Norme e sentenze

Riforma spiagge fra professionalità e concorrenza, i dubbi dell’Anac

L'Autorità anticorruzione sul servizio analogo che garantisce maggiore concorrenza

Il tema delle concessioni demaniali marittime è ormai da un anno al centro dell’attenzione pubblica. Il disegno di legge sulla concorrenza approvato il mese scorso in via definitiva (legge 5 agosto 2022, n. 118) è stato frutto del lavoro svolto dall’uscente legislatore che, messo alle strette dalle note sentenze gemelle dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato di novembre 2021, ha tentato di disegnare una disciplina unitaria per l’assegnazione delle concessioni in esame tramite il meccanismo delle procedure di selezione a evidenza pubblica. Ma la disciplina, a ben guardare, deve prendere ancora forma. Il riordino delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive è stato infatti affidato al governo che, nei prossimi sei mesi, dovrà adottare uno o più decreti legislativi che andranno a strutturare concretamente, e dunque a completare, l’impianto dettato dalla legge sulla concorrenza. Tale termine di sei mesi per l’emanazione dei decreti legislativi non è tuttavia perentorio: l’adozione dei decreti che completeranno la disciplina, dunque, potrebbe arrivare anche dopo la prossima estate. Non è da escludere, peraltro, che tali decreti verranno adottati dal prossimo governo con un contenuto “innovativo” o comunque di segno differente rispetto all’impianto dettato dalla legge sulla concorrenza, a seconda della maggioranza politica che andrà a comporre l’esecutivo.

Per ora ciò che è certo è che, diversamente dall’adunanza plenaria che ha indicato come termine ultimo di efficacia delle concessioni balneari il 31 dicembre 2023, indipendentemente dal soggetto subentrante o meno, il legislatore ha previsto la possibilità di prorogare ulteriormente le concessioni, con atto motivato, comunque non oltre il 31 dicembre 2024. Ciò significa che qualora il governo non dovesse adottare tali decreti legislativi in tempo utile per bandire le gare, si determinerebbe un vuoto normativo tale da rendere inattuabile il disegno riformatorio introdotto dalla legge sulla concorrenza, con la possibile conseguenza di una proroga “forzosa” di tutte le concessioni in essere al 31 dicembre 2024. Ma un eventuale ritardo nella tabella di marcia determinerebbe delle gravose conseguenze, in termini di incertezza, non solo in capo ai concessionari uscenti e futuri, ma anche a tutte le amministrazioni comunali che dovranno districarsi nella redazione di decine e decine di bandi.

In mancanza di una puntuale e tempestiva definizione di criteri uniformi da parte del governo, i Comuni potrebbero incorrere in eventuali errori ed essere così maggiormente esposti a possibili ricorsi giurisdizionali. Le difficoltà, come è evidente, sono molteplici sia per gli operatori che per le amministrazioni. A testimonianza di ciò, di recente l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) si è espressa con il parere precontenzioso n. 347 del 20 luglio 2022 proprio su un’istanza presentata dal Comune di Finale Ligure avente a oggetto una gara per l’affidamento in concessione del servizio di gestione di tre spiagge libere attrezzate in concessione demaniale marittima. Il fattore scatenante della richiesta di parere riguarda l’interpretazione del requisito di capacità tecnico-professionale consistente nell’aver “gestito in forma imprenditoriale per almeno una stagione balneare nell’ultimo triennio 2019-2021 uno stabilimento balneare, una spiaggia libera od una struttura balneare assimilabile” prescritto dal disciplinare di gara. Uno dei concorrenti dichiarava di possedere detto requisito, sostenendo di avere gestito un ostello e che tale attività potesse ritenersi assimilabile allo stabilimento balneare, in virtù di analogie che entrambe le attività avrebbero: secondo la società concorrente, sia lo stabilimento balneare che l’ostello sono strutture turistico-ricettive ed entrambe le tipologie di strutture sono dotate di servizio di ristorazione e bar.

In disparte i richiami giurisprudenziali, al fine di ricostruire il concetto di “servizio analogo” e di “fornitura analoga”, il punto cruciale del parere è che secondo l’Anac, nelle concessioni concernenti i servizi balneari servono più concorrenza e meno criteri rigidi e restrittivi. Questi ultimi, secondo l’Autorità anticorruzione, sono spesso causa del mantenimento di oligopoli e di rendite di posizione per alcuni concessionari. Nel sostenere, dunque, che l’esclusione di operatori economici qualificati, ma che non hanno mai gestito una spiaggia, crea collusione con gli operatori economici “storici”, producendo minori profitti per le amministrazioni comunali (derivanti dai canoni concessori) e servizi meno efficienti, l’Anac giunge ad ammettere che un’attività non perfettamente assimilabile al servizio oggetto di affidamento o comunque che non rientri nelle attività balneari (nella specie, un ostello) può costituire un servizio analogo a quello della gestione balneare delle spiagge e, dunque, legittimare la partecipazione dell’operatore economico che lo ha gestito anche a una procedura di gara avente a oggetto la gestione delle spiagge.

Se da un lato, dunque, l’Anac promuove una maggiore concorrenza nelle concessioni balneari, dall’altro il legislatore, nell’intento di apprestare una certa tutela alla posizione del concessionario uscente, ha ritenuto che nei criteri da definire per la scelta del concessionario – specificati all’articolo 3, comma 2 della legge sulla concorrenza – dovrà essere valorizzata e adeguatamente considerata la posizione dei soggetti che, in buona sostanza, hanno storicamente operato in questo settore esercitando la propria attività di impresa, quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare, nei limiti che verranno definiti nelle rispettive procedure.

È evidente che la questione potrà essere risolta unicamente sollecitando l’adozione dei decreti legislativi da parte dell’esecutivo: si tratta di una necessità non solo per coloro i quali attendono di conoscere le sorti delle proprie attività storiche – ovvero i concessionari uscenti – ma anche per gli enti comunali che dovranno gestire gli affidamenti delle future gare. Resta da vedere quando e come il nuovo contesto politico e parlamentare che si verrà a determinare agirà su questo tema scottante.

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Rosamaria Berloco

Avvocato in amministrativo e civile, formatrice e co-founder di Legal Team.
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  1. Aggiungo che l’anac ha anche già più volte scritto che il riconoscimento della professionalità non può essere ostativo alla concorrenza tanto che nelle linee guida consiglia di attribuire non più di 10 punti su 100…bene che apra anche ad altre professionalità legate al turismo per cui gelaterie, bar, ecc. potranno partecipare ai bandi.

    • Lorenzo Pinto says:

      Fa benissimo l’Anac a intervenire.
      Chiunque abbia avuto un minimo di esperienza in un settore commerciale retail o di servizi al pubblico, è perfettamente idoneo ad imparare a gestire un’attività di balneazione.
      Come chi ha fatto il balneare fino ad ora può tranquillamente imparare a condurre altro tipo di attività commerciale retail o di servizi al pubblico.
      Basta con queste sciocchezze strumentali in cui ci sono categorie che si sentono depositarie della “sacra arte” della loro professionalità: si tratta di gestire una spiaggia per 3 o 4 mesi l’anno, non di mandare avanti un’industria.
      La gente normale cambia mestiere anche più volte nel corso della vita, e quello che non si sa fare si impara a farlo, magari anche meglio, perché le molteplici esperienze spesso arricchiscono la professionalità.

      E che cavolo, pare che solo loro hanno lavorato e sanno lavorare…
      Ridicoli…

      • Ti aspetto in spiaggia da maggio ad ottobre senza sabati domeniche riposi settimanali, e poi ti aspetto da ottobre a novembre per lavare e risistemare il tutto per la prossima stagione e da marzo si riinizia a ripreparare il tutto per il 1 maggio, almeno così funzione dove ho io la concessione visto che non abbiamo possibilità di lasciare nulla delle nostre strutture in spiaggia.
        Tieniti il tuo lavoro in ufficio è più tranquillo 14 stipendi sicuri ferie sicure permessi malattie, se invece ti piace fare il balneare ben venuto tra noi e in bocca al lupo facilone.

          • Lorenzo Pinto says:

            Lei è talmente ignorante che non riesce a scrivere neppure una frase in italiano.
            Stia tranquillo, i soldi non mi mancano, se volessi rilevare un’attività come la vostra, anche senza aste.
            Piuttosto, non siete voi balneari che vi lamentate sempre di essere “poveri”?
            Ahahahahahahahahaha…

        • Lorenzo Pinto says:

          Vai tu a piuttosto a gestire un’impresa commerciale come fanno milioni di italiani 6 giorni a settimana su 7, 12 ore al giorno per 340 giorni l’anno…
          Ti ci voglio proprio vedere.
          Troppo bene siete stati abituati.

      • Lei ha veramente capito cosa vuol dire fare ì balneare hahaha io ad esempio il primo commento lo fatto alle 06.00 di stamattina dopo un ora e mezza di lavoro. Detto questo penso che già il 50 % dei pretendenti li abbiamo perso. Sei un povero illuso.

    • Certo mettiamo i balneari a farei gelati e gelatai a fare i balneari, così elimineremo una volta per tutti i vari corsi hccp corsi di primo soccorso, corsi di salvataggio obbligatori ecc ecc. Direi di più mettiamo un laureato in matematica ad insegnare lettere!!!All’arrembaggio!!!! Che genio sto Dario.

  2. Non vedo contrasti , anzi l anac fa riferimento alla circostanza che per le gare debbano essere prese in considerazione aziende che operano in settori analoghi , e non settori identici che in tal caso limiterebbero la concorrenza

    • certo Carlo,io so fare le fotocopie e allora faccio il ministro, il mio bagnino in termini di soddisfazione della clientela ha trombato una turista e partecipa al bando neanche io vedo contrasti. I contrasti riescono a farli vedere bene ai politici i farmacisti i notai i taxisti ecc.

      • Lorenzo Pinto says:

        E che pretenderesti, che le concessioni vadano esclusivamente a chi faceva il balneare?
        Come se ad esempio, chi non ha mai venduto generi alimentari o non ha mai fatto il tabaccaio o il barista, fosse impedito a farlo…
        A bello, ma che te credi, che il tuo sia una di quelle professioni commerciali che non si riesca ad imparare come qualunque altro a questo mondo?
        Sai quanti ce ne sono di lavori nel commercio e nei servizi che sono ben più complessi di gestire una spiaggia per tre mesi l’anno?
        Ma fatela finita, va’…
        Sembra davvero che nella vita il “mazzo” ve lo siete fatti solo voi…
        Ridicoli…

        • a lorenzo il ridicolo sei tu e pure tanto.l invidia ti corrode e fatti un bagno d umilta’ quando parli di persone che hanno intrapreso onestamente rispettando le regole dello stato un attivita’come la nostra… lo potevi fare anche tu come noi questo lavoro invece di ragliare sempre e continuamente sul portale ..tutti bravi a parlare….il tuo caro draghi e i suoi seguaci hanno finito ricattare e vendersi il paese e domani ve ne accorgerete……..vedrai che fine faranno 5m pd calenda renzi e l agenda draghi( il cesso e’ la cosa piu’ indicata) il 25 settembre..,.siamo sull orlo di una guerra civile e tu ancora che parli di spiagge…gente che chiude attivita ogni giorno grazie al coglione di draghi e le sue sanzioni farlocche alla russia e tu parli di spiagge? ma questo dittatore ha mai chiesto a noi italiani che ne pensiamo?col cazzo che lo ha fatto….ma lo sai che l eni ha sede legale in olanda e ha un contratto per 10 anni con la russia? lo sai chi sono i suoi azionisti e perche’ il prezzo del gas e energia non cala? e tu scrivi delle spiagge,?a bello ma dove vivi? e il mazzo noi c e l ho facciamo anche l inverno perche’ finita la stagione ci dobbiamo trovare un lavoro….quindi finiscila di parlare come se tu fossi il messia entrando in argomenti che non conosci neanche… la professionalita in questo settore e’ la cosa principale e cio dimostra che tu non sai neanche di cosa si stia parlando….

          • Lorenzo Pinto says:

            Chi continua a parlare penosamente di “vostri diritti acquisiti” in mezzo a questa guerra civile siete voi.
            Vedrete quanto tempo avrà la vostra “Giorgia” da dedicare alla difesa vostri privilegi, con un intero Paese al collasso.
            Poveri illusi…

            • Lorenzo Pinto says:

              Faccio un’ulteriore precisazione: a me di quel “vile affarista” di Draghi, come aveva ben detto Cossiga, non frega NULLA.
              Le concessioni balneari andavano già messe all’asta decine di anni fa, Draghi o non Draghi.

        • Andrea_quello_normale says:

          Sai chi è il ridicolo? Tu. Quello che fa tutto facile quando si parla dei lavori degli altri, senza averlo mai fatto. Ma che cazzo ne sai tu? Sarai un nullafacente senza arte ne parte, o dai discorsi che fai una semplice pedina in qualche carrozzone pubblico, di quelle che non ti accorgi se c’è o non c’è. E vuoi parlare del lavoro degli altri. “Che ci vuole? Tre mesi all’anno? Che vuoi che sia?” E non pensi che magari ci sono stabilimenti che fatturano qualche milione di euro all’anno, credi sia facile? Ci pensa Pinto il fenomeno? In una settimana impari tutto e vai a regime? Ma vai a cagare e ringrazia il signore se c’è qualcuno che ti dà uno stipendio pover uomo

          • Lorenzo Pinto says:

            A cagare vacci tu, e chi ti è caro, io non sto a stipendio, ho sempre investito soldi e fatica, esattamente come voi.
            Un milione di euro erano esattamente i ricavi (lordissimi) della mia tabaccheria, che come tutte le concessioni di quel genere si riducono a molto meno di un decimo.
            Sai cosa vuol dire gestire 1 milione di euro non tuoi, che non ti imboschi, magari in nero come fate spesso voialtri, ma che custodisci per conto dello Stato?
            Vai, vai, bello de casa, che troppo bene siete stati abituati e ormai ve credete stocavolo…

        • Lorenzo Pinto…. se pensa che gestire uno stabilimento balneare sia lavorare tre mesi l’anno ha già fatto capire che non sa una mazza della gestione, ma le interesserebbe prenderla… a differenza sua anche se non so che tipo di lavoro lei svolga, io mi documenterei prima di intraprendere altre strade professionali…. aggiungerei un’altra cosa…. puó anche eseere giusto andare alle aste, ma ricordatevi che la maggior parte di queste aziende all’inizio erano 4 pali ed un canniccio ed adesso fanno gola solo perchè qualcuno con il lavoro ha saputo valorizzarle… questo valore aggiunto si chiama valore aziendale ed in ogni posto del mondo è ben riconosciuto.

        • Lorenzo Pinto altro genio che dice: “lavorate tre mesi all’anno”, dimostrando che non ha capito nulla del nostro lavoro, forse lui arriva alle 09 del mattino quando il balneare fa già la sua seconda colazione anzi merenda e si appresta a ricominciare un altro lavoro e cioè quello di ricevere con il sorriso i suoi clienti…. sabato e domenica compresi. Per fortuna la nostra clientela quella vera che lavora come noi a volte più di noi ci capisce e ci stima a differenza di certe persone che scrivono per riempire la giornata visto il poco lavoro che svolgono.

          • Lorenzo Pinto says:

            La mia tabaccheria per 10 anni era operativa dalle 7 del mattino alle 8 di sera, caro lei. E non per 3 o 4 mesi l’anno, ma per 6 giorni su 7 per 11 mesi consecutivi.
            Ora lavoro per un consorzio di agenzie turistiche in giro per il mondo, e non ho orari. Posso lavorare anche 48 ore consecutive, se serve ai viaggiatori.
            Siete stati abituati troppo bene, cari miei.

  3. carlo pizzulli says:

    il fatto che è necessario tutelare il soggetto la cui concessione sia una fonte prevalente di reddito non stride con la circostanza che possono,anzi debbono partecipare alle gare ,anche soggetti che svolgono attività analoga.

    Diversamente,ovvero ammettendo alle gare solo i concessionari del demanio marittimo,ci troveremmo nella situazione precedente la riforma!

  4. Ma certo Carlo…. Mettiamo sullo stesso piano di un balenare di esperienza chi oggi gestisce un negozio di frutta e verdura oppure chi fa il giardiniere…. Anche il giardiniere in fin dei conti usa il rastrello come un bagnino ed un verduriere sta dietro ad un banco come un gestore di uno stabilimento. D’altronde in un paese dove negli ultimi anni è prevalso il motto che “uno vale uno” (Cinque Stelle) o che abbiamo avuto come Ministro del Lavoro un tizio che non ha lavorato in vita sua neppure un giorno….. che problema c’è?? Cani e porti tutti eguali in un bando di assegnazione di una concessione demaniale. Questo è il principio di chi non ha mai lavorato e pertanto non sa proprio di che si sta parlando.

    • Lorenzo Pinto says:

      No, io non metterei sullo stesso piano chi gestisce per tre mesi l’anno un pezzo di spiaggia, con chi ad esempio ha un negozio di frutta e verdura da tenere aperto tutto l’anno, che deve rifornire tutti i giorni con merce idonea, spesso comprando prodotti ad orari antelucani ai mercati generali, controlli serrati sia fiscali che qualitativi, molteplici adempimenti burocratici riguardanti sia la pubblica salute sia l’aspetto commerciale, un padrone delle mura a cui pagare lauti affitti e fatture energetiche notevoli sia per garantire l’accoglienza del cliente che il mantenimento della merce, più la cura del corretto smaltimento dell’invenduto.
      Indubbiamente, il lavoro di fruttarolo se non più complesso di quello di balneare, certamente non lo è meno.
      Senza considerare l’impegno complessivo del primo, assai più gravoso ed i ricavi medi nettamente inferiori al secondo.

      Se dovessi azzardare un’ipotesi, sul principio di “uno vale uno”, direi che se il balneare vale 1, il fruttarolo vale 5, e se ha risorse e volontà sufficienti, può tranquillamente aspirare a partecipare ad un’asta per la concessione di una spiaggia.

      E fatela finita, voi balneari con questi discorsi ridicoli. Chiunque, che non sia un totale sprovveduto e abbia minime facoltà mentali, può imparare in un tempo ragionevolmente breve a fare il vostro mestiere.
      Siete voi che probabilmente trovereste difficoltà ad imparare a farne un altro, anche il fruttarolo.

      • lorenzo stai facendo esempi idioti….io l inverno mi occupo di ortofrutticoli,..,.i tuoi cosiddetti adempimenti burocratici non sono neanche la meta di quello che subiamo noi come balneari e i tuoi 3 mesi sono sei sette……fai altro nella vita che e ‘ meglio…se poi vuoi venire nel mio stabilimento ( ti ospito con la tua famiglia) ti dimostro che quello che dici non corrisponde a verita’ ….sarei lieto di potertelo provare…buona serata

        • Lorenzo Pinto says:

          Non ho iniziato io con gli esempi idioti, non siete gli unici che si fanno il “mazzo” nella vita e non siete depositari di nessuna “insostituibile professionalità” che non possa essere imparata da chiunque in breve tempo.
          Fatela finita di sparare minchiate.

      • Infatti…ed e’ giusto che come dici non sappiamo fare altro perche’ abbiamo sempre fatto questo in conformita’ con le leggi italiane
        ora volete fare tutti i balneari
        Ed io che ho 60 anni cosa vado a fare ???
        Il fruttarolo ???
        Ma levati di culo

        • Lorenzo Pinto says:

          Fai il cavolo che ti pare, non è affar mio.
          Nel mondo reale ce n’è tanta di gente che anche a 60 anni perde il lavoro ed è costretta a reinventarsi come campare.
          Benvenuti nella realtà.

      • Invece io si caro lollo, li metto sullo stesso piano. e francamente tra i mille motivi che potrei fornirti perchè tu possa almeno far finta di essere intelligente, non ti faccio questo piacere e ti lascio nella tua ignoranza becera e ideologica in cui ti bei di stare.

  5. Il possessore del carrettino che abusivamente vende granite lungo la riva, con prodotti di cui nessuno sa la provenienza, senza pagare un centesimo di tasse, potrà partecipare alla gara del mio lido o di quelli in zona ? Visto che le varie Autorità che ci controllano periodicamente a questi fanno finta di non vederli, come al parcheggiatore abusivo lungo la spiaggia libera, io penso che li potrebbero ammettere alle gare. Chiediamo un parere a Suck

  6. La spiaggia si gestisce dal 1 maggio al 30 settembre e a casa mia sono cinque mesi, i tre mesi (giugno,luglio e agosto) sono quelli per fare cassetto. Per dare un servizio efficiente gli ombrelloni,sdraio,lettini , piattini,devono essere puliti quotidianamente, come anche la spiaggia, con setaccio e coppetto, inoltre va garantito il servizio bar e/o ristorante che potete immaginare quanto possa essere impegnativo. Per quanto mi riguarda sto dalle 8 di mattina fino alle 2/3 di notte nel locale. Le ora morte le uso per le commissioni varie, spesa ,banca,commercialista ,ecc. E questo riguarda il lavoro, prima e dopo ci stanno i lavori da eseguire di lavaggio, stoccaggio , risistemazione delle attrezzature e dell’attività. Certo chiunque può imparare, ma se mi tolgono il mio lavoro, che è l’unico che ho da quando avevo 10 anni,ora ne ho 48, sfido chiunque a comprare le varie attrezzature che mi sono acquistata da sola, e parliamo di più di 100.000 euro per fare una prova a vedere se siete capaci….vorrei vedervi voi che parlate tanto. Tanto di cappello a commercianti vari e lavoratori in genere. Ma se la spiaggia è di tutti lo è anche lo stato, quindi metterei Carlo a fare il ministro e io magari gli farei da autista….

    • Lorenzo Pinto says:

      Comprarsi la gestione di un qualsiasi bar in una grande città costa ben più di 100.000 euro e gestirlo è un impegno assai più gravoso.
      Ipotizzando fatturati simili, essendo stato un esercente, sono certo che molti preferirebbero investire la stessa somma in una concessione balneare, anziché in un bar o altra attività commerciale.
      La differenza è solo che, con le aste, ora finalmente si potrà.
      Fatevene una ragione.

  7. Caro Lorenzo Pinto…. Vedendo quanto scrivi (conoscenza dei vari problemi di chi commercia prodotti ortofrutticoli) non mi pare azzardato dire che tu di lavoro svolga questa professione e su questo ovviamente non c’è nulla da dire. Quello che mi fa ridere è che invece di parlare di fagiolini e zucchine mi vieni a fare un trattato sul Demanio, gestori balneari e relative leggi. Ma d’altronde in un paese dove oltre il 30℅ degli italiani diede il voto ad un comico…..nulla ormai mi stupisce!

    • Lorenzo Pinto says:

      Mai fatto l’ortofrutticolo, sono semplicemente una persona informata ed istruita.
      Ma nei miei 25 anni di lavoro ho avuto anche una grande tabaccheria al centro di Roma, per 10 anni, e non c’è ALCUN DUBBIO, che sarei anche in grado di gestire una concessione balneare, se volessi.
      E come me, tanti altri che sono stati nel commercio o nei servizi al pubblico.
      Piuttosto, ho ragionevoli dubbi che un ex balneare sappia destreggiarsi in uno dei mestieri fatti da me.

      Datevi una ridimensionata, cari miei, che siete ridicoli.

        • Lorenzo Pinto says:

          L’ho ceduta, perché essendo un’attività che non comporta alcuna occupazione del demanio pubblico, per lo Stato e per l’Europa è cedibile.
          Molto semplice.
          È questo che fate finta di non voler capire: se io mi compro o mi affitto le mura di un’attività, le mura sono mie, fin quando non le vendo o pago l’affitto.
          La spiaggia NON È VOSTRA.
          E non lo sarà MAI.

    • Scusatemi non voglio sembrare il pacifista di turno ma invito tutti a smetterla con queste competizioni e attacchi l’uno con l’altro, pensiamo tutto insieme al delicatissimo momento che il nostro paese sta attraversando, vorrei sbagliarmi ma di questo passo L’Italia a gennaio sarà in forte recessione, riguardo alle concessioni balneari e tutta una stupidata perche chiunque si voglia mettere in gioco ci sono centinaia di attività balneari in vendita non c’è bisogno di nessuna gara, proprio come le attività di tabacchi, tanto chi si agiudicherà una concessione dovrà fare investimenti e avviare l’attività, tanto vale rilevarne una già attrezzata ed avviata, riguardo ai canoni deve essere il governo a stabilire un criterio di valutazione del canone da pagare, quindi mi spiegate di cosa state parlando da tempo, spero di essere stato chiaro ad esprimermi

  8. Il problema di fondo che alcuni di voi continuano a non capire o a far finta di non capire e che a pretendere restrizioni all accesso ai bandi attraverso criteri ridicoli , a cui l Anac vi ha dato gia risposta ( e di risposte ne avete avute a bizzeffa dalla giustizia)
    Ma voi niente, continuate imperterriti ora con Salvini ora con Meloni, allora vi auguro che li prevedano questi criteri, poi saranno cassati dal primo giudice in fase di assegnazione delle gare.
    Ma voi niente continuate cin la barzelletta che gestire uno stabilimento e’ come gestire una farmacia.

  9. L’esempio di Lorenzo Pinto sulla tabaccheria è eclatante. Dopo averla gestita per 10 anni l’ha ceduta, facendosi pagare l’avviamento, incluse le spese già ammortizzate, o l’ha data gratis? Ecco. Ha dato la risposta senza volerlo alla più rilevante iniquità della norma.

    • Maurizio e’ l rsempio di come fate finta di non capire :

      La tabbaccheria non occupa demanio pubblico,e tanto basta per non parificarle alla concessione demaniale.

      Ma perche continuate imperterriti a creare confusione?

    • Lorenzo Pinto says:

      Sono le norme stabilite dall’amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato che prevedono la cessione dell’azienda e non stabiliscono concessioni a tempo o aste per la riassegnazione.
      E il motivo principale è sempre lo stesso: SONO ATTIVITÀ CHE NON OCCUPANO SPAZI DI PUBBLICO DEMANIO, che di fatto appartengono a TUTTA la cittadinanza, come le spiagge!

      Lo Stato può revocare e riassegnare le licenze se l’esercente non rispetta tutte le DECINE di norme per la salvaguardia della salute pubblica, o se la tabaccheria non dimostra di avere un adeguato bacino d’utenza.
      E può assegnare ulteriori licenze a richiedesta del cittadino e a delibera dei Monopoli.
      Inoltre, OGNI 9 ANNI, il possessore di licenza di tabacchi è tenuto a versare allo Stato (tassa novennale) la metà dei guadagni (aggi) dei generi di monopolio (tabacchi e giochi) incassati l’anno precedente. Questo ovviamente in aggiunta alle normali tasse già versat (ben il 90% sui tabacchi e il 95% sui giochi) e oltre all’IRPEF.

      Inoltre l’Unione Europea ha stabilito chiaramente che non ha alcun interesse alla liberalizzazione della vendita dei tabacchi in Italia, in quanto nei Paesi ciò è avvenuto i tabacchi vengono venduti ovunque: bar, supermercati, ristoranti, hotel ecc…
      E in quanto prodotto potenzialmente dannoso alla salute (come avviene per alcool e farmaci) è preferibile che venga smerciato SOLO in luoghi preposti alla vendita.

      Non c’è NESSUNA contraddizione, NESSUNA analogia con gli stabilimenti e NESSUNA iniquità.
      Fatevene una ragione.

    • Nikolaus Suck says:

      Eclatante di che. La tabaccheria non comporta occupazione e sfruttamento di risorse pubbliche quali sono le spiagge, e infatti la concessione riguarda l’attività e non tale risorsa funzionale. Di “eclatante” ci sono solo le differenze.

      • Lorenzo Pinto says:

        Il punto è semplicissimo: licenze come quelle della vendita di tabacchi e monopoli di Stato sono state commercializzate entro i limiti concessi dalla legge.

        Gli stabilimenti invece sono stati comprati e venduti FACENDO FINTA da parte chi li ha venduti e comprati che le concessioni potessero rimanere eterne.

        Se chi li ha comprati ha fatto finta di non sapere che lo Stato prima o poi si sarebbe svegliato, Draghi o non Draghi, e avrebbe fatto il suo dovere, ovvero rimetterle all’asta, il problema è SUO.
        Evidentemente, chi ha venduto in tempi più recenti il suo stabilimento ha fatto un ottimo affare, e chi si è lasciato convincere a comprare in tempi più recenti e magari a prezzi esorbitanti ha fatto un PESSIMO affare. E la colpa è soltanto sua: evidentemente, è stato troppo ottimista o troppo ingenuo.

        Nessuno però impedisce gli attuali gestori, che abbiano comprato o ereditato concessioni di lunghissima gestione, di partecipare alle aste.
        Chi le vince, resterà fino alla prossima scadenza, chi le perde farà altro.
        Stiamo sempre a ripetere le stesse cose…

  10. però pinto pagava un affitto congruo con la zona, alla vendita si è impegnato a non riaprire accanto e non usava un bene pubblico per arricchirsi…senza volerlo maurizio hai dimostrato ancora una volta di non capire quanto i balneari siano una categoria di privilegiati. prova a scoprire le differenze tra te e il tabaccaio sotto casa in termini di costi e magari ti accorgerai che ti e vi è andata di lusso fino a dicembre 2023

  11. E io che credevo si trattasse di aprire alla concorrenza per un abbassamento dei prezzi e un miglioramento dei servizi….. e che quindi si vedesse in ogni limitazione, dalla farmacia alla licenza per taxi, ai tabaccai, al posto fisso senza meritocrazia ,alle concessioni demaniali, delle acque minerali, autostrade, itticolture, cantieri nautici, concessioni demaniali per stabilimenti balneari ai vari ministeri e corpi di polizia, e chi piu ne a piu ne metta ,una limitazione alle liberta di impresa.
    E invece: maledetto il concessionario o bagnino che ha fatto cornuti i proaste, che ora vogliono solo vendicarsi….
    Mi vedo costretto a votare giorgia, non perche risolvera, ma perche mi immagino la faccia dei proaste il 25 9 alle 23,30/45
    Comunque hai fatto bene a vendere il sale/ tabacchi, un po di soldi in tasca, e potevi tenerti un po di sale da mettere in zucca. Non ci hai pensato.

  12. Questo Lorenzo pinto ci deve avere della merda nella testa invece del cervello non va nemmeno calcolato lo dobbiamo lasciare nella sua miseria ma non parlo di miseria economica ma di miseria nell animo sei solamente un invidioso perché probabilmente nella tua vita non sei riuscito a fare un cazzo e vorresti portare via agli altri quello che si sono costruiti negli anni con fatica e senza l aiuto di nessuno

  13. Non saprei dalle altre parti d’Italia ma in romagna i balneari hanno sempre fatto una bella vita grazie alle concessioni a prezzi stracciati che lo stato gli ha concesso. Poi è ovvio che sì arrabbiano e fanno finta di non capire dove ritrovano un lavoro così bello e remunerativo?
    Poi possono dire quello che vogliono e fare i professori ma la verità è questa altrimenti non se la prenderebbero così tanto

    • io non me la prendo francamente ho più compassione che altro.L ho capito da un pezzo che il lavoro più bello é quello degli altri. É sul furto di azienda, qualora si sostenga che non ne va riconosciuto il valore , che mi vede più incuriosito che altro.

  14. Scusatemi non voglio sembrare il pacifista di turno ma invito tutti a smetterla con queste competizioni e attacchi l’uno con l’altro, pensiamo tutto insieme al delicatissimo momento che il nostro paese sta attraversando, vorrei sbagliarmi ma di questo passo L’Italia a gennaio sarà in forte recessione, riguardo alle concessioni balneari e tutta una stupidata perche chiunque si voglia mettere in gioco ci sono centinaia di attività balneari in vendita non c’è bisogno di nessuna gara, proprio come le attività di tabacchi, tanto chi si agiudicherà una concessione dovrà fare investimenti e avviare l’attività, tanto vale rilevarne una già attrezzata ed avviata, riguardo ai canoni deve essere il governo a stabilire un criterio di valutazione del canone da pagare, quindi mi spiegate di cosa state parlando da tempo, spero di essere stato chiaro ad esprimermi

  15. Ettore+Mantini says:

    precisazioni:
    – le cessioni (subingresso) – art. 46 CN, sono operazioni di ordinaria amministrazione nella conduzione di attività balneare e/o altro sul pubblico demanio marittimo (Mod d4 SID);
    – la istruttoria, mirata all’accertamento della possibilità di contrarre con la P.A. del soggetto subentrante “intuitus personae”, non richiede titoli professionali particolari se non l’iscrizione alla CCIAA per attività similari ;
    – la trasformazione dei soggetti concessionari individuali/ imprese a conduzione familiare (soggetto unico di conduzione dello stabilimento balneare – somministrazione, spiaggia, salvataggio) in imprese ordinarie e tutto l’asset gestionale delle spiagge (affidamento somministrazione, allestimento spiagge da imprese specializzate, salvataggio da parte di coop), l’integrazione dell’uso della concessione in molteplice attività ricreative (ristorazione di settore, serate musicali, fitness, attività sportive, relax alternativo – farm e similari – ) ha generato la trasformazione dell’attività di balneazione limitata ai servizi essenziali (somministrazione – attrezzatura balneare) “statica” in attività plurima, diversificata coinvolgente diverse figure professionali “dinamica”. Tutto ciò ha comportato, nell’ultimo ventennio, l’ingresso nella conduzione delle spiagge di soggetti provenienti dal mondo dell’imprenditoria e/o soggetti diversi che hanno diversificato il loro portafoglio economico investendo sulle spiagge. l’elemento essenziale per la conduzione delle spiagge (esperienza / abilitazione al salvataggio), generalmente di collegamento al ceppo originario del concessionario (asse familiare) è stato integrato e trasformato in una semplice operazione commerciale aperta a qualsiasi soggetto fisico/giuridico munito di requisiti per contrarre con la P.A. in analogia di quanto normato dal codice dei contratti della P.A..;
    – la protezione della fonte di reddito, posto di lavoro per coloro che hanno investito sulla conduzione della propria impresa familiare dedicata alla gestione di complesso balneare quale unica fonte e/principale fonte di guadagno, mantenimento dei posti di lavoro ed il valore dell’azienda, dovrà essere tutelata, protetta nell’espletamento dei bandi ;
    – la cosi detta “professionalità” sembrerebbe un presupposto superato dall’introduzione del soggetto imprenditoriale che per la conduzione dell’azienda balneare utilizza personale/figure professionali specifiche (direttore, coop. salvataggio, ecc.) non necessariamente è titolato alla conduzione personale dell’azienda.
    Nell’interesse di tutte le parti coinvolte (P.A., concessionari, aspiranti concessionari) occorre pianificare il futuro delle spiagge con una visione allargata senza soffermarsi solo ed unicamente sul tipo di lavoro, spazio, tempo redditività dell’uso delle spiagge.

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