L’arcipelago di La Maddalena è sottoposto ogni estate a un’intensa pressione nautica. Regole su navigazione, ormeggio e ancoraggio esistono, ma la loro efficacia dipende dalla capacità di prevenzione e controllo da parte delle istituzioni preposte.
Dal 2026 la Capitaneria di Porto di La Maddalena ha aggiornato in via sperimentale le disposizioni per navigazione, ormeggio, ancoraggio e altre attività marittime nell’arcipelago. Tra i divieti ribaditi vi è quello di gettare l’ancora sulle praterie di Posidonia oceanica e sugli altri habitat sensibili.
Il nodo delle sanzioni
Le praterie di Posidonia oceanica contribuiscono alla produzione di ossigeno, stabilizzano i fondali e sostengono la biodiversità marina. Proteggerle significa quindi tutelare uno degli ecosistemi più importanti del Mediterraneo.
In un’intervista del 2025, il direttore dell’Ente Parco Giulio Plastina aveva criticato la debolezza di alcune sanzioni applicabili in Italia rispetto ad altri Paesi europei, citando il caso di violazioni che avrebbero potuto fermarsi a 51 euro. Nello stesso contesto, Plastina aveva richiamato il confronto con la Francia, dove — secondo quanto da lui riferito — per danni alla posidonia possono essere applicate sanzioni molto più elevate, fino a 100 mila euro.
Il quadro sanzionatorio deve però essere letto insieme alle disposizioni della Capitaneria di Porto applicabili nella stagione 2026, che richiamano il Codice della navigazione e la normativa sulla nautica da diporto.
Le aree più conosciute dell’arcipelago registrano nei picchi estivi una forte presenza di unità da diporto. Le regole stagionali disciplinano quindi le modalità di navigazione, ormeggio e ancoraggio e richiamano l’uso dei corridoi di navigazione e dei campi boe previsti nell’area marina protetta.
Budelli e le spiagge fragili
A Budelli, la Spiaggia del Cavaliere è sottoposta a divieto assoluto di calpestio dal 2022. Il Parco segnala che dal 1998 la duna ha perso circa metà del proprio volume, in un processo attribuito a più fattori, tra cui erosione, riduzione della protezione offerta dalla posidonia e pressione antropica.
La Spiaggia Rosa, soggetta a divieto di sbarco dal 1994, resta visitabile dal mare nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni stabilite dal Parco. La sua tutela continua a rappresentare uno dei simboli più evidenti della fragilità ambientale dell’arcipelago.
Controlli e contributo di accesso
Nel 2025 il direttore Giulio Plastina aveva denunciato limiti operativi e burocratici che, secondo la sua ricostruzione, ostacolavano l’impiego delle risorse e il rafforzamento dei controlli necessari a gestire i flussi sul territorio.
Secondo dati e stime riportati nello stesso contesto, l’area marina sarebbe frequentata annualmente da circa 30.000 unità. Plastina stimava inoltre tra il 30% e il 35% l’evasione del contributo di accesso al diporto, con un mancato gettito superiore a 700 mila euro.
Il sistema del Parco prevede autorizzazioni per il diporto e una maggiorazione del 40% per chi venga sorpreso senza il permesso necessario. Recuperare le risorse non versate, secondo l’impostazione indicata dal direttore, potrebbe aiutare a rafforzare vigilanza, tutela ambientale e gestione dei flussi nautici nell’area marina protetta.
Guida agli stabilimenti balneari della Sardegna
Se desideri consultare l’elenco delle spiagge attrezzate sulle coste sarde, puoi accedere alla sezione di Mondo Balneare dedicata agli stabilimenti balneari della Sardegna.
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