Attualità

Riforma spiagge, la responsabilità di Forza Italia: “Pronti al dialogo senza ostruzionismi”

Gli azzurri hanno presentato i loro emendamenti al decreto concorrenza con l'obiettivo di tutelare gli attuali concessionari

Sulla riforma delle concessioni balneari, Forza Italia si presenta con senso di dialogo e responsabilità. Questo il messaggio passato mercoledì scorso durante la conferenza stampa organizzata in Senato dagli azzurri per presentare i loro emendamenti al disegno di legge sulla concorrenza, che tra le altre cose intende disciplinare la riassegnazione delle concessioni demaniali marittime tramite gare pubbliche entro il 2023. Il senatore Maurizio Gasparri lo ha detto chiaramente: «Siamo al tavolo senza nessun ostruzionismo, qui non c’è il fronte della contestazione, ma quello del dialogo». L’obiettivo, ha inoltre rimarcato la vicecoordinatrice del partito Anna Maria Bernini ricordando l’ideologia liberale del partito, «non è quello evitare la concorrenza, bensì di non permettere un’applicazione indiscriminata dei principi concorrenziali che rischia di discriminare una categoria di professionisti che ha generato importanti servizi, offerta turistica e know-how per il nostro territorio».

Resta il fatto che rispetto al 2017, quando Forza Italia dall’opposizione contribuì ad affossare il “ddl Arlotti-Pizzolante” che analogamente voleva istituire le gare delle concessioni balneari, l’atteggiamento del partito di Berlusconi – oggi in maggioranza – appare più costruttivo. Questo non elimina le perplessità degli azzurri sulla materia («La Bolkestein è una direttiva sui servizi mentre le spiagge sono beni – ha sottolineato Gasparri – e le gare dovrebbero essere effettuate solo se la risorsa non è scarsa»); ma al momento le proposte emendative di Forza Italia sono più orientate a migliorare il testo anziché cestinarlo. Insomma, a come evitare del tutto le gare bisognerà pensare in un secondo momento quando le acque saranno più calme, ma nell’attuale fase di emergenza la priorità del settore – alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto le evidenze pubbliche entro la fine del prossimo anno – è quella di istituire alcuni adeguati paracadute per gli attuali concessionari, a partire dal riconoscimento del valore aziendale a carico del gestore subentrante nei confronti di quello uscente in caso di passaggio di mano del titolo.

In questo senso vanno gli emendamenti depositati dai senatori di Forza Italia, che chiedono sì di «verificare la sussistenza della scarsità del bene pubblico e la rilevanza economica transfrontaliera anche ai fini dell’applicazione della direttiva 2006/123/CE», ma anche che «nel caso in cui l’area sia stata già oggetto di concessione demaniale marittima per uso turistico ricreativo, al concessionario uscente spetta un corrispettivo per il trasferimento coattivo dell’azienda ivi insistente, pari al valore commerciale della stessa. A tal fine entro sei mesi dal termine ultimo di durata della concessione, il concessionario in scadenza consegna all’autorità concedente una perizia asseverata relativa al valore dell’azienda, che tenga conto anche dell’avviamento, redatta sulla base di corretti metodi di valutazione aziendale. La consegna dell’area demaniale è condizionata all’avvenuto pagamento del corrispettivo da parte del concessionario entrante».

Ora resta da vedere come e se il governo recepirà queste proposte: il riconoscimento del valore aziendale era infatti presente nella prima stesura del provvedimento, ma poi è stato eliminato prima di trasmettere il testo in Senato. Oltre a Forza Italia, anche Partito democratico e Lega starebbero spingendo per l’inserimento di questa specifica, mentre l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle è più ambiguo. Poche sembrano invece le speranze rimaste per l’irriducibile fronte dei balneari che chiede l’esclusione totale dalle evidenze pubbliche: queste istanze radicali ad oggi sono infatti sostenute solo da Fratelli d’Italia, unico partito all’opposizione.

Per approfondire

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
Seguilo sui social:
  1. Teo Romagnoli says:

    Qualsiasi porcata questo governo partorirà il nuovo governo del 2033 la spazzarà via e si tornerà alla risposta ufficiale del governo del gennaio 2021 che spiega chiaramente che le concessioni balneari italiane ( oltretutto per stessa ammissione del sig. Bolkestein) NON DEVONO ANDARE AD EVIDENZA !

  2. Credo che se venissero accolte le modifiche come quelle chieste da Forza Italia in cui un tecnico nominato dal concessionario uscente stabilisce il valore commerciale cioè limporto che il nuovo concessoonario dovrà corrispondere al vecchio concessionario. E evidente che una tale formulazione serve semplicemente a blindare le evidenze pubbliche a cui oviamente parteciperà solo il cocessionario esistente. Una tale procedura non avrà mai il consenso dalla
    Commisione Europea e sarà disapplicata alla prima occasione dalla Mgistratura amministrativa. L’unica cosa divertente sarà constatare che il valore commerciale della concessoone sarà fissato tra le cinquecento e le mille volte l’importo pagato annualmrnte per la concessione rispetto alle 10 o 20 volte che è il valore di mercato. Siiamo seri se questo è il contenuto meglio dire che la Bolkestein non si applica alle concessioni demaniali evitiamo i costi necessari a bandire le evidenze pubbliche. La vere riforma da fare è di applicare ai Deputati e Senatori il danno erariale come per i consiglieri Comunali. Se fosse stato fatta questa riforma chi ha proposto e votato la cosidetta legge Centinaio che tutti sapevano essere palesemente ileggitima avrebbe pagato di propria tasca milioni di Euro.

  3. Io penso che le gare debbano essere applicate solo alle attività che rientrano in opere pubbliche tipo porti, in cui è stato usato denaro pubblico, cioè di tutti noi, mentre le concessioni di cui parlano sono frutto di investimenti privati, sacrifici debiti, in cui prima non c’era niente , grazie alle capacità imprenditoriali del settore si è arrivati ad una eccellenza invidiata da tutta Europa. E poi io penso che le direttive le debbano dare Grecia e Italia, paesi con più coste in Europa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.