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Sid, applicazione lontana. La Liguria lo ha già disertato

Il fatidico Sistema informativo demanio non riesce a essere applicato: è troppo complesso e costoso. La Regione Liguria ha inviato ai suoi Comuni una circolare per differirne l'adempimento.

La Regione Liguria ha deciso di differire l’adempimento del Sistema informativo demanio (Sid), il discusso sistema informatico per trasmettere i dati delle concessioni demaniali marittime.

Con una lettera inviata ieri ai funzionari di tutti i Comuni costieri (clicca qui per leggerla), il dipartimento demanio marittimo della Regione Liguria ha informato i responsabili delle amministrazioni comunali che il coordinamento tecnico delle Regioni considera il Sid obbligatorio solo per i dati utili ai fini dell’anagrafe tributaria. Questo in quanto, non essendo stati sottoscritti i protocolli d’intesa previsti decreto legge 112/1998, non esiste ancora, a carico dei concessionari, l’obbligo di segnalare attraverso modelli informatizzati tutti i dati inerenti le concessioni. A meno che – precisa la Regione – le singole amministrazioni comunali decidano di rendere localmente obbligatoria tale procedura.

Il Sistema informativo demanio è un discusso e sofisticato sistema di rilevazione informatica dei dati topografici costieri, attraverso il quale lo Stato intenderebbe sostituire, nei rapporti burocratici, la tradizionale modalità di raccolta e classificazione dati, realizzata attraverso triangolazioni a terra, con un’altra tecnologicamente più avanzata che ne consenta il trattamento informatico (maggiori approfondimenti in questo articolo e nella pagina del sito del ministero delle infrastrutture).

Ad oggi il Sid, che è già costato ai contribuenti circa 175 milioni di euro, non ha mai funzionato a causa di gravi carenze strutturali che hanno portato l’Agenzia delle entrate a rimandarne continuamente l’entrata in vigore. Infatti, ancora non esistono la possibilità di integrazione satellitare dei dati e l’esatta sovrapponibilità tra i dati acquisiti attraverso le nuove metodologie e quelli ottenuti attraverso rilievi tradizionali. Inoltre, per il corretto funzionamento del Sib occorrerebbe un’elevatissima e specialistica qualificazione professionale per la gestione, a livello locale, dei dati raccolti. Tale onere ricadrebbe esclusivamente sui Comuni, mentre il costo della rilevazione sarebbe a totale carico dei concessionari demaniali marittimi. Entrambi i soggetti non sono economicamente in grado di affrontare questo costo, mentre lo Stato, dopo avere qualificato il Sid come unico strumento per la gestione amministrativa dei beni demaniali marittimi, ha sempre evitato di gestire direttamente il servizio e, fino al 28 marzo 2011, si avvalso del Consorzio Generale per l’Informatica. Quando tale rapporto integrato di gestione è venuto meno, il servizio è passato sulla carta al ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

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