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Prelazioni e indennizzi, gli emendamenti del centrodestra sui balneari al dl Infrazioni

Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia tentano di migliorare il provvedimento del governo Meloni. Ma spunta la proposta per favorire gli albergatori.

I partiti di centrodestra hanno presentato svariati emendamenti sulle concessioni balneari al decreto Infrazioni, all’esame in questi giorni delle commissioni giustizia e finanze della Camera dei deputati. Le proposte chiedono, tra le altre cose, di riconoscere un diritto di prelazione e perfezionare il calcolo degli indennizzi a favore dei concessionari uscenti.

Un emendamento della Lega, a prima firma della deputata Elisa Montemagni, propone di riconoscere al titolare uscente della concessione balneare un «diritto di prelazione» a condizione che «comunichi, entro 10 giorni dalla data di notifica della scelta dell’offerta, di essere soggetto alle condizioni dell’offerta più alta, al netto del riconoscimento dell’indennizzo» previsto in caso di rilascio della concessione a favore di un nuovo concessionario. Lo stesso testo prevede inoltre che nel bando di gara vengano indicate «le modalità per esercitare il diritto di prelazione da parte del titolare della concessione».

Fratelli d’Italia, invece, con un altro emendamento chiede di imporre un limite massimo di due concessioni per lo stesso soggetto. «Al medesimo offerente non possono essere rilasciate più di due concessioni su tutto il territorio nazionale», propone un emendamento presentato dal deputato Riccardo Zucconi. Nel novero delle due concessioni, precisa la norma, «sono computate quelle già assegnate all’entrata in vigore della presente legge». Con un altro emendamento, a firma Lucrezia Mantovani, il partito di Giorgia Meloni chiede di prevedere che il perfezionamento del nuovo rapporto concessorio sia subordinato all’avvenuto pagamento dell’indennizzo da parte del concessionario subentrante «pari al valore aziendale d’impresa in tutte le sue componenti, compreso l’avviamento».

Infine, Forza Italia ha presentato un emendamento che propone di favorire gli albergatori ad aggiudicarsi le concessioni. «Gli hotel e le strutture alberghiere che si trovano in posizione prospiciente gli arenili, in virtù della loro specifica localizzazione, possono ottenere, a domanda, l’affidamento diretto della concessione demaniale marittima della porzione di spiaggia posta dinnanzi ad essi, di durata annuale, che sia funzionale all’esercizio della loro attività e di dimensioni proporzionate alla rispettiva capacità recettiva», si legge in una proposta di modifica a firma Francesco Cannizzaro. Un altro emendamento degli azzurri, a firma Erica Mazzetti, afferma invece che «l’ente concedente può stabilire le modalità con cui la concessione balneare può essere affidata al concessionario uscente utilizzando lo strumento del partenariato pubblico-privato».

Il decreto Infrazioni è stato approvato lo scorso settembre dal governo Meloni e disciplina i criteri per riassegnare le concessioni balneari in scadenza attraverso delle procedure pubbliche selettive. Le concessioni sono scadute il 31 dicembre 2023 in base alla legge sulla concorrenza del governo Draghi e a una sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, ma il governo Meloni le ha prorogate di un anno e ha dato tempo ai Comuni fino al 30 giugno 2027 per concludere le gare. Le associazioni che rappresentano gli imprenditori balneari, ricevute in audizione, hanno contestato i contenuti del decreto – che non ha mantenuto le promesse fatte da Fratelli d’Italia in campagna elettorale – e hanno chiesto dei criteri più favorevoli per il calcolo degli indennizzi economici e per il riconoscimento della professionalità dei concessionari uscenti in fase di gara.

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