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Riforma spiagge, Gozi: ‘Soluzione condivisa da portare in Ue’

Il sottosegretario a Cesenatico: 'Stiamo lavorando a un ddl che contenga le richieste delle associazioni balneari, per poterlo difendere tutti insieme'

di Alex Giuzio

«Più saremo in grado di trovare una soluzione condivisa con tutti gli imprenditori balneari, più saremo efficaci nel difendere il nuovo disegno di legge prima in parlamento italiano, poi in Unione europea». Lo ha ripetuto più volte il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi, che lo scorso sabato ha partecipato a un incontro pubblico organizzato dalla Cooperativa bagnini Cesenatico e dal candidato consigliere regionale Enzo Baldazzi (Pd). «Sarei disonesto se vi promettessi che possiamo ottenere tutto, ma sono pronto a occuparmi di questo negoziato per ottenere il massimo», ha aggiunto Gozi, che ha tentato di rispondere a tutte le numerose domande dei presenti durante un incontro molto teso e partecipato.

Secondo quanto è emerso durante l’assemblea, il governo non ha alcuna fretta di varare la riforma delle concessioni demaniali: «Al contrario di quanto era stato annunciato in precedenza, nessun disegno di legge sarà presentato a novembre – ha dichiarato Gozi – perché la materia è complessa e richiede di essere affrontata con le dovute tempistiche».

L’«ipotesi sdemanializzazione» è ancora sul tavolo della trattativa sulla riforma delle concessioni balneari, così come la proroga lunga chiesta dalle associazioni di categoria. Il sottosegretario Gozi si sta occupando di questi temi insieme al collega Pier Paolo Baretta. «Lo scorso martedì – ha raccontato – i vostri rappresentanti nazionali per la prima volta, almeno nella mia esperienza, hanno esposto delle richieste chiare e definite». Vale a dire, un periodo transitorio di almeno 30 anni per le concessioni dove insistono le attuali imprese, l’alienazione con diritto di opzione delle porzioni di demanio marittimo che hanno perso la natura pubblica, il riconoscimento del valore di mercato delle imprese balneari e una rideterminazione più equa dei canoni. «Io mi sto occupando – ha spiegato Gozi – della compatibilità con il diritto europeo, che è la questione-chiave: occorre verificare se Bruxelles approverebbe le evidenze pubbliche immediate per le porzioni di costa ancora libere, e parallelamente la cospicua proroga richiesta per le aree già in concessione, come ipotizzato dai sindacati balneari». La parte di lavoro di Baretta, invece, è concentrata sulla sdemanializzazione e sul ridisegno dei canoni.

Gozi si è dimostrato un interlocutore preparato e attento alle istanze degli imprenditori: «Con l’abrogazione del rinnovo automatico delle concessioni demaniali, si è perso il legittimo affidamento delle imprese balneari. Non è possibile applicare il modello spagnolo all’Italia, perché i sistemi sono molto diversi, ma è possibile far valere le stesse giuste ragioni che hanno portato alla definizione di questo modello spagnolo, per riottenere il legittimo affidamento anche nel nostro paese». Gozi si riferisce alla recente riforma della Ley de Costas, che ha portato a una proroga di 75 anni delle concessioni costiere spagnole. «Sono convinto di questo – ha aggiunto il sottosegretario – tanto che ho insistito per prenderci più tempo per legiferare in materia, con l’obiettivo di valorizzare al massimo le vostre imprese, ma senza trasformarle in proprietà privata, perché ciò non sarebbe possibile davanti all’opinione pubblica».

Gozi ha anche smentito le voci su un immediato ridisegno dei canoni, come richiesto soprattutto dai concessionari pertinenziali: «Anche questa questione sarà inclusa nel disegno di legge generale». I circa 300 imprenditori che sono stati colpiti dall’applicazione degli spropositati valori OMI, vedendo incrementare i loro canoni fino al 500%, dovranno purtroppo ancora aspettare.

Una riga anche sopra alle voci che vedevano Gozi contrario alla proroga delle concessioni al 2020, disposta da Monti. Il sottosegretario ha semplicemente spiegato che «la proroga al 2015 era stata concordata con l’Unione europea, mentre quella al 2020 no. Ma nulla vieta che questa sia riconosciuta», anche perché finora è valso il principio del silenzio-assenso. E in ogni caso, la maggior parte delle concessioni è già stata posticipata ufficialmente al 31 dicembre 2020 dalle varie amministrazioni comunali: negarla oggi significherebbe creare un vero caos giuridico, come ha fatto notare Enzo Monachesi, presidente Sib Marche, durante l’incontro.

«Intendiamo arrivare in parlamento con una soluzione condivisa – ha concluso Gozi – in modo da difenderla al meglio. Questo è un impegno che riguarda anche gli imprenditori: identificare un disegno di legge condiviso è la strada giusta, anche se ovviamente tortuosa. Credo che abbiamo fatto molti passi avanti negli ultimi mesi, e confido che arriveremo insieme al traguardo».

Ora agli imprenditori balneari non resta che dare fiducia ai due sottosegretari: le alternative appaiono più difficili, e con Gozi e Baretta sembra quantomeno di confrontarsi con due interlocutori preparati, e si spera anche credibili. Utilizzare gli argomenti giusti, senza polemiche e senza discorsi vuoti, ha finalmente prodotto dei risultati concreti che prima d’ora non erano arrivati.

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