Rimini, l’unione di due stabilimenti per una nuova offerta balneare

Sostenibilità ambientale, innovazione dei servizi e ottimizzazione degli spazi. Sono i tre concetti-chiave che hanno guidato il processo di unione di due stabilimenti balneari di Rimini nord, i bagni 74/A e 75 in località Torre Pedrera, che hanno deciso di diventare un’unica realtà.

puliscispiaggia

Il progetto-pilota di cui mostriamo i rendering, approvato nei giorni scorsi dal Comune di Rimini, prevede il completo rinnovamento architettonico e strutturale dei due stabilimenti balneari, attraverso un processo di accorpamento e rivisitazione dei manufatti al fine di aprire la visuale sull’orizzonte del mare e migliorare l’offerta estetica e di servizi.

I due stabilimenti hanno attualmente la tipica morfologia e organizzazione dei classici lidi romagnoli sorti negli anni ’60, essendo costituiti da strutture in muratura che compongono una sorta di barriera tra la spiaggia e il lungomare. Al termine del processo di totale unione e ristrutturazione, invece, i bagni 74/A e 75 costituiranno una linea sinuosa e in armonia con l’ambiente circostante, oltre a ospitare una nuova area verde nel cuore della spiaggia.

pouf Pomodone

Nell’area verde saranno collocati i giochi per i bambini e due campi da ping pong, mentre nell’area sabbiosa sarà realizzato un campo da beach volley. Inoltre, lungo il percorso pedonale saranno posizionate panchine e punti luce a terra con caratteristiche pensate per limitare l’inquinamento luminoso e capaci al contempo di garantire un’adeguata illuminazione. Infine, le strutture di servizio saranno accorpate in modo da compattare i volumi, oltre a essere dotate di pannelli fotovoltaici per la fornitura di acqua calda destinata alle docce. Altro dettaglio importante è che l’area destinata all’ombreggio prevede uno spazio di 18 metri quadri per ogni ombrellone, al fine di aumentare il comfort e la privacy degli ospiti.

Il progetto è stato realizzato seguendo le indicazioni del Piano dell’arenile del Comune di Rimini, che in linea con il rivoluzionario progetto del “Parco del mare“, ha incentivato gli stabilimenti ad accorparsi e rinnovarsi per aggiornare l’offerta turistica balneare, ancora legata a strutture vetuste.

«Si tratta di un progetto coerente nel disegno e nella filosofia con quelli già realizzati negli ultimi anni a Rimini nord, dove sono già diversi gli operatori che hanno scelto di investire nella spiaggia anche cogliendo le opportunità e gli stimoli generati dal Parco del Mare, anche grazie alla proprietà privata degli stabilimenti balneari», commenta l’assessora al demanio del Comune di Rimini Roberta Frisoni. «Dal 2018 a oggi da Rivabella a Torre Pedrera sono stati almeno otto i progetti avviati e completati, tra accorpamenti e singoli stabilimenti, coinvolgendo una dozzina di spiagge; inoltre ce ne sono almeno altri cinque in fase di istruttoria e pronti a partire. Un dinamismo che testimonia che c’è la predisposizione, da parte di molti operatori del settore, di scommettere sulla rigenerazione del prodotto balneare, seguendo le nuove esigenze dei fruitori e la nuova attenzione alla sostenibilità, all’ambiente e al benessere. Uno sviluppo inevitabilmente frenato però dall’incertezza che oggi regna sull’intero comparto, per via dell’infinito gioco di rimpalli e rinvii sulle concessioni demaniali che finisce per danneggiare tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividilo!

Facebook
Twitter
WhatsApp
Email

L'autore

  1. Proprietà privata,quindi non attività a tempo….si investe tanto e bene.
    Attività atempo si investe il minimo richiesto e poi giù arecuperare l investimento in tutti i modi possibili

    • probabilmente questi iprenditori pensano di vincere il bando anche sull arenile o che il vincitore del bando sull arenile sia disposto a rinunciare a licenze accessorie di bar e servirsi del locale in proprietà privata. Spero abbiano tutele a me non evidenti.

      • La parte in concessione in quella zona ha una metratura inferiore alla parte privata e senza di essa e le strutture su di essa costruite la concessione di per se è al quanto inutile quindi il risultato dell’evidenza pubblica per questo particolare caso sarà scontato.

  2. Teo Romagnoli says:

    Signori l’ incubo draghiano è finito ed insieme a lui le gare sulla fatica dei lavoratori italiani. Le gare sperate da draghi-griffi (💩) non c saranno mai! Lo stesso cds ora parla di assegnazioni senza gare, il governo (ESPRESSIONE DEL VOLERE DEL POPOLO) non vuole le gare !! Anche perché è una pura follia! Ora prendiamo le pizzerie, oppure le farmacie, oppure gli avvocati.. e lì mandiamo tutti a casa..da domani gente nuova ma, solo per qualche anno.. Al netto degli INVIDIOSI è una
    pura pazzia..

    • Il CdS non parla di assegnazioni senza gare ma dice solo che la gara non è l’unica procedura ad evidenza pubblica possibile. E pizzerie farmacie e avvocati per lavorare e guadagnare non occupano né usano spazi e risorse della collettività.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.