Attualità

Riforma spiagge, Nencini: “Chiudiamo entro giugno”

Il viceministro alle infrastrutture invita gli imprenditori balneari a 'contribuire a una riforma necessaria e inevitabile'

«La priorità del governo è non far perdere il lavoro agli attuali imprenditori balneari, ma occorre restare dentro le direttive europee». Lo ha detto il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, intervenuto ieri alla fiera Balnearia nel corso di un convegno organizzato da Fiba-Confesercenti Toscana in collaborazione con Mondo Balneare, riferendosi all’imminente riforma delle concessioni di spiaggia. «Dopo l’approvazione del disegno di legge lo scorso 27 gennaio – ha aggiunto Nencini – abbiamo tempi strettissimi per chiudere i decreti attuativi, ma contiamo di farcela». Il viceministro – che è anche segretario nazionale del Partito socialista italiano – ha infatti ricordato che la scadenza naturale della legislatura è a inizio febbraio 2018, perciò la partita va chiusa «non oltre il mese di giugno». E se tutto dovesse saltare, «a quel punto non resterà che approvare una norma di salvaguardia regolamentando la legge 296 sull’atto formale».

Il futuro degli stabilimenti balneari per Nencini si basa sui tre princìpi: «La tutela degli investimenti per garantire che i sacrifici degli imprenditori balneari non vadano perduti, l’identità italiana del settore turistico che ha semre funzionato grazie alla sovranità nazionale, e la sintonia con le associazioni di categoria che devono concertare le loro posizioni in un tavolo di lavoro fruttuoso». Per questo, il viceministro ha giudicato positivamente i contenuti del disegno di legge, che com’è noto apre alle evidenze pubbliche delle concessioni balneari dopo un periodo transitorio ancora da definire, ma soprattutto «stabilendo l’importante principio dell’equo indennizzo». Da migliorare, secondo Nencini, resta «il ruolo delle Regioni» che «devono avere la piena possibilità di decidere la durata della transizione» dal vecchio al nuovo regime.

«La politica ha la responsabilità di creare le condizioni affinché il governo attui la riforma nel più breve tempo possibile – ha concluso Nencini – ma anche gli imprenditori balneari devono fare la loro parte nel contribuire a una riforma necessaria e inevitabile».

L’assemblea è proseguita con una tavola rotonda sulla legge regionale toscana che dallo scorso anno permette, agli imprenditori balneari che presentano un piano di investimenti, di ottenere fino a 20 anni di concessione. Un argomento di particolare interesse per i concessionari toscani, dal momento che permette di avere certezza per investire, almeno finché la Corte costituzionale non darà il suo giudizio sulla legge. Il testo è infatti stato impugnato dal governo: «un’azione incomprensibile» secondo l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, «soprattutto perché il governo pochi mesi dopo ha licenziato un disegno di legge con gli stessi princìpi contenuti nella legge toscana». E poi, ha aggiunto l’assessore, «altre regioni hanno approvato testi simili senza che nessuno a Roma di opponesse». Ma l’avvocato Massimiliano Quercetani ha tranquillizzato la platea sui titoli già rilasciati: «Nessuno li potrà toccare, poiché le sentenze operano ex nunc e non ex tunc. Altrimenti l’attuale parlamento sarebbe illegale, dal momento che è stato eletto col “Porcellum” poi dichiarato incostituzionale. A maggior ragione, ciò rende la legge regionale sulle concessioni balneari un’opportunità da cogliere al più presto».

Stando ai dati diffusi dal presidente di Fiba Toscana Fabrizio Lotti, «sono circa 400 le domande sinora pubblicate, e in nessun caso sono arrivate offerte concorrenti. Questo dimostra la bontà di una legge così criticata persino da alcune associazioni di categoria, anche se non rappresenta certo un obbligo per nessuno». L’unica difficoltà, sottolineata da Gabriele Lami di Anci Toscana, è rappresentata da alcune amministrazioni comunali: «Finché c’era il rinnovo automatico era tutto più facile, mentre ora ci vorrebbero dei funzionati che si dedichino esclusivamente alle procedure per le concessioni balneari».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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