Le piscine con acqua di mare degli stabilimenti balneari versiliesi finiscono al centro di un nuovo confronto tra concessionari e gestori del servizio idrico. Il tema riguarda lo scarico dell’acqua salata nella rete fognaria al termine della stagione o durante le operazioni di svuotamento delle vasche, pratica che secondo alcune valutazioni potrebbe rappresentare una potenziale criticità sia per le condutture sia per i processi di depurazione. La questione, emersa negli ultimi giorni e riportata dal quotidiano Il Tirreno, coinvolge numerosi stabilimenti balneari della Versilia, da Forte dei Marmi a Viareggio, e ha aperto un confronto con enti e soggetti competenti, tra cui l’Agenzia regionale per la protezione ambientale e il gestore idrico del territorio.
Il tema è attualmente oggetto di discussione tra i concessionari e gli enti coinvolti, tra cui l’Arpat, la Capitaneria di porto e Gaia, società che gestisce il servizio idrico integrato nell’area. Molti stabilimenti della costa versiliese utilizzano da anni piscine riempite con acqua marina, una scelta apprezzata dalla clientela e diventata nel tempo quasi uno standard dell’offerta balneare locale. Tuttavia, lo smaltimento dell’acqua salata nella rete fognaria solleverebbe alcune criticità tecniche, legate in particolare all’alterazione dei parametri chimici delle acque reflue e al possibile impatto sulle infrastrutture.
«Ci stiamo confrontando per vedere di arrivare a una soluzione», spiega al Tirreno Massimo Francesconi, presidente del Consorzio Mare Versilia. «Il nodo è lo scarico nella rete fognaria dell’acqua di mare perché questa andrebbe ad alterare i valori di riferimento e potenzialmente anche a danneggiare le condutture». Il problema riguarda un numero significativo di stabilimenti, soprattutto a Marina di Pietrasanta. «Solo in questa località – aggiunge Francesconi – la questione coinvolge oltre 50 stabilimenti su 107 concessioni. Se non verrà individuata una soluzione dovremo rivedere completamente le modalità di riempimento delle piscine».
Tra i concessionari non mancano le preoccupazioni. Molti operatori sottolineano come le piscine con acqua di mare rappresentino da anni un servizio distintivo degli stabilimenti della Versilia. Il confronto è in corso, in particolare con Gaia, nella speranza di individuare una soluzione condivisa che consenta di mantenere un servizio ormai consolidato nel settore balneare versiliese.
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