Confimprese demaniali

Riforma spiagge, 15 miglioramenti possibili secondo Confimprese demaniali

Il documento inviato dall'associazione al Senato

La neonata associazione Confimprese demaniali ha inviato alla X commissione del Senato, che sta esaminando in questi giorni il “decreto concorrenza” contenente anche una norma per riassegnare le attuali concessioni balneari tramite gare pubbliche entro il 2023, un documento con le proprie osservazioni migliorative del testo.

Nel suo documento, articolato in quindici suggerimenti, Confimprese demaniali suggerisce di tenere conto, nelle future evidenze pubbliche, «di parametri che indichino se, per ogni area demaniale, vi sia scarsità della risorsa naturale e interesse transfrontaliero certo, specificando che, in assenza di uno dei due elementi, l’area demaniale non è soggetta alle procedure comparative». Inoltre la lettera, firmata dal presidente Mauro Della Valle, chiede di eliminare i riferimenti agli enti del terzo settore come realtà di cui tenere conto per la riassegnazione dei titoli («si osserva, in considerazione delle missioni statutarie di tali enti, l’incompatibilità delle stesse con i profili di professionalità acquisita mediante la gestione di strutture turistico-ricettive richiesti in fase di affidamento», scrive Confimprese).

Ancora, l’associazione osserva che «in molte Regioni Italiane, le istanze formulate per l’ottenimento di titoli pluriennali, secondo i criteri legittimati anche dall’emendamento, in molti casi sono state rigettate dichiarandone l’illegittimità dei rinnovi nonostante le procedure avvenissero attenendosi a criteri di garanzie di imparzialità e di trasparenza, in particolare, con adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento. In altri casi, le amministrazioni hanno provveduto al rilascio dei rinnovi dei titoli concessori, così come legittimate dalle previsioni di codesto emendamento. Tutto ciò ha evidenziato la completa arbitrarietà nei procedimenti amministrativa in capo agli enti locali».

Infine, in riferimento al passaggio del ddl che prevede un trattamento di favore per i concessionari che hanno avuto lo stabilimento balneare come unica fonte di reddito negli ultimi cinque anni, Confimprese demaniali propone di «individuare un arco temporale più ampio al fine di tenere in debita considerazione il valore immateriale che l’aspetto temporale ha sull’effetto dei servizi».

Per approfondire

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  1. Sandro Barla says:

    Le spiagge sono concessioni di beni, non di servizi.
    Il sig. Bolkestain, in un convegno a Roma, tempo fa, disse che la sua legge non deve essere applicata alle spiagge.
    Questo è il punto.

  2. Ha pienamente ragione il Signor Sandro Barla. I nostri governanti devono fare tutti i passi necessari a Bruxelles.

  3. Andiamo molto indietro a questa parola …se vogliono riqualificare lo stivale , ci sono tante ettari di fronte mare abbondonati è li che possono mettere le gare pubbliche e chi ha il coraggio lo faccia ,come abbiamo fatto noi dopo una vita di sopravvivenza e salvataggi per persone che stavano annegando e che siamo riusciti a portare in salvo alla riva…ok distinti saluti…

  4. Concetto difficile da digerire… forse al pari della scarsità della risorsa.

    Le concessioni di beni possono essere di tipo diverso, cioè di beni per uso non commerciale o meramente personale, ovvero concessioni, sempre di beni, per l’erogazione di servizi. Mi spiego meglio: una strada militare fa parte del demanio necessario, ma se viene concessa per installare su una piazzola di sosta una cassetta per ricevere la propria posta privata, ovvero per realizzare il capanno degli attrezzi di un parco privato, quella concessione è esclusivamente finalizzata ad un uso privato senza alcuna erogazione di servizi. Se un albergo ottiene una concessione di demanio marittimo per realizzare l’abitazione del proprietario, quella è una concessione di beni ad uso meramente privato; in ogni caso il bene viene realizzato con un diritto di superficie e alla fine della concessione diventa proprietà statale.
    Ma se un bene pubblico viene concesso ad un operatore economico con un’autorizzazione (per usare la terminologia della UE) a svolgere un’attività lucrativa aperta alla generalità dei cittadini, quella è una concessione di bene pubblico finalizzato all’erogazione di servizi (non una concessione di servizi, che è altra cosa) e perciò, al fine di garantire la libera circolazione dei servizi, la libertà di insediamento degli operatori economici, la tutela della concorrenza, deve essere applicata la Direttiva 2006/123/CE.
    Esiste dunque una fondamentale differenza tra concessione di beni per l’erogazione di servizi (riferimento Direttiva 2006/123/CE) e concessione di servizi (Direttiva 2014/23/UE). La Direttiva Bolkestain, la famigerata 2006/123/CE, si applica ai servizi forniti da prestatori stabiliti in uno Stato membro. Se la concessione fosse stata per un servizio (concessione di servizi) si sarebbe dovuto applicare il D.Lgs. 50/2016 e la Bolkestain non c’entrava proprio nulla. Nel caso delle spiagge, invece, viene concesso l’uso di un bene demaniale per erogare un servizio alla collettività. Quindi si tratta di operatori economici stabiliti in uno Stato membro che prestano servizi, perciò rientranti in pieno della Direttiva 2006/123/CE.
    Quello che dice Bolkestain in persona non ha alcun rilievo, lui era solo un componente di un’organo collegiale (la commissione europea) che ne ha curato la redazione. L’applicazione o l’interpretazione autentica non spetta a lui.

    • Ma che fesso questo Bolkestain ha ideato una direttiva europea e non ha capito un cavolo! Menomale però che in Italia abbiamo tanti professori come te che ci spiegano come stanno effettivamente le cose.

    • mistral finiscila e vai ha vedere l audizione al senato di oggi dell avvocato lorenzo….il vaso di pandora è scoperto ormai…..poi digli pure che non ha ragione …. dopo quello che abbiamo visto e ascoltato per noi il l cds draghi garofali( buon magistrato ma che ha paraocchi come i cavalli) d alberti giavazzi e company sono persone non più credibili per non dire altro….e per informazione la direttiva è stata recepita nel 2010 mentre quando la si scriveva nel 2006 nessun rappresentate del nostro governo difendeva i nostri diritti…. domani noi marceremo su montecitorio proprio perchè ci avete preso per il culo e ci sono le prove…..tirate fuori le mappature….

      • e inoltre la bolkestain non viene minimamente menzionata nella bozza di legge….lo sai cosa vuol dire caro mistral? fattelo dire dal tuo amico garofali che lui ne è ha conoscenza…… pensi veramente che se si mettesse il voto di fiducia per una porcata del genere senza ascoltare la categoria noi vi diremo grazie? si vede proprio che vivi in un mondo tutto fatato caro mistral io invece come tanti di noi ci guadagniamo da vivere onestamente e sudando al contrario di chi abusivamente occupa posti di rilievo e che gestisce la vita di milioni di persone….andatevene è la sola cosa buona che dovete fare…e la mossa di draghi per proteggersi il culo mettendo ai posti chiave persone a lui vicino tipo frattini( ottimo personaggio e competente in materia ma amico di draghi ). giuliano amato( idem , ma non ci scordiamo cosa ha fatto negli anni 90) e lo stesso csm che rifiuta un referendum in cui non vuole si riconosca la loro responsabilita civile in caso di errori ti sembra normale tutta questa impunità)….

    • Avv. Lucano says:

      Ecco caro Mistral , l’interpretazione autentica, è quella che viene contestata, in spregio ai più elementari principi europei di legittimo affidamento e tutela della proprietà privata ( aziendale ). Ora se vuole spiegarmi o far capire ai balneari che le ragioni di questa interpretazione vanno nella direzione giusta questa è una sua valutazione personale che assolutamente non è quella che tutela le attuali imprese. Affermare che nella sentenza della plenaria sia stato affrontato con sufficiente minuzia la problematica dell’interesse transfrontaliero e della scarsità della risorsa è una colossale baggianata. La sentenza politicizzata è una interpretazione iperliberista della gestione del demanio e della valutazione circa la vita e la morte di queste imprese. Non c’è alcun bilanciamento di interessi, c’è un dispotismo autoritario che oramai si avvicenda nelle politiche governative attuali. Se uno pensa che 12 anni di lotte dei balneari possano essere cancellate da Draghi con pochi mesi di approssimativa valutazione della materia si sbaglia. Oggi per fortuna inizia il lavoro della sigle sindacali e la sacrosanta lotta di piazza. L’atteggiamento delle associazioni fino ad oggi è stato secondo me fin troppo costruttivo, ci sono in ballo troppe famiglie, troppi lavoratori in un periodo drammatico per il nostro paese. Ci sono non solo motivazioni giuridiche per errate interpretazioni, ma motivazioni economiche che faranno propendere per un giusto affossamento di una vergognosa gestione dell’iter della legge delega, addirittura con un uso bulgaro della segretezza sui provvedimenti modificati, ci sono controsensi su tutti gli articoli, una cosa incredibile. Liquidare con due paginette un settore cosi importante è da despoti, controllati in tutto dai burocrati europei. Ora a settembre ci sarà l’inizio della vera campagna elettorale e non credo che il prossimo governo considererà i balneari come dei nemici ma riuscirà a salvaguardare la vita di cosi tante famiglie nelle sedi opportune, perché ogni paese europeo ( tranne noi poveri fessi) i propri asset li difende e non li distrugge, soprattutto se sono in mano alla piccola e media impresa. Chi vuole la morte di questi lavoratori si vergogni, e si faccia un esame di cpscienza.

    • Nikolaus Suck says:

      No l’interpretazione della Bolkestein spetta all’Europa. Che l’ha già interpretata. Si applica punto.

      • Avv. Lucano says:

        Troppo comodo , soprattutto quando è in gioco la pelle degli altri! Le interpretazioni devono essere costruttive e non distruttive, devono essere solidali e non opportunità per speculatori. L’Europa nasce per questo , per dare dignità al lavoro e non toglierlo. La magistratura ha fatto del suo , ma la politica europea porterà queste famiglie sulla coscienza.

  5. Grazie Suck, soprattutto da parte di Davide e di Marco che non avevano capito come funziona il meccanismo della produzione normativa, dell’eterogenesi dei fini, dell’interpretazione autentica, delle interpretazioni vincolanti della Corte di Giustizia della UE e della irrilevanza delle opinioni personali dei redattori delle norme.
    Loro sono convinti che la Direttiva Bolkestein la applica Frits Bolkestein e poi spiega lui cosa voleva dire con la sua proposta… un po’ come il Re Sole che se la suonava e se la cantava da solo. Non hanno letto assolutamente nulla del mio intervento e se lo hanno letto non hanno capito alcunché, visto che hanno commentato solo il paragrafo finale (l’unico che credevano di aver capito).
    Davide se la ride divertito… beato lui. Come quelli a scuola che non avendo capito nulla ridevano per nascondere l’imbarazzo. Ognuno reagisce come può.

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