Fiba-Confesercenti Sib-Confcommercio

Sib-Fiba: “Amareggiati per esito prime gare su spiagge Jesolo”

I presidenti delle associazioni di categoria Capacchione e Rustignoli: "I grandi capitali si sono appropriati di ampissime porzioni di arenile"

«L’esito delle prime gare e delle procedure selettive per l’assegnazione delle concessioni nel Comune di Jesolo, in Veneto, ci lascia amareggiati». Lo affermano in una nota congiunta Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, e Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti. Il riferimento è in particolare a un lotto di tre concessioni aggiudicato da una società riconducibile a Mario Moretti Polegato, titolare della nota azienda di scarpe Geox, in cordata con l’imprenditore balneare Alessandro Berton, presidente di Unionmare Veneto.

«È inaccettabile che il futuro economico del sistema turistico balneare sia affrontato in maniera così superficiale», continuano i presidenti delle due associazioni di categoria. «Dietro le imprese ci sono altrettante famiglie che, da anni, investono e che hanno come unica fonte di reddito quella che deriva dalla gestione dell’attività balneare. Un valore sociale importante».

Quella di Jesolo, proseguono Capacchione e Rustignoli, è «un’operazione affrontata senza prendere minimamente in considerazione i giusti principi delle procedure di evidenza pubblica. Il risultato è che i grandi capitali si sono appropriati di ampissime porzioni di arenile procedendo, fra l’altro, nettamente in contrasto con quanto prevede la legge 118/2022 attualmente vigente, voluta dal governo Draghi: garantire la massima tutela delle concessioni medio-piccole, prevedendo il principio dell’indennizzo con il riconoscimento del valore dell’impresa».

«Ora bisogna fare il possibile affinché questa distorsione delle procedure applicata in Veneto possa verificarsi altrove, evitando che le amministrazioni periferiche avviino gare nell’assegnazione delle concessioni vigenti con queste modalità», concludono i presidenti di Sib e Fiba. «Occorre aprire un tavolo tecnico; inoltre chiediamo al governo di emanare in tempi rapidi un provvedimento per dare certezze e mettere in sicurezza le imprese: non possiamo più perdere altro tempo, non si può mortificare un sistema imprenditoriale. È necessario garantire continuità di lavoro a decine di migliaia di aziende prevalentemente a conduzione familiare che, fino a oggi, hanno sempre confidato nelle leggi dello Stato. Auspichiamo perciò che si possa trovare, quanto prima, un nuovo punto di equilibrio in quel patto fiduciario di lungo corso fra concessionari e Stato, per ridare dignità e risposte a un comparto fondamentale per l’economia italiana».

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