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Papagni chiede 40 anni di proroga ed equo indennizzo

In attesa che l'emendamento venga discusso in Senato, il presidente di Federbalneari avanza l'ipotesi dei 40 anni di rinnovo delle concessioni balneari: 'Garantiremo al governo 75 miliardi di euro in investimenti'. Baldini: 'Ma in caso di perdita della concessione, c'è bisogno di un equo indennizzo'.

Prima di Natale si saprà se l’emendamento che prevede il rinnovo delle concessioni balneari per 30 anni passerà alla Camera. Questi i passaggi: il Senato dovrà prima discutere l’emendamento n. 34, e poi valutare se inserirlo in un maxi emendamento che poi verrà trasmesso alla Camera per l’approvazione finale.

Intanto ieri a Napoli, nel centro direzionale della Regione Campania, si è ragionato sul futuro delle imprese balneari in un convegno organizzato da Assobalneari Campania. A ricordare la grande sensibilità del Senato alla questione degli imprenditori balneari c’era il deputato Massimo Baldini, che così si è espresso: «Il governo italiano ha il compito di tutelare le imprese italiane: lo fa quando sono in crisi, e non può rischiare di rovinarle per applicare una normativa europea».

Dal Senato arrivano messaggi di piena comprensione delle problematiche ma anche alcune ipotesi di soluzione, tra le quali l’indennizzo del valore economico dell’azienda, in caso di perdita della concessione. A questo proposito, ha aggiunto Baldini: «Dovrà essere valutato l’esatto valore economico tramite una consulenza tecnica espressa dal Tribunale. Le imprese balneari non possono essere rapinate, in questo modo si distrugge il nostro Paese invece di incentivare la ripresa economia».

Per rilanciare con investimenti certi il comparto turistico balneare, arriva la proposta di Federbalneari: rinnovo automatico per 30 anni, prorogabili a 40 se correlati a un piano di investimenti. Ribadisce Renato Papagni (nella foto), presidente di Federbalneari: «Non si tratta di un "premio" concesso ai balneari. Il rinnovo delle concessioni per 40 anni rientra nel piano di rilancio del comparto turistico nazionale, che deve essere garantito da investimenti e certezza normativa. Gli imprenditori balneari garantiranno 75 miliardi di investimenti al governo, se le concessioni verranno rinnovate fino al 2055».

Partendo da questi presupposti, si potrà procedere poi con strumenti di rilancio: legge quadro nazionale, legge quadro sul riordino del sistema nazionale, legge sul riequilibrio dei canoni demaniali, legislazioni regionali, redazione dei piani di utilizzazione arenili regionali e piano della costa, attuazione di un programma di investimenti.

Riguardo alla mancanza di uniformità nell’applicazione dei criteri normativi, ne sanno qualcosa gli operatori balneari della Campania, che rappresenta, secondo l’avvocato Scotto, consulente di Assobalneari Campania, «l’essenza dei problemi del settore». La finanziaria regionale 2012, che entrerà in vigore il 27 gennaio 2013, prevede un aumento dei canoni concessori demaniali del 100%. Assobalneari Campania propone un provvedimento che abbia il fine di abrogare entro il 27 gennaio la normativa: «È una manovra pensata per appianare il bilancio regionale a scapito dell’economia locale», commenta Antonio Cecoro, presidente di Assobalneari Campania. Appello raccolto dalle rappresentanze politiche presenti al convegno: la deputata italiana Daniela Nugnes ha dichiarato l’impegno a emendare, nella prossima finanziaria, l’abrogazione dell’addizionale sui canoni demaniali.

comunicato stampa Federbalneari Campania

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Federbalneari Italia

Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
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