviabile e che il modello della spiaggia libera attrezzata garantirà un servizio pubblico accessibile a tutti e privo di barriere.

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