Federbalneari Puglia

Problemi burocratici dei balneari, dibattito a Manduria

Federbalneari Salento: ''Abbiamo una pagina bianca su cui scrivere la storia del turismo''.

L’auspicio di una “Manduria migliore” che non può prescindere da uno sviluppo ecosostenibile del turismo è stato il tema cardine di un dibattito tenutosi nei giorni scorsi, al quale ha preso parte il team di consulenti di Federbalneari Salento. Diciotto chilometri di costa caratterizzano il prezioso gioiello che è la città tarantina: a presidiarli e garantire accoglienza turistica solo due stabilimenti balneari che hanno ottenuto le relative concessioni demaniali nelle aule di giustizia, e dopo lunghe costose battaglie, anziché negli uffici comunali. Una storia che si ripete e un commissariamento, quello della Regione, per la mancata presentazione del Piano comunale delle coste.

Girolamo Vergine e Gregorio Di Noi, presidente e vicepresidente dell’associazione “Manduria migliore”, hanno quindi voluto offrire alla cittadinanza e ai potenziali imprenditori balneari della zona un’occasione di confronto con chi ormai da anni affronta quotidianamente le problematiche burocratiche e legali legate alla grande controversia sulla linea di demarcazione tra tutela del demanio e attività d’impresa.

«Sul demanio – ha detto Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento – non si può più improvvisare. Sarebbe un errore che pagheremmo tutti a caro prezzo. È necessario prendere coscienza del fatto che l’imprenditore balneare è un fiduciario dello Stato perché ha la responsabilità di gestire un bene della collettività. E di questa responsabilità deve farsi carico senza autoassoluzioni. Anche noi – ha poi precisato Della Valle – siamo, salvo rare eccezioni, senza piani comunali e demandiamo parte del nostro lavoro, seppure sostanzialmente sul fronte mantenimento delle strutture, agli studi legali».

«È stata una fortuna che il Tar abbia sganciato il rilascio delle concessioni demaniali dall’approvazione dei Piani delle coste – ha esordito, in chiusura dei lavori, il professore e avvocato Pier Luigi Portaluri – perché i commissariamenti porteranno tempi lunghi: i commissari dovranno intanto studiare per poter avere chiaro il quadro del territorio loro assegnato, poi dovranno indire le gare per individuare i professionisti, se non già individuati dall’amministrazione, che dovranno redigere quel piano – e ogni gara in genere comporta ricorsi e blocchi – e a piano presentato si aspetteranno le osservazioni e quasi sicuramente i ricorsi di chi si sentirà da esso danneggiato. Ma fatta questa premessa – ha continuato Portaluri – un concetto deve essere la via maestra di chi, come questa città, ha una pagina ancora tutta da scrivere: una visione imprenditoriale che non rispetta l’ambiente oggi è duramente contrastata da istituzioni che nulla hanno a che fare con le dinamiche degli enti locali, ossia Guardia Costiera, Magistratura e Sovrintendenza. Qualità e dialogo costante con chi è chiamato al controllo del territorio devono essere i punti fermi dell’imprenditoria balneare e risulteranno poi le loro migliori armi. Per fare un esempio più concreto – ha chiuso il professore Portaluri – le autorizzazioni si chiedono prima di ogni intervento. Il tempo delle sanatorie a posteriori è finito».

«L’assenza di un Piano delle coste comporta assenza di regole e quindi spesso, purtroppo, maggiore discrezionalità», ha infine sottolineato l’avvocato Francesco Romano, che ha voluto ricordare come non di rado «sul tema delle concessioni demaniali la magistratura è intervenuta e interviene come supplente della politica. Del resto, proprio i giudici del Tar di Lecce hanno precisato che l’assenza dei piani non può implicare il blocco dell’attività di impresa e che quindi le concessioni demaniali, laddove ne esistono i legittimi presupposti, devono essere rilasciate dai comuni».

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Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
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