Marche

Spiaggia libera bonus per lidi balneari che mantengono distanziamento ombrelloni

Accade delle Marche, dopo che il governo ha eliminato l'obbligo di 10 metri quadri per ogni palo

Il distanziamento fra ombrelloni non è più obbligatorio, ma gli stabilimenti balneari che continueranno a mantenerlo avranno diritto a ottenere una porzione di spiaggia libera extra per piantare qualche palo in più. Lo prevede un’ordinanza della Regione Marche, che ha deciso una via intermedia per recepire le nuove disposizioni del Ministero della salute che hanno abrogato lo spazio minimo obbligatorio di 10 metri quadri per ogni ombrellone in vigore da due anni come misura di contenimento del covid-19. Emilia-Romagna e Molise sono finora le uniche due regioni che hanno deciso di continuare a rendere il distanziamento obbligatorio per garantire maggiore comfort e tranquillità ai turisti, mentre le Marche hanno deciso di premiare gli stabilimenti che a loro discrezione vorranno mantenerlo.

In base all’ordinanza della giunta regionale, infatti, i Comuni potranno assegnare «in concessione temporanea fasce di spiaggia libera, di lunghezza massima pari a 25 metri lineari, contenute tra due concessioni demaniali o fasce di spiaggia libera confinanti con la singola concessione demaniale per 12 metri, per attrezzarle garantendone il corretto utilizzo».

«I 12 metri di spiaggia aggiuntiva – precisa ancora l’ordinanza – possono essere utilizzati per gli ombrelloni oppure, se confinanti con attività di bar e ristorazione, per consentire il posizionamento di tavoli all’aperto, fino a 100 mq».

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  1. Nikolaus Suck says:

    Ma è meraviglioso. Controlli sul rispetto a parte a fronte di un principio di diritto per cui a partire dal 2024 le concessioni sono decadute e abusive ed entro il 2023 vanno riassegnate a gara, una Regione, con una competenza tutta da verificare, dice ai Comuni, che dovrebbero appunto pensare alle gare, di assegnare ancora altre parti libere senza gara e non si sa per quanto, agli stessi che già ci sono, ristoratori compresi, tanto per complicare un altro po’ le cose. Davvero geniale.

    • 10000 km di coste 2000 km occupati ti sembra che non ci sia possibilita di dare spazio ha chi vuole fare impresa? sei proprio un
      degno compare dei tuoi amici 5s e bocconiani che nessuno ha eletto suck…2024 le gare le faremo per prendervi a calci e cacciarvi tutti ….distruttori del paese

    • Le linee guida regionali Marche per l’anno 2022 (il potere del corporativismo balneare nei confronti della politica a discapito di quei cittadini che vogliono andare nelle spiagge libere).
      la Regione nelle nuove linee guida varate, d’intesa con le associazioni degli operatori, ha mantenuto alcune delle disposizioni che erano state adottate l’anno scorso: in pratica se negli stabilimenti balneari è caduto l’obbligo di distanziamento minimo degli ombrelloni (10 metri quadrati), per gli operatori che vogliono comunque mantenere un distanziamento più ampio, ha previsto la possibilità per i balneari di poter utilizzare porzioni di spiagge libere.

      Si tratta di fasce di spiaggia di massimo 25 metri di lunghezza lineare contenute tra due concessioni demaniali o fasce di spiaggia libera confinanti con una singola concessione demaniale marittima per un massimo di 12 metri lineari, che potranno essere assegnate dai Comuni o dalle Autorità competenti in concessione temporanea. Alla stessa maniera i Comuni potranno dare in concessione temporanea aree di spiaggia libera confinanti a bar o ristoranti per consentire il posizionamento di tavoli all’aperto e fino a un massimo di 100 metri quadrati.

      La Regione ha previsto che gli stabilimenti balneari che assicureranno un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati potranno allargarsi anche alle aree destinate alle attività ludico-sportive.

    • Marche, sempre meno spiagge libere disponibili: aumento esponenziale delle concessioni balneari
      San Benedetto del Tronto il Comune con la maggiore occupazione di spiagge in concessione (87%). Il 4,1% di costa marchigiana sabbiosa non fruibile a causa di inquinamento o presenza di foci

      Spiagge libere sempre più rare nelle Marche. È quanto emerge dall’ultimo report stilato da Lega Ambiente. Un trend galoppante in tutta Italia dove oltre il 50% delle aree costiere sabbiose è sottratto alla libera e gratuita fruizione.

      A pesare su ciò, in prima battuta, è l’aumento esponenziale in tutte le regioni delle concessioni balneari che nel 2021 arrivano a quota 12.166 (contro le 10.812 degli ultimi dati del Demanio relativi al 2018), registrando un incremento del +12,5%. In questo scenario le Marche vedono un lieve aumento rispetto all’ultima rilevazione che ad oggi registra, sui 113 km di spiaggia, un totale di 4.392 concessioni del Demanio marittimo, 942 concessioni per stabilimenti balneari, 114 concessioni per campeggi, circoli sportivi e complessi turistici con un totale del 61,8% di costa occupata.

      Nel dettaglio, tra i comuni marchigiani costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione, ci sono San Benedetto del Tronto con l’87%, Numana con il 79% e Gabicce Mare con il 77%. Oltre alle spiagge occupate, è importante il dato relativo alla fruibilità del mare che nelle Marche vede il 4,1% della costa sottratta alla balneazione a causa di tratti abbandonati, cioè con la presenza di foci o scarichi per cui non viene realizzato nessun campionamento dalle Autorità Competenti (3,1km di costa), oppure interdetti per vie della presenza del divieto di balneazione.

      Secondo la normativa regionale, la quota da garantire alla libera fruizione o libera attrezzata nelle Marche è del 25%. Dato inferiore a quello della Puglia e della Sardegna in cui la cifra è del 60% ma quantomeno esistente rispetto a 5 Regioni che non hanno previsto nessuna norma che specifichi una percentuale minima di costa da designare alle spiagge libere.

      Continua ad essere accesa la polemica sui canoni che nelle Marche vedono un aumento registrato del 15%.
      Ma a pesare sulle spiagge italiane è anche il problema dell’erosione costiera che riguarda circa il 46% delle coste sabbiose e che si sta accentuando a causa della crisi climatica. La spesa per combatterla – con interventi finanziati dallo Stato e, in parte, da Regioni e Comuni – è di circa 100 milioni di euro l’anno ed è maggiore rispetto a quanto lo Stato incassa effettivamente dalle concessioni balneari (83milioni gli incassi effettivi su 115 milioni nel 2019, unici dati disponibili).

      Uno dei problemi è che si continua ad intervenire con opere rigide come pennelli e barriere frangiflutti, che interessano almeno 1.300 km di costa, e su cui bisognerebbe aprire una riflessione sulla reale efficacia. Nelle Marche il fenomeno dell’erosione costiera riguarda 81km di costa e cioè il 48% del litorale, dato superiore alla media nazionale. Sono numerose le realtà litoranee in pericolo di erosione nelle Marche. Tra le fasce costiere più colpite si trovano Montemarciano (AN) e l’area a sud di Porto Sant’Elpidio (FM). Nell’area di Porto Sant’Elpidio, si nota un dualismo tra la costa nord (priva di fenomeni erosivi) e quella verso sud, dove in circa 20 anni si sono persi tra i 20 ed i 25 metri di costa, con la conseguente scomparsa delle spiagge. Per quest’area esiste lo studio di fattibilità di un progetto che prevede la realizzazione di una barriera emersa (una nuova scogliera) che sarà realizzata con scogli naturali.

      «La riqualificazione delle aree costiere, il tema dell’accessibilità e la fruizione turistica rappresentano una straordinaria risorsa della nostra regione, sia in chiave ambientale che turistica – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche -. Bisognerebbe uscire dalle polemiche e lavorare insieme per trovare soluzioni innovative e in grado di garantire qualità ambientale e futuro al settore balneare che se non innovato e strutturato, per accogliere le esigenze sempre crescenti dei fruitori, rischia di rimanere indietro nella sfida della qualificazione del servizio».

  2. Alessandro says:

    Non avete capito niente! Il concessionario che usufruisce di questa cosa dovrà garantire l’assistenza al mare per il salvataggio e la pulizia della spiaggia così scaricherà di questo onere il comune! Visto che neanche si trovano i bagnini di mare

  3. le spiagge libere, purtroppo lo sa solo chi risiede in comuni sul mare e deve amministrarli,sono un problema oggettivo per le amministrazioni, per la pulizia, la sicurezza,balneazione non sorvegliata, l ordine pubblico.
    per questo si vuole trasformarle il più possibile in libere attrezzate.
    Nel mio comune, a richiesta del sindaco, che abbiamo voluto soddisfare per spirito di cooperazione, noi concessionari ci siamo dovuti consorziare per gestire gli accessi per il distanziamento covid, unico modo per evitare bandi, con affidamento diretto ai concessionari confinanti.

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