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‘Periodo transitorio non sarà lungo, ma tuteleremo i balneari’

Il viceministro Nencini dà la sua visione sulla riforma delle concessioni di spiaggia. Lunedì l'incontro pubblico a Carrara.

«Il periodo transitorio non potrà essere eccessivamente lungo, per non rischiare procedure di infrazione dall’Ue». Così il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, tra i responsabili della riforma sulle concessioni demaniali marittime, risponde alla domanda che sta più a cuore degli imprenditori balneari, ovvero a quanto ammonterà quel “congruo periodo transitorio” scritto nel disegno di legge licenziato lo scorso 27 gennaio dal consiglio dei ministri. Un lasso di tempo che il governo ritiene necessario prima di istituire le evidenze pubbliche delle concessioni per adeguarsi alla direttiva europea “Bolkestein”, ma che si presume non potrà durare 30 anni come chiedono le associazioni nazionali di categoria. Che, sottolinea Nencini, «spero ricomporranno le proprie divergenze all’insegna di una responsabile e celere chiusura dell’iter legislativo», promettendo che il decreto «valorizzerà le attività imprenditoriali e tutelerà gli investimenti».

Abbiamo intervistato Riccardo Nencini, che oltre a viceministro è anche segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, per conoscere la sua visione sulla riforma delle concessioni balneari. Nencini sarà alla fiera di settore Balnearia lunedì 20 febbraio alle ore 15, nell’incontro pubblico organizzato da Fiba-Confesercenti Toscana in collaborazione con Mondo Balneare in sala Canova, proprio per approfondire il progetto di riforma del governo e per rispondere alle domande degli imprenditori.
All’intervento di Nencini seguirà un focus sulla nuova legge regionale toscana in materia di concessioni balneari con Stefano Ciuffo (assessore al turismo della Regione Toscana), Gianni Anselmi (presidente 2^ commissione Consiglio Regionale Toscana), Massimiliano Quercetani (avvocato), Umberto Buratti (sindaco di Forte dei Marmi), Gabriele Lami (esperto demanio ANCI Toscana), Fabrizio Lotti (presidente Fiba Toscana) e la partecipazione di Piero Bellandi (Università di Pisa), Stefano Gazzoli (Consorzio Riviera Toscana) e tanti imprenditori balneari che potranno intervenire.

Riccardo Nencini, il consiglio dei ministri ha appena approvato il disegno di legge per il riordino delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo, in cui propone tra l’altro di stabilire un “congruo periodo transitorio” prima dell’istituzione delle evidenze pubbliche. Le associazioni di categoria chiedono che questo periodo ammonti ad almeno 30 anni. Qual è la sua valutazione in merito a questa richiesta e a quanti anni ritiene che la parola “congruo” possa equivalere?

«Il termine “transitorio” impone un computo di anni che non sia eccessivamente lungo, ma che sua utile a consentire il passaggio da un regime normativo a un altro in maniera tale che si arrivi all’esaurimento, sotto la vigenza della nuova norma, dei rapporti giuridici nati con la legge precedente. Bisogna poi tenere in considerazione un altro fattore determinante, ovvero la normativa europea, la cui osservanza ha imposto proprio la revisione della normativa sul riordino delle concessioni. È di tutta evidenza come la fissazione di un periodo transitorio, che sarà comunque oggetto di confronto con le organizzazioni di categoria in sede di redazione dei decreti di attuazione, dovrà evitare di porsi in contrasto con la normativa dell’Ue, anche al fine di evitare la riapertura di una procedura di infrazione, ma non dovrà essere penalizzante per le nostre imprese».

Dopo le evidenze pubbliche, il disegno di legge intende stabilire il riconoscimento del valore commerciale. Quali sono i criteri giusti per calcolarlo e chi dovrà farsi carico di questa cifra?

«I decreti legislativi di riforma saranno adottati su proposta dei vari dicasteri. Ciò comporterà il coinvolgimento delle Regioni e delle categorie per definire il punto di equilibrio più equo».

Facciamo un esempio concreto: un imprenditore possiede una concessione balneare da 15 anni e ha realizzato importanti investimenti non ancora ammortizzati. Dobbiamo ipotizzare che nel 2025 andrà a evidenza pubblica?

«Come indicato in precedenza, questi sono aspetti di dettaglio che saranno vagliati in sede di predisposizione delle bozze dei decreti legislativi di attuazione. Le indicazioni politiche che emergono dalla lettura del disegno di legge vanno comunque nel senso della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti che debbono essere riconosciuti, in primo luogo, agli imprenditori che, all’atto dell’avvio della procedura di gara e nel caso in cui la concessione sia aggiudicata ad altro concorrente, non abbiano terminato il periodo di ammortamento dei propri investimenti autorizzati dall’ente concedente. La garanzia per l’investitore è la priorità per il governo».

Il disegno di legge propone anche la revisione del meccanismo di calcolo dei canoni concessori, soprattutto per eliminare i profondi squilibri subìti dai pertinenziali. Come si intende stabilizzare questa situazione?

«Il disegno di legge prevede una revisione dei canoni concessori che contempla l’applicazione di valori tabellari che consentano di superare le criticità insorte in relazione all’individuazione delle opere di facile e di difficile rimozione, situazione che ha dato luogo a un notevole contenzioso. Con la rideterminazione dei valori tabellari, da calibrare sulla varia casistica riguardante i beni e le pertinenze, è superato il criterio della valutazione dei canoni basato, per le anzidette pertinenze, sui valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare che aveva condotto ad aumenti di notevole entità degli importi dovuti. Al riguardo, si rammenta che la legge di stabilità 2016 ha sospeso le procedure di decadenza della concessione (relative ai beni pertinenziali), avviate dagli enti locali per omesso o insufficiente pagamento delle somme richieste, fino al complessivo riordino della disciplina dei canoni demaniali marittimi».

Le associazioni di categoria sono profondamente divise rispetto a questo disegno di legge: da una parte Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Federbalneari e Oasi-Confartigianato lo hanno accolto con favore, dall’altra parte Assobalneari-Confindustria, Cna Balneatori e Itb Italia lo hanno commentato negativamente. Questo scenario, a suo parere, rischia di mettere in difficoltà l’attuazione del disegno di legge?

«Il disegno di legge dovrà approdare in parlamento e in quella sede i suoi contenuti saranno oggetto di confronto, al termine del quale si auspica che le parti sappiano ricomporre le proprie divergenze all’insegna di una responsabile chiusura dell’iter legislativo la cui celere conclusione si rende necessaria non solo per una indifferibile esigenza di avere una normativa che regoli definitivamente il settore, ma anche per inquadrare definitivamente tale disciplina nell’alveo della normativa europea e scongiurare definitivamente la riapertura di una procedura di infrazione».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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