Attualità

Riforma spiagge, imprenditori balneari in stato di allerta

I sindacati nazionali ribadiscono i punti fermi della trattativa: proroga di 30 anni e riordino dei canoni. Annunciata una manifestazione il 10 marzo a Roma per salvare le imprese pertinenziali.

di Alex Giuzio

Continua lo stato di allerta degli imprenditori balneari italiani, che ancora attendono dal governo la presentazione della riforma delle concessioni demaniali marittime. Lo hanno ribadito ieri a Marina di Carrara i sindacati balneari Sib-Confcommercio, Cna Balneatori, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato, riunitisi per il tradizionale convegno in occasione della fiera di settore Balnearia.

La priorità emersa nel corso dell’incontro è di mantenere salda l’esigenza di una proroga di almeno 30 anni per le concessioni balneari e del riordino dei canoni demaniali in maniera più equa e sostenibile. Questi i due punti «irrinunciabili» nella trattativa con il governo, che tramite il sottosegretario all’economia Baretta ha annunciato che la riforma delle spiagge sarà presentata entro marzo. Eppure, pare che le richieste dei sindacati balneari non siano ancora state accolte: per questo, i rappresentanti nazionali degli imprenditori hanno mantenuto lo stato di allerta proclamato lo scorso ottobre nel corso della fiera Sun.

Come ha evidenziato Cristiano Tomei, coordinatore nazionale Cna Balneatori, nel corso del suo intervento, «è necessario che il governo tratti in Europa per l’eliminazione delle ricadute negative della Direttiva Servizi sul settore balneare italiano, difenda ufficialmente e strenuamente la proroga al 2020 approvata dal Parlamento italiano, evidenzi che è possibile sostenere la continuità delle nostre imprese senza evidenze pubbliche, secondo quanto stabilito dalla Carta di Lisbona, dal Trattato di Nizza, dai Considerando 14 e 15 della neo Diretiva concessioni e dalla ancora vigente Legge italiana 113/83 (contratti di locazione per i concessionari). Non abbiamo ricevuto bozze legislative, ma è un diritto delle imprese conoscere la posizione ufficiale del governo e, per quanto mi riguarda, sono disposto a confrontarmi e collaborare con l’esecutivo laddove ci sia dall’altra parte la volontà a rapperesentare in Europa le nostre ragioni. In caso contrario, credo sia irrinunciabile indire una manifestazione sindacale unitaria, pacifica e democratica, di tutte le imprese balneari».

Inoltre, secondo i sindacati balneari è più che mai urgente sospendere il pagamento dei canoni pertinenziali, che hanno colpito circa 250 imprese balneari sull’orlo del fallimento a causa dell’errata applicazione dei valori Omi. Questo punto è stato approvato sotto forma di ordine del giorno dai direttivi nazionali di ogni sindacato, e poi presentato all’assemblea unitaria dei balneari. Per leggere l’ordine del giorno con le richieste dettagliate dei sindacati in merito al riordino dei canoni, clicca qui.

Saltato a sorpresa l’ennesimo tentativo di salvare i pertinenziali, questa volta con un emendamento al decreto Milleproroghe che sembrava in fase di approvazione e invece è stato bocciato all’ultimo (leggi notizia), i sindacati balneari hanno proclamato per martedì 10 marzo un presidio nazionale a Roma per chiedere un’immediata soluzione a questa annosa e grave situazione.

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