Attualità

Sondaggio: cosa pensano i balneari sulla riforma delle concessioni?

Otto domande anonime per capire il vero orientamento della categoria

Come la pensano davvero i titolari di stabilimenti balneari sulla riforma delle concessioni demaniali marittime? Quali risultati pensano di riuscire a ottenere dal governo Pd-5Stelle? Per capirlo, Mondo Balneare lancia un appello a tutti gli operatori del settore: la richiesta è di partecipare al nostro breve sondaggio, per dimostrare come è orientata la categoria.

Le ragioni del sondaggio sono semplici: in un momento in cui il governo, appena terminata l’emergenza del coronavirus, dovrà decidere il futuro di migliaia di imprese balneari, è importante capire con i numeri come la pensano i diretti interessati. Troppo spesso, infatti, il dibattito fra le tante associazioni di categoria (e le posizioni talvolta diverse tra loro) rende molto difficile capire il reale orientamento degli imprenditori. Per questo Mondo Balneare, da principale testata di settore, lancia il primo sondaggio di opinione sulla riforma delle concessioni demaniali marittime: si tratta di un’iniziativa senza alcuna pretesa scientifica, ma dal momento che migliaia di operatori balneari ci leggono ogni giorno, riteniamo di poter contribuire a fornire una statistica importante. E magari a far maturare il dibattito rispetto alla solita dicotomia “sì alle gare / no alle gare”. Sarà possibile rispondere alle domande fino a sabato 14 marzo; i risultati saranno resi noti in seguito con un articolo su queste pagine.

Aggiornamento del 15 marzo 2020

Il sondaggio è terminato e non è più possibile parteciparvi. Leggi l’articolo che illustra i risultati dell’indagine »

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Mondo Balneare

Dal 2010, il portale di riferimento per il settore turistico balneare.
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    ANTONIO
    UNA GRANDE INGIUSTIZIA È VEDERE, I NOSTRI CUGINI, I NOSTRI VICINI DI CASA, I NOSTRI CONFINANTI, RINNOVATE LE CONCESSIONI PER 30 E PASSA ANNI, QUESTA È UNA GRANDE INGIUSTIZIA. IN EUROPA NON SIAMO TUTTI UGUALI???. SALUTI…..

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    Sdemalizzare intanto la porzione dello stabilimento balneare e finalmente la soluzione a decine di anni di assurde ingiustizie.! Basta con i ricatti e le paure dobbiamo diventare imprenditori per davvero. Legittimati e con un Iva pari al 10 come tutto il resto d Italia nelle imprese turistiche.

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    Eduardo caizzi says:

    Quando la politica parla di “con cessioni”noi parliamo di aziende costruite con fatica, rinunciando a vivere l’estate cioè un terzo della nostra vita e delle nostre famiglie.Pertanto ritengo che non può esserci un “esproprio proletario”ma il rinvio della scadenza delle concessioni e successivamente le aste con il riconoscimento dell’indennizzo PERCHÉ VENGA RICONOSCIUTO IL VALORE DELLA AZIENDA CHE L’IMPRENDITORE HA COSTRUITO
    e anche perché così l’azienda concessione rimarrebbe integra per continuare a funzionare

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    In provincia di Messina lato tirrenico il demanio di Milazzo, sta facendo applicare una norma che impone o l’apertura anche d’inverno degli stabilimenti, altrimenti si deve smontare tutto e lascare libera la spiaggia. Per richiedere un ampliamento della concessione verso il mare chiedono di adeguare lo stabilimento attenendosi ad una circolare del 2008 che prevede delle assurdità. Di estensione non se ne parla nemmeno e ditemi voi come si fa ad investire. Io ho già speso 20 anni della mia vita in questa attività e sono arrivato quasi alla decisione di abbandonare tutto. Non si può paragonare in tutti i sensi uno stabilimento dell’Emilia con una piccola realtà della nostra zona di Sicilia.

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    sono “Hemingwey” da Cetraro cs ,operatore turistico con balneazione misto spiaggia privata e concessione demaniale ,con uscita diretta sul mare in area a verde attrezzata in privato,gia’ valorizzando a spese proprie l’area interessata ,per fare bella figura con la Regione Calabria e il Comune,pagando i relativi canoni,ci tartassano con burocrazia continua che nn riusciamo a svolgere il nostro lavoro quotidiano portando ,benessere ,servizi e risolvendo problemi a tutti.Il politico italiano non vuole benessere ,ma solo lavarsi la faccia con gli inumani sacrifici di chi lavora.In ITALIA potremmo vivere solo di turismo …lo sanno e fanno finta di niente con strumentalizzazioni politiche.A mio avviso chi paga,e porta avanti 1 attivita’ dovrebbe essere premiato,al contrario ci umiliano e ci costringono a chiudere. I canoni a vita.

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    Le aziende non si possono espropriare ,lo dice la costituzione e il trattato di Lisbona . Chi vuole la mia azienda la compra !

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    Salvatore says:

    I nostri parlamentari si fanno governare dalla Germania
    Il motivo della bolkestein e che
    Non abbiamo parlamentari con le palle

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    Faccio una domanda semplicistica : la direttiva servizi riguarda una moltitudine di attività oppure solo e soltanto gli stabilimenti balneari??? Quando si parla di attività sulla costa vi sono solo gli stabilimenti balneari ??? ma così non è! E su tutte le altre attività non costiere??? Non ultimo : tutte le coste europee hanno le stesse caratteristiche?? Sono un Comandante di Marina che ha viaggiato per tutta Europa: se tutte le popolazioni del Nord Europa nei secoli hanno cercato di invaderci ci sarà pure un MOTIVO!!! Il problema È POLITICO ed i voti vengono dagli invidiosi (così come io lo ero nei confronti dei ginecologi) che potevano avere ciò che io non potevo!!! La giustizia in italia non ESISTE!

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    claudio piras says:

    Diurei che è uno schiffo che succede solo in italia, in quanto tutti gli altri stati tutelano la propria economia ed i propri lavoratori mentre noi forse per invidia ma facciamo di tutto per danneggiare coloro che lavorano onestamente senza nulla chiedere ne allo stato ne ai cittadini, ma ci limitiamo a chiedere un minimo di compenso per i seervizi offerti. Speriamo che lo stato si ravveda e cerchi di tutelare questa categoria che fino ad oggi è stata molto penalizzata.

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    I canoni andrebbero adeguati e applicati secondo l’Importanza delle zone non dovrebbero essere dati in subaffitto o ancora peggio venduti obbligo dei dirigenti del demanio di sapere almeno di cosa parlano istruendoli o affiancandoli a gente competente semplificazione di ogni domanda o richiesta e non fare ogni volta tipo ufficio complicazioni affari semplici far lavorare la gente con tranquillità e decidere una volta per tutte il ns futuro magari,se non ne siamo capaci,copiare semplicemente quello che hanno fatto in altre nazioni

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    Salvetti Stefano says:

    Scusi I suoi cugini non hanno colonizzato i litorali come da noi. Qui 80 % alle concessioni. Da loro strutture decirise e amovibili, spiagge libere., da noi salve alcune realtà siamo all frutta. L’icongruita dei canoni demaniali, circa 110 milioni per circa 25000. concessionario.Spiagge bene pubblico, quindi si torni ad un 50% libere, poi fatte gare creando consorzi,indennizzi, bandi con punteggi inserendo socialità. Ovvio durata in base ad investimento ma non ad libitum. E cani adeguati.

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    L’unione europea in questa emergenza sanitaria ci ha dimostrato che non è altro che una dis-unione europea in cui ciascuno fa i propri interessi economici e cerca di fregare gli altri. Vogliono sottrarci le nostre aziende. Il governo si deve svegliare. Le aziende si comprano non vanno all’asta. L’azienda va all’asta se è fallita e noi non lo siamo.

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    Il demanio come già detto è un bene comune che vien dato in CONCESSIONE quindi nn e un diritto acquisito in modo permanente.
    La la stessa legge prevede che la attività concessosmria nn deve essere primaria di sostentamento.
    Avete firmato l’atto sapendo che durava in un limite. Bolkstein o no scaduta deve essere tolta e sare anche ad altri il diritto di utilizzare il. Bene comune. Poi i giuridici, professori ce ne sono anche con idee contrarie a quella espressa nelle 24 pagine.

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    Ciro Andolfi says:

    1. I risultati di questo sondaggio li trovo assolutamente inattendibili e non riflettono affatto il reale pensiero dei balneari in quanto la formulazione stessa delle domande prevedeva “opzioni” di risposta e non di esporre la propria in maniera compiuta.
    2. Io, concessionario di 1500 mq. di spiaggia attrezzata, SENZA OPERE IN CEMENTO ma al 100% amovibili in un contesto dove al massimo regime riesco a lavorare 30 giorni l’anno solamente non posso essere accorpato ai lidi romagnoli dove manca solo l’albero per essere un vero e proprio villaggio turistico e quindi essere coinvolto coi pertinenziali.
    3. Qui il problema è solamente politico!!! Ma se perfino il Sig. Bolkenstein ha avuto modo di dire che i governanti italiani non sanno leggere e vedono lucciole per lanterne, e che niente ha da vedere l’interpretazione italiana con quanto da lui proclamato e scritto!!!!
    Se spagnoli e portoghesi… Che evidentemente sanno leggere meglio dei nostri politici, hanno fatto quel che han fatto SENZA NESSUNA OBIEZIONE O INFRAZIONE EUROPEA…..Beh…..ditemi voi se la cosa non ha fondamento politico!!!
    Quindi finiamola con sti sondaggi e sciocchezze fuorvianti, con tutti sti dibattiti, convegni e minchiàte POLITICHE.
    4. SI DEVE ANDARE A BRUXELLES E SEMPLICEMENTE OTTENERE INAPPLICABILITÀ DELLA BOLKENSTEIN ESATTAMENTE COME SPAGNOLI E PORTOGHESI. PUNTOOOO.
    5 LA domanda:
    Perché ciò non avviene???
    o davvero dobbiamo pensare che i nostri politici sono degli asini senza licenza elementare….oppure che gli interessi POLITICI sono più forti della categoria balneare tutta.
    Basta dunque con questo e quello!!!
    C’è niente da discutere ne qui né al parlamento ca…o!!!
    SOLAMENTE RICHIEDERE SEMPLICE PARI OPPORTUNITÀ EUROPEE.

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