Attualità

Spiagge, colpo di coda di Draghi: ipotesi ddl concorrenza al voto

Nonostante la caduta del governo, il testo potrebbe essere calendarizzato per lunedì. Stralciando la liberalizzazione dei taxi e lasciando le gare per le concessioni balneari.

(21/07/2022, ore 16.56) – Nonostante l’imminente scioglimento del parlamento, i capigruppo della Camera si starebbero accordando per approvare il ddl concorrenza il prossimo lunedì, stralciando l’articolo 10 relativo ai taxi e invece lasciando intatte le norme sulle concessioni balneari. È l’indiscrezione trapelata nelle ultime ore da Montecitorio, contro cui si sono subito scagliate le associazioni di categoria dei balneari.

Il ddl concorrenza è stato approvato lo scorso maggio in Senato e, fra le varie materie, disciplina il riordino delle concessioni balneari, istituendo le gare pubbliche per riassegnarle entro il 2024. Con le dimissioni del premier Mario Draghi e la caduta del suo governo, sembrava plausibile che il provvedimento non sarebbe mai arrivato all’approvazione definitiva; invece nel corso della giornata odierna si è fatta strada l’ipotesi del suo voto definitivo in aula prima dello scioglimento delle camere.

Immediata la reazione avversa delle associazioni balneari, soprattutto in seguito alle voci che vedrebbero la cancellazione dell’articolo 10 relativo alla liberalizzazione delle licenze dei taxi, che nelle scorse settimane hanno duramente protestato contro il provvedimento. Per le concessioni demaniali marittime, invece, il testo resterebbe identico a quello approvato in Senato, prevedendo cioè le gare pubbliche delle concessioni su cui insistono i circa 8.000 stabilimenti balneari italiani per assegnarli a nuovi titolari, con un successivo decreto attuativo che dovrà occuparsi di definire i criteri dei bandi e l’eventuale riconoscimento di un indennizzo ai titolari uscenti.

I presidenti del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione e di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli hanno inviato poche ore fa una dura lettera a tutti i capigruppo dei partiti rappresentati alla Camera: «Leggiamo la notizia che, nonostante lo scioglimento delle Camere, si intenderebbe approvare il ddl concorrenza che contiene norme riguardanti i balneari che riteniamo profondamente sbagliate. Apprendiamo con stupore che si intenderebbe stralciare l’articolo 10 relativo ai taxi e non anche gli articoli 3 e 4 riguardanti i balneari. È inaccettabile accogliere la giusta e sacrosanta protesta di chi rischia di veder svilita la propria attività e, nel contempo, restare insensibili rispetto a chi, come I balneari, rischiano di perdere completamente lavoro e aziende. Come è noto, infatti, con le norme contenute nel ddl concorrenza i balneari rischiano di perdere non solo la licenza, ma anche vedersi confiscate le loro aziende. Evidentemente sono più efficaci le modalità di una protesta più delle sue motivazioni. Sarebbe un colossale errore alla luce soprattutto della circostanza che la questione balneare non rientra negli impegni contenuti nel Pnrr. Con la presente si chiede pertanto lo stralcio degli articoli 3 e 4 del ddl concorrenza riguardanti le concessioni demaniali marittime».

Questo, invece, il commento di Mauro Della Valle e Antonio Cecoro, presidente e vicepresidente di Confimprese demaniali: «Siamo abbattuti dall’atteggiamento di questi “ultimi rimasti” della politica: nonostante le criticità che le stesse forze di maggioranza hanno evidenziato relativamente alla riforma delle concessioni balneari contenuta nel ddl concorrenza, sembra che il governo Draghi sia ostinato a distruggere il nostro settore. Ci uniamo nel grido di protesta delle altre associazioni di categoria e invitiamo il governo a ragionare: serve una riforma equilibrata e rispettosa della storia balneare, senza diktat dettati da interessi ideologici».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Raffaello Giovannini says:

    Con l’applicazione di questa decisione, verrebbero vanificate, tutte le proteste dei Balneari, ma in particolare, per gli stessi, il tanto richiesto e appoggiato, verso I partiti di CDX, a far cadere il governo, se non ci fosse l’interessamento e comunque di togliere per i Balneari dal DDL Comcorrenza, sarà pubblicizato di non votare per detti partiti di CDX, considerandoli inaffidabili⁉️😡😠🤬

  2. Non capisco. Con la sciagurata sentenza del Consiglio di Stato ci troviamo letteralmente senza un titolo concessorio dall’anno prossimo. Posto che nessun parlamento neoeletto e governo neonominato (che prenderà in pieno i poteri per fine anno) potrà in 12 mesi fare la legge, fare gli eventuali decreti attuativi e lasciare il tempo ai Comuni per indire le gare entro il 31.12.2023, ben venga una (pessima) legge.
    La Meloni o chi per lei presiederà un governo che, avendo da approvare i decreti attuativi previsti nel decreto concorrenza, potrà definire ogni aspetto delle gare, dandoci indennizzi per millemila miliardi e periodi transitori per 99 anni.
    Io, purtroppo, non credo che da questo casino ne trarremo beneficio. Spero di sbagliarmi, ma ho tanta paura di mamma Europa, e della sua Troika. Ho toccato con mano cosa successe in Grecia.
    Col PNRR i governi di questa legislatura ci hanno fatto prendere impegni di varare riforme promettendoci tanti soldi (e dandocene un pò). Siete sicuri che si possa dire al nostro creditore che adesso faremo quello che ci pare? Siete sicuri che negli acordi che abbiamo sottoscritto non vi sia una postilla che dice, più o meno “se non fate quello che avete promesso veniamo noi a farvelo fare a forza”?

    • Ma non ci si guadagna infinitamente di più a mandare ai nostri ‘nemici’, commissione ue in primis, il messaggio forte e chiaro che perfino draghi si è arenato sulla questione concessioni e è dovuto tornarsene a casa senza essere riuscito a far passare lo straccio di un provvedimento?

  3. Per capire meglio, siamo stati venduti gia da tempo. Una sentenza, quella di patroni, che dettava gia dove la legge doveva andare a parare. E certamente, una sentenza che spianava cosi formulata la strada perche draghi potesse fare quello che riteneva. Non e nei miracoli che dobbiamo sperare, ma in qualche colpo di coda di orgoglio di un parlamento , o calcolo opportunistico, che pero non puo far saltare il ddl concorrenza . Noi balneari, gli italiani tutti abbiamo la politica che ci meritiamo.

  4. Nikolaus Suck says:

    Ma sono possibili una miopia e un autolesionismo del genere? Ma non si rendono conto che se gli articoli riguardanti le concessioni demaniali venissero davvero stralciati sarebbe molto ma molto peggio? Niente più decreti attuativi, niente più 2024, niente più indennizzi, niente di niente.
    Resterebbero invece fermi la giurisprudenza nazionale ed europea e il principio di diritto già affermato per cui a) le gare vanno fatte punto e b) le concessioni sono scadute e dopo il 31.12.2023 decadute. Auguri.

  5. Teo Romagnoli says:

    Allucinante ! Governo ladro che ruba alle famiglie italiane per regalare alle multinazionali . Col beneplacito dei puritani delle spiagge libere e giornalisti compiacenti. Mettere le mani ad un settore di professionisti che operano da anni e sanno fare il suo mestiere e dettaglio non trascurabile che hanno speso ed investito di tasca propria per mettere chissà chi. Solo in questo paese colabrodo succedono queste ingiustizie. Non capisco la tacita attesa di noi balneari.. cosa aspettiamo ad incrociare le braccia. Che vengano draghi il PD e i 5 stelle a rastrellare la batticgia

  6. Se avessimo chiusi gli stabilimenti per protesta tolti ombrelloni e lettini, avremmo creato un bel disservizio ma si da il caso che ce ne siamo stati buoni . Diciamolo pure che a livello sindacale e tante associazioni sono state alquanto deludenti. Dunque mai una protesta e questi sono i risultati !!

  7. Mi chiedo perché mai non sono state ancora indette giornate di sciopero, così come hanno fatto i tassisti. Cosa aspettano i nostri “rappresentanti”?!

  8. Incredibile la rassegnazione che c’è non una rivolta niente tutto tace, i taxisti che si son fatti sentire sono riusciti a far togliere il provvedimento dal decreto i balneari dopo una lunga agonia aspettano il colpo di grazia, perché così sarà chi ha tradito la prima volta continuerà anche nel atto finale, continuate tranquilli ad aprire gli stabilimenti che sono le ultime volte, impressionante anche tutte le sigle sindacali incapaci e dormienti davanti a una cosa del genere, loro vorrebbero mettere le bandierine per sensibilizzare opinione pubblica che se potessero ci brucerebbero vivi, L’ unico posto che potrebbero mettersi le bandierine è in quel posto magari si sveglierebbero, comunque con un governo dimissionario che non c’è più riescono comunque a distruggere tutto incredibile. Buonanotte a tutti

  9. non credo abbiate tanto da temere (purtroppo) vedrete che la destra che 99% andrà al governo una soluzione per le vostre imprese la troverà…. quello che non troverà è una soluzione per le nostre (di tutto il resto dei cittadini) spiagge che continueranno ad essere occupate dai vostri ombrelloni.. L’unica speranza era quella di avere una legge che nei criteri di assegnazione desse la giusta importanza alla fruibilità di tutti (e quindi al costo giornaliero) e che lasciasse una bella percentuale di concessioni non assegnate se non solo per la parte bar/ristorante, lasciando la spiaggia libera.
    Non avete nulla da temere….purtroppo

    • caro Daniele, il rapporto di concessione nato , nel mio caso un secolo fa, fino agli anni 90, prevedeva tariffe determinate da UTE, ufficio tecnico erariale, capitaneria, e una pletora di burocrati, comunque a dimostrare che il concessionario era il braccio dello stato per quello che succedeva sul demanio . Per dire che l odio verso la categoria é roba nuova, sfruttato ad hoc per scopi diversi dalla direttiva. I canoni li si determina per legge, lo si può fare in ogni momento,(anni 80 si pagava canone provvisorio per anni, poi venivano richiesti conguagli spesso milionari), fare rispettare il40% di spiagge libere, il 50 o 100% é una scelta politica, non direttiva europea.
      personalmente, ma mediamente tutta la categoria, sappiamo quali sono, in quanto concessionari i nostri diritti, e i nostri doveri ma non credo corretto che poiché concessionari, si debba pagare le incompetenze trasversali e decennali della politica e altrettanto sentenze francamente funzionali più a dare carta bianca a draghi e a questa legislatura che ad affrontare correttamente il problema.
      Il ruolo nullo dei nostri frammentatissimi rappresentanti , incolpati invece di ostruzionismo alle soluzioni, non puo essere l alibi per sparare alzo zero su un intera categoria (tassisti ovviamente esclusi)

  10. Sono certo che la colpa principale di questa situazione sia dello stato, è ovvio che chi si è trovato a poter disporre della cosa pubblica come se fosse sua in cambio di qualche scartoffia ne abbia approfittato. Quello che non va mai dimenticato è che il valore di uno stabilimento è dato nella maggior parte dei casi solo dalla bellezza del mare e della spiaggia, non certo dal valore degli ombrelloni/tende/sdraio/lettini che ci sono sopra. Pensate che sia merito vostro se esiste il turismo balneare?

    • Senti una cosa, caro Daniele, facciamo una piccola scommessa: tu ti fai dare dalla redazione di Mondobalneare la mia mail privata, poi mi scrivi e io ti do le coordinate del mio stabilimento.
      Quando vuoi, quest’estate, vieni a trovarmi a sorpresa. Se nella spiaggia libera a fianco al mio stabilimento (che ha la stessa spiaggia, lo stesso mare e la stessa vista ed è gratuita) trovi più gente che da me, allora hai ragione tu, ed io ti offro la giornata ed un ricco gelato. Se però vinco io (e so che vinco perché sono qui da 16 anni) vuol dire che la gente non vuole solo l’acqua salata e l’arenile, ma anche dei servizi. E sono disponibili a pagarli anche quando la spiaggia libera esiste, è vicina e non affollata. E allora dovrai ammettere che il valore lo crea anche (non solo, certamente) anche l’imprenditore. E in tal caso, vieni, ti presenti, e mi offri un caffè.
      Ci stai?

  11. Vi aggiungo anche questo dato TRAGICO. La sicilia, paradiso terrestre per cultura, natura, storia, isole minori egadi eolie ecc, vulcano vini agroalimentare, ecc ecc, ha 1/5 di presenze turistiche rispetto alle baleari con un territorio infinitamente piu vasto.
    Credo che l assenza di infrastrutture turistiche adeguate giochi il ruolo principale in questo controsenso ASSURDO.
    A significare che ben venga un offerta partita da lontano di regioni quali liguria romagna veneto e toscana, dove proquota anche i concessionari hanno contribuito al livello attuale di sviluppo e fatturato.

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